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“Analfabeti, un popolo in crescita. Sono quasi sei milioni, altri 13 a rischio”, di Alessandra Muglia

Tra pochi giorni, l’8 settembre, l’Unesco celebra la giornata mondiale per la lotta all’analfabetismo. E subito il pensiero va all’Africa dove si concentra gran parte degli oltre 750 milioni di «illetterati » presenti sulla Terra (due terzi sono donne, 72 milioni di bambini non sono mai andati a scuola). Ma la Giornata ha un senso anche per l’Italia, dove questa è una battaglia tutt’altro che vinta. Anzi, per certi aspetti, è una sfida nuova. Perché accanto al plotone di «vecchi» analfabeti sta nascendo un nuovo esercito di giovani e adulti. Un magistrato di Firenze, Silvia Garibotti, ha raccontato dei numerosi casi in cui i testimoni non sono in grado di leggere la formula di rito. Attilio Paparazzo, responsabile nazionale Cgil scuola, riferisce che «spesso i bidelli che arrivano in provveditorato per iscriversi nelle graduatorie scolastiche fanno fatica a inserire i propri dati o a leggere il modulo “sono cittadino italiano, dichiaro di aver assolto gli obblighi di leva”». Un esercito, insomma, del quale fanno parte quanti leggono e scrivono in modo talmente limitato da non …

Federalismo, Ici mascherata per avere il sì dei Comuni, di Stefano Lepri

Centrodestra diviso, Bossi lancia la tassa sui servizi. Nel compromesso finale ci perderanno le Regioni Aggiusta di qua, smussa di là, media, concilia, il progetto federalista del centro-destra – dicono gli esperti – non è tanto diverso da quello del centro-sinistra. E’ più ardito nel concedere tasse proprie agli enti locali; è meno nordista, invece, di quanto era sembrato all’inizio. Gli amministratori locali, di ogni area e partito, sono coinvolti nel dialogo. Probabilmente ricominceranno a litigare quando si passerà ai numeri, che ancora mancano. Tornerà l’Ici? L’Ici sulla prima casa non sarà ripristinata, hanno sostenuto ieri molte voci della maggioranza. Nella forma in cui è stata abolita, certo non tornerà. Ma, allo stato attuale della discussione con il governo, i sindaci sono convinti che il tributo di cui riscuoteranno i frutti colpirà, di necessità, anche le prime case. Tant’è che Umberto Bossi nel ribadire che «mettere una tassa sulla casa ai cittadini è una brutta cosa», non ha esitato a dire che bisogna «tassare i servizi». Tempi e modi, però ancora da capire. Probabilmente, sarà …

“Così la scuola torna a De Amicis “, di Sergio Mattarella

L’inserimento a sorpresa del maestro unico nel dl del 28 agosto è stato definito un colpo di mano: in effetti ne ha tutti i requisiti. Il comunicato ufficiale del consiglio dei ministri di quel giorno esclude espressamente che l’argomento sia stato inserito in quel decreto e, inoltre non vi è alcuna urgenza dato che sarà applicato tra un anno. Ma il vero colpo di mano, sostanziale, sta nell’aver deciso una questione di questa portata con decreto legge, in vigore già da quattro giorni: con poche righe viene travolto l’ordinamento, il modo di essere di un intero settore scolastico fondamentale e, finora, il più efficiente. In questo modo si è riusciti a eludere confronto, discussione e un vero esame parlamentare. La Gelmini, inoltre, si è abbandonata a dichiarazioni perentorie: «La scelta dei tre maestri alle elementari non ha avuto nessuna motivazione educazionale e pedagogica. È stata fatta per aumentare il numero degli insegnanti». È sorprendente che un ministro dell’istruzione si esprima in maniera così grossolana su una riforma realizzata con serietà diciotto anni addietro: occorre più …

In riga

  L’arroganza con cui Berlusconi ha liquidato la disponibilità di Fini a ragionare sul diritto di voto agli immigrati, è la chiara conferma di come la fusione in un unico partito di An e FI è minata da profonde contraddizioni e conferma come il premier sia prigioniero dei settori più chiusi e oltranzisti della Lega. Una vera e propria bufera sta investendo il centrodestra. La reiterata apertura del presidente della Camera Gian Franco Fini sul voto agli immigrati, dopo la sollecitazione del segretario del PD Walter Veltroni, ha scatenato durissime reazioni che rischiano di spaccare la maggioranza. Ad inveire contro Fini, questa volta, è stato il ministro degli Interni Roberto Maroni che da Verona non esita a mostrare tutta la sua contrarietà: “La Lega è sempre stata nettamente contraria al voto amministrativo degli immigrati e io confermo questa contrarietà. Anzi non credo che questa iniziativa andrà avanti”. E poi, per rimarcare ulteriormente il concetto, ha aggiunto: “Certamente non è nel programma di governo. Quindi non è all’ordine del giorno”. A rincarare la dose è sceso …

