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Il governo ai Comuni: “Raddoppiate le tasse”

I soldi non bastano. Sui provvedimenti economici del governo arriva la bocciatura di Regioni, Province, Comuni e Comunità montane, ma anche di medici e dirigenti sanitari. Al centro delle proteste sia l’abolizione dell’Ici che i tagli previsti dalla finanziaria. Il presidente dell’Associazione comuni italiani, Leonardo Domenici, definisce la manovra «eccessiva», perché carica di un miliardo e 340 milioni le spalle degli enti comunali. Esisterebbero, dunque, tutte le ragioni per essere preoccupati per il 2008, soprattutto per la questione del rimborso Ici. Le cifre parlano chiaro: la tassa portava nelle casse di comuni 3,2 miliardi di euro, mentre nel decreto viene messo a disposizione un miliardo e 700 milioni, oltre ai 904 previsti dalla Finanziaria 2008. Il sottosegretario all’Economia Daniele Molgora ha cercato di rassicurare tutti. Prima con l’annuncio di 490 milioni per coprire le mancate entrate Ici sancite dal precedente Governo. Poi con la promessa che a settembre, nella riforma del federalismo fiscale, sarà possibile «arrivare a una o due imposte comunali sugli immobili». Ma per i Comuni non è sufficiente. Anche perché, ricordano, nella generale …

L’on. Manuela Ghizzoni interviene alla Camera sulla conversione in legge del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112

Signor Presidente, Sottosegretario Vegas, onorevoli colleghi, in premessa vorrei esprimere una valutazione sul vettore normativo, cioè il decreto legge, scelto dal Governo per anticipare a metà anno gran parte della manovra di finanza pubblica. Come Partito Democratico stigmatizziamo tale scelta del Governo. Le modalità e i tempi contratti di conversione del decreto in legge, infatti, impediscono di affrontare compiutamente la dimensione e la rilevanza economica e sociale delle misure contenute nel provvedimento. Con la decretazione d’urgenza, i componenti delle commissioni permanenti sono esautorati dal vagliare approfonditamente le materie di propria competenza e la sorte di una discussione limitata tocca anche a norme di carattere ordinamentale contenute nel decreto. Ve ne sono alcune, ad esempio, che riguardano istruzione e università. Si tratta, senza tema di essere smentiti, di riforme occulte, i cui esiti però non potranno essere dissimulati, poiché incideranno pesantemente sugli attuali e soprattutto sui futuri assetti della scuola pubblica e del sistema universitario e della ricerca. Ancora, la scelta del decreto legge non consente la predisposizione a quel clima di dialogo e di condivisione …

“La manovra che abbatte”, di Laura Pennacchi

No, della manovra di finanza pubblica appena arrivata in aula alla Camera e su cui è pressocché certa l’immediata apposizione del voto di fiducia, non basta dire che è “mediocre” e “rassegnata”. È ora possibile guardare a ciò a cui siamo di fronte nel suo profilo complessivo e coglierne il “segno ispiratore”, il quale contiene molta asprezza e determinazione nel senso di un decisionismo autoritario con cascami compassionevoli, assai lontano da quell’”attegiamento pragmatico” propizievole per “significativi apporti delle opposizioni” che taluno (si veda M. Salvati, L’occasione del riformismo in Corriere della sera del 23 giugno) aveva voluto vedervi. Di fronte al monstrum – istituzionale e politico – che si profila appaiono stupefacenti le alte grida di elogi – per l’innovatività, la tempestività, la capacità d’anticipazione – che si sono levate, all’atto del varo della manovra, così stridenti con gli atti effettivi e i testi scritti da far sorgere il dubbio che fossero in un certo senso “a prescindere”, al di fuori cioè di una consapevolezza reale e di una lettura effettiva. Del resto, a rendere …

Sicurezza, il bluff della destra. Forze dell’ordine in piazza contro i tagli. Veltroni: “Dal governo solo chiacchere”

