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Le proposte del Pd per l’Università. Questa sera alla Festa del Pd Modena. Presente l’On.Ghizzoni

Si ragiona sul presente e sul futuro dell’Università questa sera alla Festa del Partito democratico di Modena. Dalle ore 21 in Sala Rossa si confronteranno sul tema “L’alternativa c’è: le proposte del Pd per l’Università” la capogruppo del Pd nella Commissione Cultura della Camera Manuela Ghizzoni, Luciano Modica, Sottosegretario ombra del Pd all’Università, e Aldo Tomasi, Preside di Facoltà dell’Università di Medicina di Modena e Reggio Emilia. Coordina l’incontro Carlo Maria Bertoni, responsabile del Forum provinciale Pd Università. Alla luce dei recenti dati Ocse, che hanno bocciato gli atenei italiani evidenziandone l’alto tasso di abbandono (in Italia arriva alla laurea solo il 45% degli iscritti al primo anno, contro una media Ocse del 69%) e i bassi indici di spesa per studente (in media gli altri Paesi spendono 11.512 dollari per ogni studente, l’Italia ne investe solo 8.026), la riflessione di questa sera è importante per capire quale strada è necessario intraprendere per uscire da questa preoccupante situazione.

“Pietro Ignazi: «Destra sdoganata troppo in fretta»”, di Eduardo Di Blasi

«È strano che Napolitano faccia un’affermazione così forte. Non è nelle sue corde, notoriamente». Il politologo Pietro Ignazi, si stupisce della durezza delle parole del Capo dello Stato, ma non ha dubbi su chi ne sia il destinatario: «Non è molto difficile vedere a cosa faccia riferimento Napolitano viste le parola di La Russa e degli altri. Sono loro i destinatari di questo messaggio. Anche se, in senso lato, sono molti quelli che non si ispirano ai valori della Costituzione. Penso a tutti quelli che fanno difficoltà ad accettare i principi dell’uguaglianza tra gli uomini. Direi che in Italia non c’è che l’imbarazzo della scelta». Il Capo dello Stato era già intervenuto sulle questioni sollevate da Ignazio La Russa… «Quello era un intervento istituzionale. Questo appare più politico. Visti i casi recenti, però, direi che il problema è stato nell’avere sostanzialmente accettato con troppa facilità, soprattutto da parte della sinistra quello che un tempo Eugenio Scalfari definì lo “sdoganamento della destra”. Secondo me quella che si è verificata tra il 1993 e il 1994 è …

“Il federalismo impossibile”, di Stefano Fassina

Il “Calderoli.2” non funziona. I commenti alla seconda “bozza Calderoli” sul federalismo fiscale hanno riscontrato «passi avanti» perché si sono concentrati su aspetti particolari: primo, la surrettizia reintroduzione dell’Ici (in realtà è peggio: alla vecchia imposta patrimoniale dall’impatto progressivo, nonostante l’evasione legittimata dai dati catastali, si sostituisce un’imposta/tariffa sui servizi dalle ricadute regressive, ossia chi meno ha, più paga). Secondo, l’espansione dell’autonomia impositiva di Comuni e Province (ma in relazione a quale organizzazione?). Tutti aspetti rilevanti, non c’è dubbio. Ma è come se, per comprare una casa, si guardasse all’altezza dei soffitti, all’ampiezza delle camere da letto, alla dimensione delle finestre e si tralasciasse di guardare alla tenuta delle fondamenta e della struttura portante dell’edificio. Se guardiamo anche alle fondamenta e alla struttura portante, dobbiamo dire che l’edificio progettato da Calderoli & C. proprio non regge. Il “Calderoli.2”, immutato rispetto alla prima versione, continua a prospettare l’eutanasia dello Stato centrale in materia di promozione e garanzia dei diritti civili e sociali sanciti dalla Costituzione. Si ripropone una lettura estremista del principio di territorialità delle imposte: …

“La destra è al governo, non si parla più di Casta”, di Simone Collini

C’era una volta la casta. Oggi non c’è più. Estinta, caso risolto. I politici non sono più né intoccabili né incapaci, niente più sprechi di denaro pubblico, i costi della politica non fanno più gridare allo scandalo. C’era una volta il governo Prodi. Oggi non c’è più. Caso risolto. Inutile navigare nel blog di Beppe Grillo, cercare novità tra gli scaffali delle librerie, sfogliare le pagine del Corriere della Sera, che ha dedicato nei mesi scorsi fior di articoli ed editoriali all’argomento, o di Libero, che ancora un paio di settimane prima delle elezioni pubblicava a puntate l’inchiesta «Papponi di Stato». Da che al governo c’è Berlusconi, «La casta» (sottotitolo «Così i politici italiani sono diventati intoccabili», maggio 2007, Rizzoli, dei giornalisti del “Corsera” Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella) è scomparsa, si è come volatilizzata. Dall’aprile scorso l’Italia non è più quella «Sprecopoli» (novembre 2007, Mondadori, dei giornalisti del “Giornale” Mario Cervi e Nicola Porro) che in tanti hanno per mesi denunciato. E tutti gli «Impuniti» (sottotitolo «Storie di un sistema incapace, sprecone e …

