Tutti gli articoli relativi a: università | ricerca

“Il sud nel mirino della Gelmini”, di Alessandra Ricciardi

A differenza del passato, non ci saranno deroghe sul personale È il provvedimento centrale dell’operazione tagliacattedre. Il decreto sugli organici, su cui ieri sera c’è stato il vertice con i sindacati e che è ora è alla firma del ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini, prevede per il 2009/2010 una riduzione delle piante organiche di circa 37 mila cattedre, tra riforma della scuola, riorganizzazione della rete scolastica e innalzamento del numero di alunni per classi. I restanti 5 mila posti, necessari a raggiungere gli obiettivi di risparmio di spesa previsti dalla manovra finanziaria estiva, saranno defalcati in un secondo momento e in organico di fatto. La riduzione di organico è così articolata: 9900 alle elementari, 15.500 alle medie e 11 mila alle superiori. A pagare di più, in termini di assegnazioni di personale, saranno le scuole delle regioni del Sud. Basti l’esempio della piccola Basilicata, dove su un organico di poco più di 7 mila insegnanti ne spariranno 600, il 9%. A differenza di quanto avvenuto in passato, la Gelmini è decisa a non fare sconti. Da …

Universita’: Le proposte del Pd, Fioroni: Governo la demolisce. Spendere meglio, non meno

Ultimi in Europa per la qualità degli Atenei. Le proposte per riscattarci. “Siamo a 283 giorni dalla ‘delenda università’ che renderà famoso questo governo per aver ridotto l’università allo stremo”. Parole dure quelle di Giuseppe Fioroni, responsabile Educazione del PD, che arrivano dopo i tagli decisi in Finanziaria e l’atteggiamento assunto nei confronti degli studenti durante le proteste della settimana scorsa. “E’ difficile un dialogo con un governo il cui presidente del Consiglio fa troppe strumentalizzazioni e generalizzazioni sui nostri studenti e ricercatori – dice – giudicandoli parassiti e intriganti, ci sono sicuramente mele marce ma non tutto è così in quel mondo”. E tagliare i fondi significa porre un rimedio peggiore del male: con meno risorse atenei che spendono il 90% per il pagamento dei loro stipendi, anche gli atenei virtuosi, saranno costrette a tagliare sul diritto allo studio, sugli alloggi per gli studenti, sulla ricerca e sugli strumenti per fare ricerca. “A meno che – ha osservato Fioroni – qualcuno non perseveri nell’idea delle fondazioni di diritto privato, fallite perché gli atenei nel …

“Il valore legale della laurea”, di Stefano Civitarese Matteucci e Gianluca Gardini

Circola l’idea che dal valore legale delle lauree dipenderebbero quasi tutti i mali dell’Università e che sarebbe sufficiente la sua abolizione per far guarire il malato. Ma il valore legale, come scriveva qualche anno fa Sabino Cassese, è una nebulosa, che non merita filippiche ma analisi distaccate. L’idea abolizionista è tuttavia tornata alla ribalta delle cronache e la stessa Camera dei deputati, in sede di conversione del decreto Gelmini sull’università, ha approvato due “ordini del giorno” che impegnano il Governo a valutare l’opportunità di abolire, o “gradualmente superare” il valore legale della laurea. Gli stessi promotori di questi ordini del giorno sarebbero, forse, sorpresi di scoprire che non vi è alcuna disposizione di legge secondo cui i titoli di laurea hanno un valore legale generale di qualche tipo. L’obiettivo polemico degli “abolizionisti” è l’appiattimento tra le università: è inammissibile che la laurea presa nell’ateneo di provincia appena istituito abbia lo stesso “valore” di quella presa alla Bocconi o alla Sapienza, si dice. Ma è proprio così? Nel settore privato certamente no. La questione si pone …

Don Ciotti: “La Chiesa parli chiaro contro le mafie”, di Conchita Sannino

Casal di Principe, in 40mila per don Diana, ucciso dalla camorra nel ‘94. L´appello di don Ciotti. Casal di Principe – «La Chiesa parli chiaro, contro tutte le mafie. Non faccia sconti a nessuno. Ci vuole fermezza. Denunci l´incompatibilità tra le azioni dei mafiosi e il Vangelo, senza abbassare i toni». Il coraggio di un prete, don Luigi Ciotti, onora ieri il sacrificio di un altro prete, don Peppino Diana, ucciso perché opponeva il rigore del Vangelo alle logiche mafiose dei compaesani. Era il 19 marzo del 1994. Esattamente quindici anni dopo, il popolo di Libera, l´antimafia dei gesti e della mobilitazione dal basso, si ritrova a Casal di Principe, pochi metri dalla tomba del sacerdote. Un corteo e quasi quarantamila studenti. Clima da raduno. Iniziative concrete: come la nascita della coop “Le terre di don Diana” per la produzione di mozzarelle dop, cui partecipare con un sms di solidarietà, ogni messaggio un euro al 48544. Grazie anche ai fondi della Regione Campania. Il serpentone di adolescenti invade il cuore di Gomorra, testimonianze degli studenti, …