E la chiamano sicurezza. Il governo vara una manovra economica che detterà la linea in materia di spesa e tagli per i prossimi tre anni, e in questo piano inserisce la decurtazione dei fondi dedicati alle forze dell’ordine. Ebbene sì. Anche l’altro “tema forte” della destra degli ultimi due anni si rivela un grande bluff. Dopo la mancata diminuzione della pressione fiscale – nelle promesse della campagna elettorale doveva essere portata al di sotto del 40% e invece rimarrà inalterata al 42,9% per arrivare ad aumentare dello 0,2% nel 2010 – ora lo scandalo dei tagli alla sicurezza. Già il tentativo di introdurre la norma blocca processi (o salva premier), per la gioia di ladri, stupratori e imbroglioni, aveva fatto capire che la destra non aveva alcuna intenzione di dare delle risposte alle paure dei cittadini. Paure che, è bene ricordarlo, sono state fomentate e cavalcate dalla stessa attuale maggioranza. A dire di no ai tagli targati Tremonti sono state proprio le forze dell’ordine. Una grande manifestazione di protesta organizzata unitariamente da tutte le sigle …

Dichiarazione di voto dell’On. Gianclaudio Bressa, vice presidente del gruppo Pd, sul “decreto sicurezza”

Signor Presidente, siamo giunti al voto sul “decreto sicurezza”: un voto di fiducia. Dobbiamo riflettere sul fatto che questa settimana due saranno le fiducie: dopo il blitz fuori da ogni regola sul “lodo Alfano”, avremo due fiducie su provvedimenti delicati come la manovra economica triennale e il “pacchetto sicurezza”. Dobbiamo riflettere, perché questo non è più un esproprio del Parlamento, ma una bestemmia contro il Parlamento, umiliato e svuotato delle sue funzioni costituzionali. Con riferimento al merito del provvedimento, il decreto-legge in esame nasce per garantire maggiore sicurezza ai cittadini: per garantire maggiore sicurezza a Silvio Berlusconi, però, lo avete modificato strada facendo, prevedendo di bloccare centomila processi per impedirne uno. Peccato, però, che questa vostra invenzione abbia effetti collaterali grotteschi: a causa delle due nuove norme votate dal Senato, tre ragazzini che in gita scolastica cedono un grammo di droga a un loro coetaneo vanno processati subito, mentre per chi ha violentato una donna, per chi ha rapito un bambino o rapinato un appartamento, per chi ha truffato migliaia di risparmiatori il processo può …

“Incentivare il lavoro femminile. Anche per far ripartire i consumi”, di Alessia Mosca

Un policy maker dovrebbe decidere le strategie politiche in base a una serie di variabili e valutazioni, tra le quali non possono mancare la coerenza nella risoluzione dei problemi più urgenti del paese e la sostenibilità economica di tali iniziative rispetto alle risorse disponibili. L’Italia sta vivendo un periodo di grande difficoltà economica, legata al crescente rincaro dei prezzi, non bilanciato da un corrispettivo aumento dei salari, né da un aumento della produttività. Quest’ultima è determinata da una serie di fattori, tra cui la scarsa valorizzazione delle migliori competenze e una organizzazione del lavoro ancora rigida. Sia in termini di orari di lavoro, sia per le modalità di valutazione della progressione salariale e di carriera, focalizzate più sulla quantità che sulla qualità. L’Italia ha un livello di occupazione femminile del 46%, con una punta minima del 31% nelle regioni meridionali. Una situazione aggravata dalla recente fuoriuscita dal mercato di una larga fetta di lavoratrici potenziali, disilluse dopo vane ricerche di un lavoro. La media dell’Unione europea è del 57%, l’obiettivo fissato dal Strategia di Lisbona …

A Bolzaneto è stata calpestata la democrazia e stracciata la Costituzione

Le violenze avvenute durante il G8 di Genova del 2001 hanno sfiorato la deriva cilena. A Bolzaneto è stata calpestata la democrazia e stracciata la Costituzione. Eppure giustizia non è stata fatta. Non sono stati individuati i responsabili materiali di quell’offesa alla democrazia, né accertate eventuali responsabilità politiche. Esprimo il mio sdegno e la ferma condanna nei confronti di chi ha perpetrato abusi e commesso violenze verso i manifestanti. Più sarà unanime la condanna verso questi pezzi degli apparati di sicurezza dello Stato (non so se definirli deviati, come si diceva una volta, ma certamente devianti e minoritari), maggiore sarà evidente invece quanto dobbiamo essere grati alle decine di migliaia di agenti di polizia, carabinieri, rappresentanti delle forze dell’ordine che onestamente e quotidianamente servono lo Stato per garantire maggiore sicurezza alle nostre comunità, a volte sacrificando anche la propria vita.