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La resa dello Stato, di Giuseppe D’Avanzo

Le cose del calcio hanno un gran pregio: smascherano l´ipocrisia nazionale, ci rivelano quanto “politica” e ideologica sia la strategia della “tolleranza zero” che governi di ogni colore hanno proposto nel tempo. Nella prima giornata del campionato di calcio, la “tolleranza zero” è diventata massima tolleranza. Non avviene per una sventura o per un´avventura. I fatti sono noti. Un paio di migliaia di tifosi organizzati del Napoli hanno invaso la stazione ferroviaria di piazza Garibaldi; assalito un treno; costretto i viaggiatori ad allontanarsi e preteso che il convoglio raggiungesse Roma, dove i prepotenti – molti con il passamontagna a coprire il volto – sono stati accolti da trenta bus che li hanno accompagnati – gratis – all´Olimpico dove sono entrati senza alcun controllo dal cancello principale, molti senza biglietto, alcuni con sacchi di bombe carta. Il viaggio ha provocato danni alle cose (vagoni, bus) per quasi 600 mila euro. Oggi tutti a chiedersi come sia potuto accadere quel che, con un eufemismo, il sottosegretario agli Interni Mantovano definisce «una catena di anomalie». A porre la …

Il futuro dell’opposizione? Se son rose fioriranno. Confronto tra Casini e Finocchiaro alla Festa Democratica

Una gremita platea ha accolto con entusiasmo il dibattito/confronto tra Anna Finocchiaro, capogruppo al Senato del PD e Pierferdinando Casini, leader dell’UDC sul tema “Quale Italia” per il futuro? L’incontro è stato animato e moderato dai giornalisti Simona Sala (Tg1) e Nino Bertoloni Meli (Il Messaggero). Il dichiarato obiettivo dei due conduttori è stato quello cercare punti di contatto e affinità tra i due politici in vista di una possibile alleanza elettorale nel prossimo futuro. A tal fine la prima domanda proposta dalla Sala è stata proprio quella di capire quale fossero le possibili convergenze di fronte alla difficile situazione economica che coinvolge il Paese. Per la Finocchiaro, sia il PD sia l’UDC condividono come priorità politica la preoccupazione sociale e lavorativa degli italiani. La responsabilità della maggioranza è quella di dare risposte credibili che non si possono riassumere solo con l’abolizione dell’ICI o la Social Card. Per giunta l’ICI era stata già abolita per quasi la metà degli italiani già dal governo Prodi, e la Social Card ricorda molto la tessera del pane del …

Scuola, On. Ghizzoni (Pd): “Gelmini conservatrice, riporta l’Italia agli anni venti”

Con decreto ridotte ore scolastiche, a rischio il tempo pieno, insegnamenti più generici “La scuola primaria, che rappresenta il fiore all’occhiello del nostro sistema educativo viene sacrificata sull’altare dei tagli di Tremonti”. Così Manuela Ghizzoni, capogruppo del Pd nella Commissione Cultura della Camera, commenta il contenuto del decreto legge pubblicato oggi in Gazzetta Ufficiale in cui – prosegue la deputata – “è scritto nero su bianco che parti significative di un intervento che dovrebbe essere strutturale e rispondente ad un preciso progetto educativo sono invece la tragica conseguenza dei tagli approvati dalla manovra d’estate e dalla scelta di considerare la scuola come luogo dove fare cassa “. “Mentre nelle scorse settimane si orientava l’attenzione pubblica su dibattiti un po’ stucchevoli e fuorvianti quali il grembiulino e il voto in condotta – prosegue Ghizzoni – il ministro Gelmini si accingeva a infliggere un duro colpo al nostro sistema educativo. Con l’articolo 4 del decreto legge 137 si riduce a 24 ore settimanale l’orario scolastico della scuola primaria, si mette in discussione il tempo pieno, nonostante sia …

“Effetto Brunetta, all’asta 11 precarie”, di Alessia Grossi

Non si tratta di «malate immaginarie» né di «fannullone» licenziate in tronco secondo i rigidi dettami del ministro della pubblica amministrazione Renato Brunetta. Ma di 11 centraliniste del call center dell’Ospedale di Legnano. Licenziate dal 1 settembre dopo sei anni di lavoro precario grazie al decreto legge che impedisce il rinnovo del contratto precario per coloro che hanno prestato servizio per un periodo superiore a tre anni in un quinquennio. «Sono queste le normative che avvantaggiano i precari. È questo il decreto sulla semplificazione del pubblico impiego» denunciano le telefoniste in una mail che fa già il giro su internet. Si definiscono «le prime vittime di Brunetta», le prime perché dall’entrata in vigore del decreto saranno migliaia i precari che potranno vedersi non rinnovare il contratto. E anche se sanno di «non fare notizia come le altre norme messe in atto dal ministro», loro, alcune delle quali «madri, sole e a monoreddito che in sei anni non hanno fatto neppure un giorno di malattia, sempre puntuali ed efficienti» non si arrendono. Così, provocatoriamente da lunedì …

