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“Se il dissenso è un reato”, di Ezio Mauro

Davanti a una protesta per la riforma della scuola che si allarga in tutt´Italia e coinvolge studenti, professori, presidi e anche rettori, il Presidente del Consiglio ha reagito annunciando che spedirà la polizia nelle Università, per impedire le occupazioni. La capacità berlusconiana di criminalizzare ogni forma di opposizione alla sua leadership è dunque arrivata fin qui, a militarizzare un progetto di riforma scolastica, a trasformare la nascita di un movimento in reato, a far diventare la questione universitaria un problema di ordine pubblico, riportando quarant´anni dopo le forze dell´ordine negli atenei senza che siano successi incidenti e scontri: ma quasi prefigurandoli. Qualcuno dovrebbe spiegare al Premier che la pubblica discussione e il dissenso sono invece elementi propri di una società democratica, non attentati al totem della potestà suprema di decidere senza alcun limite e alcun condizionamento, che trasforma la legittima autonomia del governo in comando ed arbitrio. Come se il governo del Paese fosse anche l´unico soggetto deputato a “fare” politica nell´Italia del 2008, con un contorno di sudditi. E come se gli studenti fossero …

Un tavolo per la scuola. Veltroni: Il governo ritiri il decreto Gelmini

 “Se fossi nel governo farei un gesto politico: ritirerei quel decreto Gelmini che è alla base di tutta questa sofferenza e ritirerei le misure finanziarie prese”. Lo ha affermato il segretario del PD Walter Veltroni, ospite della trasmissione Rai “Radio anch’io”.”C’è un movimento di protesta molto ampio – ha ribadito Veltroni- che non può essere identificato, come ho visto fare da qualche giornale della destra, con gli estremisti. No, è un movimento che riguarda famiglie, studenti, insegnanti”. Per il segretario del PD si può giungere in tempi brevi alla ristrutturazione dei costi ma a patto che che ogni risorsa finanziaria tagliati agli sprechi endemici al sistema scolastico dovrà rimanere all’interno della scuola stessa. Va specificato poi, ha aggiunto Veltroni che “il sistema scolastico italiano fa acqua da tutte le parti e l’unico che non faceva acqua era la scuola elementare”. Il principale obiettivo da raggiungere è quello di puntare “sull’autonomia scolastica e valutazione però in una scuola che promuova le pari opportunità, che consenta a tutti i ragazzi di poter partecipare alla sfida scolastica senza …

Foa, una vita per la sinistra. Un giovane vecchio ottimista

È scomparso ieri a novantotto anni uno dei Padri della Repubblica e della sinistra italiana, direi il rappresentante del migliore Novecento. Si portava appresso la storia del secolo scorso, ma aveva sempre lo sguardo rivolto al futuro. La sua eredità intellettuale, politica e etica è immensa. Vi propongo il ricordo di Nello Ajello comparso oggi su Repubblica. Manuela Ghizzoni     NELLO AJELLO, LA REPUBBLICA del 21.10.2008 L´Italia ha perduto uno dei protagonisti politici più appassionati, uno dei testimoni più vitali della sua democrazia. Tale era Vittorio Foa, morto ieri a novantotto anni. La sua è una biografia intensa, a tratti febbrile. Durante la dittatura fascista egli fece parte di quel nucleo compatto di oppositori, che a Torino, la sua città, operavano sotto le insegne di Giustizia e Libertà. All´opposizione si sarebbe poi svolta gran parte della sua esperienza politica. Vide la propria gioventù dai venticinque ai trentatré anni tagliata in due dal carcere, per poi partecipare alla Resistenza come dirigente del Partito d´Azione. Fino a ieri, la presenza di Foa ha animato in vari ruoli politici …

“Il Paese senza futuro”, di Pietro Greco

Sono tempi oscuri e minacciosi per i ricercatori in Italia. A sostenerlo non sono i “camici rossi” disseminati nei laboratori del nostro Paese e sempre pronti – a detta di certa stampa – ad attaccare il governo Berlusconi. Ma è la più autorevole rivista scientifica al mondo, Nature, in un editoriale nel fascicolo appena pubblicato. I motivi alla base della critica, per nulla velata, avanzata da Nature alla politica della ricerca del governo Berlusconi sono sia congiunturali che strategici. Quelli congiunturali sono almeno tre. Il primo riguarda il blocco della procedura di stabilizzazione dei precari negli Enti pubblici di ricerca voluto dal ministro Renato Brunetta. Il blocco impedirà ad almeno 2.637 “stabilizzandi” – ovvero con titoli già maturati – non solo di avere contratto a tempo indeterminato, ma di poter continuare a lavorare nel mondo della ricerca pubblica. Chi non sarà stabilizzato sarà, di fatto, cacciato via, come ha denunciato ieri in una intervista all’Unità l’ex ministro dell’Università Fabio Mussi. Così, in un colpo solo, il Paese rinuncerà a quasi il 4% delle sue risorse …