Arriva la stangata di settembre. Rincari per scuola, luce e cellulari. Con l’autunno nuovi carichi sulle famiglie. I consumatori stimano gli aumenti in 600 euro. Mr. prezzi: “Mese critico”. Ma gli esperti attendono per ottobre una inflazione sotto il 4%

ROMA – S’inizia con libri e cartoleria, si continua con i telefonini e si finirà con le bollette di luce e gas. Settembre ha già il suo calendario definito di aumenti. A questo vanno aggiunti i rincari “da verificare” di Rc Auto e mutui bancari e la grande incognita: le “locomotive” del caro vita di questo 2008, benzina e alimentari, freneranno la corsa sulla scorta della discesa dei prezzi del petrolio? Le associazioni dei consumatori hanno stimato gli aumenti certi in 600 euro: riscaldamento 170-180 euro, luce e gas 100 euro, gli alimentari 120 euro, Rc auto 45 euro, libri di testo 70/80 euro in più. La riapertura delle scuole porterà un aumento anche per i corredo degli alunni. Il prezzo del diario è aumentato infatti del 5% nei supermercati (a 12 euro) e del 7% nelle cartolerie (a 14,50 euro), mentre quello di uno zaino di marca è cresciuto del 4% nei supermercati (a 52 euro) e dell’8% nelle cartolibrerie (a 62 euro). Stesso incremento invece per i quaderni (+4%) con un prezzo di …

Luigi Guerra. Il preside di Scienza della Formazione a Bologna: “Se il progetto andrà avanti la scuola italiana rischia il black out; è una follia, colpiranno le fasce più deboli”

Luigi Guerra è preside di Scienze della Formazione, a Bologna. Nella sua facoltà, si formano (anche) i futuri docenti delle elementari. Ma con la reintroduzione del maestro unico e la cancellazione del tempo pieno, dice preoccupato, «la scuola italiana rischia il black-out». Professore, qual è il valore del tempo pieno? «Questo modello ha avuto e ha tutt’ora un valore enorme per la scuola italiana. Andando indietro nel tempo, alle sue origini, ha avuto un ruolo fondamentale. Storicamente, ha ridotto la disuguaglianza sociale. Prima, a seconda del territorio, della situazione familiare e della classe di appartenenza, i bambini avevano una diversa esposizione alle agenzie culturali. I figli dei ricchi, della borghesia, avevano accesso ad una ricca offerta formativa, al di là delle 4 ore di scuola. Quelli di famiglie operaie, invece, a quei tempi si limitavano all’apprendimento delle materie classiche, italiano e matematica, che avveniva solo a scuola. Non potevano avere nulla di più». E il tempo pieno ha risolto questo, chiamiamolo così, problema riguardante i rapporti sociali e di classe? «Il modello inaugurato in Emilia-Romagna …

“Sei povero in una città ricca? Vivrai vent´anni di meno”, di Pietro Greco

Giovedì 28 agosto, la Commissione sui Determinanti Sociali della Salute ha presentato al Direttore generale dell´Organizzazione Mondiale di Sanità (Oms), Margaret Chan, il rapporto sulla possibilità di superare una delle più odiose ingiustizie al mondo: le disuguaglianze nella salute causate dalle disuguaglianza sociali ed economiche. La Commissione – costituita da 14 persone di grande autorevolezza e diversa formazione, tra cui l´italiano Giovanni Berlinguer e l´indiano Amartya Sem, premio Nobel per l´economia – ha svolto in tre anni un lavoro molto articolato, indicando non solo le principali disuguaglianze nella salute generate da cause sociali, ma indicando anche un obiettivo (contenuto nel titolo del rapporto Closing the Gap in a Generation, superare queste disuguaglianze nel corso di una generazione) e gli strumenti per realizzarlo. Che le disuguaglianze nelle condizioni di salute generate da cause sociali esistono ce lo dice, ormai, una sterminata letteratura scientifica. Esse sono tra le nazioni: una bambina che sta nascendo oggi nel Lesotho ha una speranza di vita inferiore di 42 anni a una bambina che sta nascendo in questi stessi istanti in …