Diritto di voto agli immigrati: Veltroni scrive a Fini. Una lettera per chiedere l’iter accellerato per la discussione della proposta

Affinché gli immigrati non siano braccia ma uomini, con piena dignità, è necessario consentire loro di votare, perlomeno alle amministrative. Se ne parla da troppi anni così il Partito Democratico alla ripresa dei lavori parlamentari presenterà una proposta di legge costituzionale sul tema. Primo firmatario Walter Veltroni assieme a Livia Turco, che ha deciso di scrivere una lettera al Presidente della Camera, Gianfranco Fini (Di seguito IL TESTO INTEGRALE), per annunciare la presentazione della proposta, chiedendo una corsia preferenziale per la sua discussione. Fini negli anni passati alla guida di Alleanza Nazionale si è espresso più volte a favore del voto alle amminsitriative per gli immigrati regolari e nel 2003 ne parlò alla Conferenza sulle poltiche europee per l’immigrazione, ma dopo l’alt della Lega nonostante la disponibilità del centrosinistra non se ne fece nulla. Il PD nel programma elettorale prevedeva il voto per gli immigrati nelle elezioni amministrative, e ora si presenterà la proposta. Nella lettera Veltroni chiede a Fini di “adoperarsi per consentire la sua più ampia discussione da parte della Camera dei deputati e …

Una nuova semina per nuovi valori- Quale Italia? Confronto tra Rosy Bindi e Antonio Di Pietro

Giornata calda alla festa Democratica di Firenze. Rosy Bindi, deputata del PD e vice presidente della Camera, e Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, protagonisti del confronto “Quale Italia?” hanno dovuto fare i conti con le notizie dettate dalla cronaca della giornata politica, come le intercettazioni, tornate clamorosamente alla ribalta dopo la pausa estiva, a causa, o forse sarebbe più corretto dire, grazie alla pubblicazione del settimanale Panorama di alcune telefonate tra l’ex presidente del consiglio Romano Prodi e il suo collaboratore Alessandro Ovi. Per la Bindi “il nuovo caso delle intercettazioni telefoniche è “l’ennesimo tentativo di Berlusconi e del centrodestra di farci apparire uguali a loro e di usare le eventuali nostre difficoltà per fare le loro riforme” e “Prodi è stato molto chiaro e lo è stato anche Veltroni respingendo con forza questo tentativo, e affermando che le nostre telefonate possono essere tranquillamente pubblicate”. La Bindi si riferisce chiaramente al fatto che l’ex premier ha respinto la finta solidarietà di Berlusconi, il quale dietro la denuncia dell’abuso auspicava una legge per mettere …

La destra offende la memoria di Pio La Torre

Scellerata la decisione di cambiare il nome dell’aeroporto di Comiso C’è qualcosa di nuovo nell’aria, anzi d’antico. Ma non c’è nulla di poetico o di romantico, anzi. L’aeroporto di Comiso, intitolato a Pio La Torre, cambia nome e riacquista quello vecchio dedicato a Vincenzo Magliocco, generale dell’aeronautica morto in Africa nel 1936. Come da promessa elettorale del neo sindaco Giuseppe Alfano (Pdl) lo scarso gradimento verso l’intitolazione ad un parlamentare comunista ucciso dalla mafia nel 1982 ha avuto la meglio sul buon senso e il ricordo di una figura fondamentale nella lotta alla criminalità organizzata. Il fatto ancora più strano è che la dedica a Pio La Torre era stata decisa solo il 30 aprile dello scorso anno, quando l’allora sindaco di centrosinistra, Pippo Digiacomo, organizzò una cerimonia per i 25 anni dell’assassinio del politico siciliano. “Abbiamo ripristinato la denominazione dell’infrastruttura che ere stata intestata a Magliocco fin dalla sua costruzione – ha sottolineato il sindaco Alfano – ritenendo più giusto conservare una denominazione che fa parte da più di mezzo secolo della memoria collettiva …