Tutti gli articoli relativi a: università | ricerca

“Investire nella ricerca. Una lezione per l’Italia”, di Guido Barbujani

Faceva un certo effetto leggere i commenti di Michael Moore, regista di Farenheit 9/11 e oppositore di George W. Bush, sull’elezione di Barack Obama. «Come sarà avere un presidente intelligente? Ritornerà la scienza, messa al bando per otto anni». Quindi, mentre il mondo si interrogava su cosa sarebbe cambiato col nuovo presidente a Wall Street e in Iraq (tranne quelli che facevano gli spiritosi sul colore della sua pelle), in America si pensava anche al futuro della scienza. In Italia non ce ne potevamo accorgere, presi come eravamo a discutere su come sbarazzarci della ricerca e dell’Università pubbliche, ma neanche negli Stati Uniti gli scienziati se la passavano bene. La presidenza Bush si è caratterizzata con iniziative pesantemente ideologiche, che hanno avuto conseguenze negative sullo sviluppo della ricerca. E invece, adesso, in America la ricerca è una priorità. Fra i primissimi provvedimenti del presidente Obama c’è infatti l’abolizione del regolamento che aveva di fatto fermato la ricerca sulle cellule staminali embrionali. La notizia, seguita dall’annuncio di nuovi studi clinici e di grossi investimenti pubblici, ha …

“Vince la laicità. Ora gli scienziati possono accelerare”, di Pietro Greco

Il presidente Usa mantiene un’altra promessa fatta in campagna elettorale, questo apre una straordinaria chance per la ricerca in tutto il mondo. Domani il nuovo presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, darà ancora una volta seguito alle sue promesse e rimuoverà gli ostacoli che il vecchio presidente, George W. Bush, aveva frapposto alla ricerca sulle cellule staminali embrionali umane. Le staminali embrionali sono cellule molto particolari. Gli esperti le chiamano totipotenti, perché possono differenziarsi in tutti i 200 e più tipi di cellule di un organismo. Anche nei tessuti degli organismi sviluppati vi sono cellule staminali definite «adulte», che possono essere indotte a differenziarsi a loro volta in diversi tipi di cellule. Le staminali «adulte» sono già utilizzate nella medicina clinica, al contrario delle embrionali che non sono ancora perfettamente «controllabili». Ma le staminali «adulte» non sembrano avere la capacità totipotenti delle embrionali. Cosicché il loro studio è ritenuto necessario dagli esperti sia per motivi di ricerca di base – per comprendere il processo delle differenziazione cullulare – sia, in prospettiva, per la ricerca applicata …

“Napolitano: all’Università risorse non solo a parole”, di Paolo Cacace

E` un vero e proprio pressing. Lunedì della scorsa settimana a Perugia, ieri all`istituto fiorentino delle Scienze umane. Giorgio Napolitano non perde occasione per rinnovare i suoi sferzanti appelli perché si investa di più nella ricerca e nell`alta formazione a livello universitario, ben consapevole che su questo terreno si gioca una partita decisiva per le prospettive di sviluppo o di declino del Paese. E se davanti ai docenti dell`ateneo perugino, il capo dello Stato aveva detto un forte e vigoroso “no” alle decisioni di bilancio ancorate alla logica dei “tagli indiscriminati” esortando ad un ripensamento, qui a Firenze ha fatto – per così dire – un passo avanti sottolineando come pur trovandoci in una situazione di crisi economico-finanziaria “molto difficile” – è ora di passare dalle parole ai fatti. “E` inutile ripetercelo e purtroppo ce lo ripetiamo e se lo ripetono tutti – osserva Napolitano – facendo omaggio a fior di labbra a questa necessità fondamentale d`investire nella ricerca e nell`alta formazione, tranne poi non trarne le conseguenze”. Beninteso, il capo dello Stato non vuole …