Le misure anticrisi. Le proposte del Pd

Il Pd condivide le misure di sostegno ai mercati finanziari concordate ai recenti appuntamenti dell’Eurogruppo ed Ecofin e finalizzate a garantire i risparmiatori, a ricapitalizzare le istituzioni finanziarie in difficoltà e ad assicurare il credito interbancario.   Il Pd condivide, pertanto, le misure previste nei due decreti legge approvati dal Governo a seguito delle riunioni dell’Eurogruppo.   il Pd considera, tuttavia,   necessario modificare i due decreti  in due direzioni. In primo luogo, per coinvolgere il Parlamento e dare trasparenza alle principali scelte dell’esecutivo. In secondo luogo, per far fronte all’emergenza sul campo dell’economia reale: occupazione, redditi da lavoro e pensione, credito alle micro, piccole e medie imprese, investimenti pubblici e privati.   Infatti, dai mercati finanziari, la crisi ha investito l’economia reale. Gli andamenti delle Borse di tutto  il mondo, dopo l’attuazione dei piani straordinari di salvataggio decisi dai Governi dell’Unione europea e degli stati Uniti, indicano la crescente preoccupazione degli operatori di mercato per la contrazione dell’attività economica. La priorità della politica economica ora è l’economia reale.   Per l’Italia, le previsioni per il …

“Scuola e immigrati. Il giorno dell’Apartheid”, di Furio Colombo

Un evento triste e squallido è avvenuto nella Camera dei Deputati nei giorni 8 e 9 ottobre quando la maggioranza di governo, guidata dalla Lega, ha proposto e fatto approvare una odiosa mozione che chiede la separazione e segregazione dei bambini immigrati nelle scuole italiane. È giusto che ci sia memoria di questo tragico evento e perciò trascrivo qui alcune parti dei verbali d’Aula di quelle sedute. On. Niccolò Cristaldi (Pdl-An): «Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non parteciperò a questa votazione (mozione Cota, Lega nord, sulla segregazione dei bambini immigrati nelle scuole italiane, ndr) perché non ne condivido le ragioni politiche. Non condivido il contenuto della mozione della maggioranza perché sono nato e cresciuto in una città, Mazara del Vallo, nella quale il venti per cento della popolazione è musulmana». «La mia è una città dove l’integrazione non si è decisa con una legge né con mozioni come questa. Si è decisa attraverso il rispetto delle diverse culture, attraverso l’amicizia tra i popoli, che si è instaurata partendo da situazioni drammatiche che hanno visto tanta …

“L’arte della bugia”, di Paolo Soldini

Da bambini ci insegnarono che esistono tre tipi di bugie. Le bugie giocose son quelle che si dicono «per ischerzo e senza pregiudizio per alcuno»; le bugie officiose sono «l’asserzione del falso per la propria o l’altrui utilità, senza pregiudizio di alcuno»; le bugie dannose sono «l’asserzione del falso con pregiudizio del prossimo». Le prime due specie, dice il catechismo, sono peccato veniale, la terza, è peccato mortale: se non ci si confessa si va all’inferno. Il codice di condotta dei cristiani non contempla la fattispecie, aggravante, della bugia detta in pubblico e approfittando della propria capacità di farsi ascoltare, per esempio sui giornali, alla radio, in tv o davanti al Parlamento. Esiste poi (ma esiste?) il tribunale dell’opinione pubblica. Nei paesi civili, quando giudica il comportamento dei potenti, governanti, politici, funzionari pubblici, manager, grandi industriali, questo tribunale è severo con i bugiardi “giocosi”, condanna i bugiardi “officiosi” e manda a casa (al minimo) i bugiardi “dannosi”. Mentire in un contesto pubblico è considerata una colpa gravissima. Richard Nixon fu costretto alle dimissioni non perché …