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La proposta. “Per i redditi medio bassi 100 euro in meno di tasse”

Petrini Roberto Il Pd: urgente anche estendere la l4esima dei pensionati Sei mosse per uscire dalla crisi. E’ toccato a Pierluigi Bersani il compito di illustrare le proposte del Pd per affrontare lo tsunami finanziario e tentare di superare lo stallo congiunturale in cui versa il paese. «Lo Stato protegga i risparmiatori, ma non chi li tradisce», ha tuonato il ministro ombra dell’Economia. «La destra ha aggiunto polemizzando con le nostalgie stataliste del Pdl – è pronta a mettere lo Stato nei luoghi impropri, purché non stia nei suoi. Per la destra lo Stato pu anche fare i panettoni, purché non faccia le regole». A corollario una rievocazione pungente: Tremonti nel 2003 ha ricordato Bersani, voleva «introdurre in Italia il sistema dei mutui americani». Quanto al piano anti-recessione è costruito con proposte di pronto intervento: «E il momento di misure urgenti per stimolare l’economia», ha detto il ministro ombra dell’Economia. La prima emergenza da affrontare è quella dei redditi più bassi: è necessaria, ha osservato nel corso della Conferenza economica del Pd, tenuta ieri a …

“Economia della conoscenza. L’Italia è il fanalino di coda” di Pietro Greco

L’Italia scivola sempre più indietro nella corsa verso l’economia della conoscenza. Non sono solo le regioni meridionali che non ce la fanno. Ad arrancare sono anche le regioni del centro e del nord. Basta leggere il “World Knowledge Competitiveness Index 2008”, il rapporto appena pubblicato dall’università dal Centro per la Competitività Internazionale dell’Università di Cardiff, per rendersene conto. Il documento ha classificato 145 diverse regioni nel mondo sulla base di 19 indicatori che, in qualche modo, misurano la capacità di competere nell’economia fondata sulla produzione di beni e servizi che incorporano volumi crescenti di conoscenza, non solo scientifica. In testa alla classifica ci sono otto regioni americane – l’area californiana di San Josè, la famosa Silicon Valley, è la prima assoluta, seguita dall’area di Boston – c’è una sola regione europea (l’area di Stoccolma) e una regione giapponese (l’area di Tokio). Le regioni italiane classificate sono solo sei. Tutte staccatissime. La prima è la Lombardia: posto numero 96. Seguono il Nord Ovest (100), l’Emilia-Romagna (117), il Nord Est (119), il Lazio (123) e l’Italia centrale …

“La politica dell’odio”, di Luigi Manconi

Tutti lì, nel centrodestra, ad affannarsi e ad arrabattarsi per spiegare che «no, non si tratta di razzismo», che «l’Italia non è un Paese razzista» e che, infine, non si deve definire come intolleranza etnica quello che è nient’altro che un episodio sgradevole (o, nel caso peggiore, criminale). Sullo sfondo, sottile, sottilissima, eppure tanto insidiosa da rischiare di penetrare nel senso comune, una interpretazione che, comunque la si voglia imbellettare, suona così: alla fin fine, se la sono cercata. Attenzione: se considerate puntualmente quest’ultima affermazione, al di là della sua formulazione triviale, vi accorgerete che essa sorregge le impalcature teoriche, proposte come complesse e responsabili, di gran parte delle politiche anti-immigrazione. Queste ultime, ma anche le manifestazioni di intolleranza e di aggressività nelle relazioni tra italiani e stranieri, vengono fatte risalire pressoché esclusivamente a una causa: il numero eccessivo di immigrati presenti nel territorio nazionale. La riduzione di tale numero, comunque ottenuta, dovrebbe determinare l’effetto di contenere la xenofobia e le sue manifestazioni violente. Insomma, basta espellerne e respingerne tanti e ci sarà meno casino …

L’On. Ghizzoni interviene in aula sul complesso degli emendamenti al decreto Gelmini