Misure anti-rom: la Ue non ha assolto Berlusconi. Non c’è nessun documento della Commissione Europea. Dietro il polverone l’operazione “salvate il soldato Maroni”

Le uscite della Gelmini e di La Russa ci hanno costretto a dedicarvi un ampio spazio. Pertanto, con un po’ di ritardo, diamo conto di cosa pensa veramente l’Europa sulle misure anti-rom di Maroni. “NON ESISTE una «presa di posizione della Commissione Ue» sulle misure anti-rom del governo italiano. Esiste solo una lettera che il commissario alla Giustizia Jacques Barrot ha scritto al ministro Maroni. Sono i contenuti di questa missiva sconosciuta quelli che sono stati anticipati giovedì da Michele Cercone, portavoce dello stesso Barrot, accendendo il tripudio del centrodestra e i titoloni dei giornali. Ma una lettera, della quale neppure lo stesso ministro ha mostrato di essere a conoscenza, non è un giudizio politico dell’esecutivo brussellese: è l’iniziativa di un singolo commissario, sia pure importante e attualmente in carica come uno dei 5 vicepresidenti della stessa Commissione. Per il resto la partita tra Roma e Bruxelles è ancora tutta da giocare. Mentre dagli uffici dell’altro commissario interessato alla questione, il responsabile degli Affari sociali Vladimir Špidla, fanno sapere che per quanto li riguarda non …

Scuola, scontro Bossi-Gelmini. “Maestro unico rovina i bambini”

Il Senatùr: “La prossima volta prendiamo noi il ministero” La replica del ministro: “Sono stupefatta della sua confusione mentale”   Contrasti, a poche ore dall’inizio dell’anno scolastico, tra il leader della Lega Bossi e il ministro dell’Istruzione. Bossi, intervenendo a un comizio a torino prima esprime, tra gli applausi, la sua idea sul maestro unico: è facile, se è un cattivo insegnante, che rovini il bambino. Poi parla del ruolo del ministro dell’istruzione: “Per capire che cosa serve alla scuola devi averci vissuto dentro, essere stato insegnante, aver sentito l’odore della polvere”. Bossi poi ammette: “Quando non ci sono i soldi bisogna aguzzare l’ingegno. Costa un sacco di soldi in meno, onestamente, e in un momento in cui non ci sono soldi è normale che salti fuori anche (la proposta, ndr) l’insegnante unico. Ma se c’è un solo insegnante è facile che si rovini il bambino”. Poi conclude tra gli applausi: “La scuola la prossima volta, magari, la chiederà la Lega”. Durante il suo intervento Bossi è stato interrotto da una donna, che ha urlato: …

Bersani: la Gelmini si deve dimettere. Il Pd: «Lanceremo un’offensiva contro la distruzione della scuola: dobbiamo parlare a tutti gli italiani»

DALLA FESTA DEL PD di Firenze piovono bordate sul ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini. Sui tagli alla scuola annunciati dal governo e sul «sabotaggio» delle elementari non c’è traccia di dialogo, ma un’opposizione intransigente, che pensa anche all’ostruzionismo. «Da qui parte un’offensiva, la scuola diventare l’ossessione del nostro Paese, dobbiamo andare all’arrembaggio», annuncia il ministro ombra Maria Pia Garavaglia durante l’iniziativa «Salva la scuola, salva l’università, salva la ricerca», benedetta da Veltroni che nella sua intervista serale ha messo la scuola al primo punto nella campagna d’autunno del Pd. Tutti contro la Gelmini, dunque. Pierluigi Bersani chiede le sue dimissioni per la nota vicenda del concorso da avvocato sostenuto a Reggio Calabria: «Non può pretendere di fare il ministro dell’Istruzione, non ha credibilità per rivolgersi ai giovani. Da quale pulpito arrivano le prediche sul merito e il valore delle persone, degli studenti, degli insegnanti. Ci vuole coerenza tra parole e fatti». «Predica bene e razzola male», va all’attacco la giovane ministra ombra Pina Picierno che giudica «una follia» il 7 in condotta. Ma qui a Firenze …