“L’Italia non è un Paese per giovani”, di Lorenzo Salvia

All’Associazione italiana giovani avvocati si possono iscrivere civilisti e penalisti che hanno fino a 45 anni. Quando di anni ne aveva 44 un certo Anthony Charles Lynton Blair non solo aveva fatto già una discreta carriera di lawyer, ma con il nomignolo di Tony si era anche trasferito al numero 10 di Downing Street come primo ministro della Gran Bretagna. La responsabile dei pionieri, la componente giovane della Croce Rossa italiana, si chiama Fiorella Caminiti e di anni ne ha 47. Alla stessa età, in un Paese che di pionieri se ne intende, Barack Obama si era già lasciato alle spalle la carriera di senatore per entrare alla Casa Bianca. Non è un Paese per giovani l’Italia. Ma un Paese dove anche chi è in gamba e preparato fatica ad affermarsi nel lavoro e a diventare indipendente dalla propria famiglia prima dei 40 anni. Un Paese che vede crescere la triste categoria dei giovani-adulti: uomini e donne che magari hanno già superato il mezzo del cammin di loro vita ma che sul lavoro — come …

Appello manifestazione 18 marzo

I sottoscritti parlamentari del Partito Democratico, condividendo le ragioni dello sciopero proclamato dalla FLC-CGIL, aderiscono alla manifestazione dei lavoratori della conoscenza, pubblici e privati, del prossimo 18 marzo. La situazione dell’istruzione pubblica, dell’università e della ricerca si è aggravata enormemente in seguito alle scelte adottate dal governo. I tagli operati, infatti, sono assolutamente insostenibili e compromettono seriamente anche i livelli minimi di funzionalità delle scuole e delle università. In questo quadro così drammatico per il sistema formativo, ci uniamo, dunque, al mondo del sapere per ribadire il nostro dissenso e la nostra dura opposizione contro le scelte del governo. Abbiamo, infatti, una forte consapevolezza del valore e del ruolo fondamentale che nel nostro Paese rappresentano i sistemi dell’educazione, dell’istruzione, della formazione e della ricerca. Siamo, pertanto, vicini a tutte le lavoratrici e i lavoratori della conoscenza che stanno combattendo una giusta battaglia contro i tagli indiscriminati e i provvedimenti approvati dal Governo. Manuela Ghizzoni, Maria Coscia, Mariangela Bastico, Mariapia Garavaglia, Sesa Amici, Giovanni Bachelet, Giuliano Barbolini, Teresa Bellanova, Luisa Bossa, Chiara Braga, Sandro Brandolini, Marco …

I Parlamentari modenesi del Pd rispondono alla Gazzetta di Modena sulla riduzione del loro stipendio

I deputati e i senatori modenesi del Pd rispondono alla sollecitazione avanzata dal quotidiano “Gazzetta di Modena” sul tema degli stipendi dei parlamentari e sull’ipotesi di una loro riduzione. «Caro direttore, accogliamo volentieri la sua sollecitazione sugli stipendi dei parlamentari. Siamo consapevoli di avere stipendi certamente superiori alla media delle retribuzioni dei lavoratori italiani. Peraltro, oggi in Italia esiste un gravissimo problema occupazionale a causa della crisi economica, ma da molto tempo aspetta una risposta la questione salariale che riguarda milioni di lavoratori che hanno stipendi troppo bassi. Lei pone una domanda: sono davvero ben spesi tutti quei soldi per deputati e senatori? Noi pensiamo di sì, se la grande responsabilità affidata agli eletti dagli elettori viene assunta in pieno e tradotta in azioni efficaci a favore della collettività. Piuttosto, è necessario ridurre le spese per la politica, ma soprattutto accrescere la ‘produttività’, diciamo così, dell’attività politica. Da qui nasce l’esigenza di una profonda riforma delle istituzioni, a partire dalla riduzione di un terzo del numero dei parlamentari e da una specializzazione delle Camere che …