Di seguito il testo completo agli atti della Camera dell’intervento dell’On. Ghizzoni.    Signor Presidente, Signor Sottosegretario, onorevole relatrice Aprea, colleghi,   l’iter parlamentare del decreto 137 che reca disposizioni urgenti in materia di istruzione e università, procede verso un destino noto: la sua conversione in legge senza sostanziali modifiche al testo originario o, quanto meno, ai punti sui quali più si è spesa personalmente il Ministro Gelmini e più si è spinta la propaganda mediatica del Governo. Una conversione in legge sulla quale pende la spada di Damocle della richiesta di fiducia: mi auguro sinceramente di essere smentita rispetto a questa eventualità che, tuttavia, le cosiddette voci di corridoio ben informate danno ormai per certa. Se così fosse, ci troveremmo di fronte allo scenario decisamente straordinario e inquietante della quinta fiducia richiesta dal Governo in quest’Aula, nonostante esso goda di una maggioranza bulgara, anche se non troppo disciplinata, almeno stando allo scivolone in cui è incappata mercoledì durante il voto sulla riforma del processo civile. Inoltre, tanto per rinverdire la memoria dei colleghi, aggiungo …

L´ateneo al voto tra i parenti

Tito Boeri, Repubblica 3 ottobre Oggi i docenti de La Sapienza, il più grande ateneo d´Europa, voteranno per scegliere il loro nuovo Rettore. A meno di sorprese, verrà eletto Luigi Frati, attualmente preside della Facoltà di Medicina. Ha già ricevuto la maggioranza relativa dei voti nei primi scrutini. Sua moglie, in passato docente di lettere al liceo, è diventata professore ordinario nella sua facoltà. Anche suo figlio vi trova impiego come professore associato, chiamato mentre lui era preside. La figlia, pur essendo laureata in Giurisprudenza, ha un posto di professore ordinario all´altra facoltà di Medicina della Sapienza. Secondo i giornalisti dell´Espresso Primo Di Nicola e Marco Lillo, Frati per il matrimonio di sua figlia ha organizzato un ricevimento con 200 invitati nell´Aula grande del suo istituto. Si può pensare che sia un caso isolato, estremo. Purtroppo non lo è in Italia. Lo documenta in modo inequivocabile un libro di Roberto Perotti, uno dei migliori economisti italiani, uscito in questi giorni per gli Struzzi dell´Einaudi (L´Università truccata). Vi dirò subito, a scanso di equivoci, che sono …

“No Gelmini Day”, maestre e genitori contro il ministro.

Massimo Franchi, l’Unità.it Fiocchi gialli al collo e tanta rabbia contro un ministro che vuole imporre i tagli del maestro unico spacciandoli per un aumento dell’offerta formativa. Una staffetta fra bambini, maestri e genitori con gli studenti delle Siss. Il “No Gelmini day” riempie le gradinate sotto il ministero di viale Trastevere in un’atmosfera di allegra, ma ferma protesta. Ci sono quattro generazioni unite dalla voglia di difendere la scuola italiana. La più colorita e chiassosa è fatta dai bimbi delle scuole romane, novelli contestatori con le idee più che chiare. «Io a scuola mi diverto e ci voglio andare anche il pomeriggio – dice deciso Marco, biondino di 9 anni dalla faccia sveglia -. La Gelmini vuole farmi stare a casa il pomeriggio ma io mi rompo», chiude mostrando la sua maglietta “La mia scuola dice no” e cantando lo slogan: “Gelmini non bastano gli occhialini: vogliamo il tempo per imparare e lavorare”. Le sue insegnanti sono ancora due. La maestra più esperta di italiano, come Graziella che insegna alle elementari (ora primarie) dal …

Dagli atenei l’appello ai rettori “Bloccare l’anno accademico”, di Valentina Conte

Docenti e presidi hanno lanciato una raccolta di firme contro i tagli del governo. Da Asor Rosa a Bevilacqua, da Curi a Vattimo: “Ricerca a rischio e in mano ai privati” Bloccare l’inaugurazione dell’anno accademico. In tutte le università italiane. Per difendere la ricerca e la qualità dell’insegnamento e fermare i tagli alle risorse già scarse decisi dalla legge 133, l’ex decreto Brunetta. L’appello c’è, e si apre all’adesione dei docenti italiani. Scritto da Piero Bevilacqua, ordinario di Storia contemporanea alla Sapienza di Roma, ha già raccolto firme eccellenti: Asor Rosa, Vattimo, Curi, il rettore dell’Università di Padova. Tante si vanno aggiungendo anche con la sottoscrizione online. I professori chiedono ai loro rettori di “raccogliere il profondo disagio e la protesta che sale dalle università e di reagire con l’energia che la gravità della situazione richiede”. Contro le misure previste dalla nuova legge che di fatto cambiano in peggio il volto degli atenei: “Sottraggono risorse alla ricerca, riducono il personale docente e amministrativo, restringono lo spazio vitale dell’università sancendone l’emarginazione irreversibile nella vita del Paese”. …