“La ricerca ai ricercatori? il Governo dice no”, di Luciano Modica

Nella vita breve e difficile dell’ultimo Governo Prodi spiccava il successo dell’approvazione nel settembre 2007 della legge delega sugli enti pubblici nazionali di ricerca. La saldezza della maggioranza e l’apertura a contributi migliorativi importanti dell’opposizione permisero infatti di introdurre per la prima volta nella nostra legislazione e con un largo consenso parlamentare l’autonomia statutaria del CNR e degli altri enti di ricerca in attuazione della Costituzione, della Carta Europea dei Ricercatori e di una raccomandazione comunitaria del 2005. Diciott’anni dopo l’autonomia universitaria anche gli enti di ricerca venivano così resi responsabili di poter determinare autonomamente i loro stessi statuti “al fine di salvaguardarne l’indipendenza e la libera attività di ricerca, volta all’avanzamento della conoscenza, ferma restando la responsabilità del Governo nell’indicazione della missione e di specifici obiettivi di ricerca per ciascun ente”. L’organizzazione della ricerca pubblica veniva affidata dallo Stato ai suoi stessi ricercatori e non alla longa manus della politica. Caduto il Governo Prodi, la delega è passata al Governo Berlusconi. Il Ministro Gelmini ha lasciato trascorrere inutilmente quasi un anno salvo ispirare o …

“I tagli antisprechi della Gelmini rischiano di uccidere l’Università”, di Paolo Bagnoli

Se l’anno prossimo il ministero taglierà circa 700 milioni di euro alle università non ci sarà bisogno, come si ostina a dire il ministro, di eliminare gli sprechi; con un’operazione sola se ne andrà praticamente tutto; sprechi compresi naturalmente. A quel punto, morta e sepolta l’università pubblica, sarà un risparmio generalizzato ed il settore, nolente o piacente, sarà costretto a privatizzarsi. Ma chi rileverà una situazione tanto onerosa? Al ministro Gelmini bisogna riconoscere il pregio, rispetto ai suoi colleghi di governo, di parlare poco. Quando lo fa, come in Parlamento, ove ogni tanto qualche cosa bisogna dire, appare tirata, impacciata, quasi si trovasse a disagio. Nelle occasioni in cui parla, tuttavia, batte sempre sul solito motivo: tagliare gli sprechi. E’ coerente, però. Al presidente della repubblica, che ha chiesto di non procedere ad una riduzione indiscriminata delle risorse, ha ripetuto l’amato ritornello. La questione continua ad essere altra. Sicuramente, come in ogni dove italiano, anche nelle università ci sono sprechi ed un malo utilizzo delle risorse; sicuramente, occorre rivedere il meccanismo dei corsi poiché il …

Il Pd condivide l’allarme di Tomasi: “Atenei al collasso”

L’on. Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Cultura alla Camera: “Il fallimento non sarebbe solo dell’Università, ma di tutto il sistema-Modena”. “Un’analisi condivisibile”. Con queste parole Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in commissione Cultura alla Camera, commenta la relazione del rettore Aldo Tomasi dopo aver partecipato alle celebrazioni di apertura dell’anno accademico dell’Università di Modena e Reggio Emilia. “Già a luglio – spiega la parlamentare del Pd – abbiamo rilevato come i tagli imposti dalla manovra estiva di Tremonti avrebbero portato molti atenei al collasso tra il 2010 e il 2011 a rimetterci sarà anche la nostra università, e gli studenti che dal 2011 potrebbero vedersi aumentate le rette universitarie se il Governo non invertirà direzione”. L’università di Modena e Reggio Emilia, a quanto dichiarato dal rettore, si troverà infatti in profonda difficoltà finanziaria. “Un fallimento che non sarebbe solo dell’Università, ma di tutto il sistema-Modena, che trae dalla ricerca e dall’investimento sulla conoscenza, l’impulso per la crescita e l’innovazione. Le parole di Tomasi – aggiunge Manuela Ghizzoni – confermano le nostre critiche. Ritengo interessante e …