Tutti gli articoli relativi a: università | ricerca

"Istruzione priorità soltanto per i tagli", di Guido Rossi

Il 14 agosto l’Università Jiao Tong di Shanghai ha pubblicato la sua classifica annuale (Arwu-Academic Ranking of World Universities) sulle 500 migliori Università del mondo. I criteri adottati sono sei, tra i quali la presenza di premi Nobel nei professori e negli ex allievi, il numero dei ricercatori maggiormente citati nelle loro discipline, il numero delle pubblicazioni sulle riviste specializzate, il numero dei professori presenti nell’Università. Questa classifica, tra quelle elaborate annualmente, è certamente la più autorevole. Il rilievo maggiore è dato alle prime cento Università, fra le quali ben 53 sono statunitensi. Quel che mi pare doveroso sottolineare è che fra le prime cento non figura nessuna Università italiana, mentre tra quelle europee sono presenti, in ordine decrescente, il Regno Unito, la Germania, la Svizzera, la Francia, la Svezia, l’Olanda e la Danimarca. Qualche rilievo può essere fatto sui criteri di scelta, come ha sottolineato la ministra dell’Istruzione francese, precisando che le scienze umane e sociali appaiono postergate e che anche laddove ci sono dei centri di eccellenza, soprattutto nella ricerca, la lingua usata, …

"Nessun ateneo italiano tra i primi cento", di Valentina Santarpia

Sono le Università di Pisa e La Sapienza di Roma i migliori atenei italiani: a sostenerlo è l’Academic ranking of world universities (Arwu), una classifica elaborata dalla Jiao Tong University di Shanghai, tra le più accreditate a livello internazionale insieme a quelle elaborate annualmente da Times higher education e QS World university rankings. La decima edizione della ricerca di Shanghai, che assegna ad Harvard il primo premio, elenca le 500 migliori università nel mondo: tra queste compaiono 20 istituzioni accademiche italiane, contro le 22 dello scorso anno, ponendo l’Italia all’ottavo posto tra le nazioni, insieme alla Francia. Tra le novità più importanti, la «scomparsa» dalla classifica delle Università di Siena e Pavia, e il cambiamento di posizione di due atenei: Palermo, che è andata peggiorando, spostandosi dal gruppo collocato tra il 301° posto e il 400° a quello tra il 401° e il 500°, e la Scuola Normale di Pisa, che invece ha migliorato le sue performance, passando dal gruppo 301-400 al gruppo 201-300. I due atenei di Roma e di Pisa (nel blocco 101-150) …

Scuola, in rivolta 27 'decani' della cultura umanistica: ''Abolire i quiz per i prof''

I decani della cultura umanistica sono in rivolta. Ventisette professori, da Guido Baldassarri, presidente dell’Associazione degli Italianisti (Adi) a Gabriele Burzacchini, presidente della Consulta Universitaria del Greco (Cug) fino a Rita Librandi, presidente dell’Associazione per la Storia della Lingua Italiana (Asli), sono scesi in campo contro le prove di accesso al Tirocinio Formativo Attivo che si sono concluse il 31 luglio. Sono tutti d’accordo: i quiz proposti ai futuri insegnati sono un insulto alla cultura. I rappresentanti delle Consulte universitarie e delle Società scientifiche delle aree umanistiche hanno inviato una lettera al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, di cui l’Adnkronos pubblica in esclusiva il testo, sottolineando la necessità ”di prevedere modalità di valutazione davvero consone alla professione di insegnante”. La battaglia dei decani delle discipline umanistiche è iniziata con una lettera inviata al ministro dell’Istruzione Francesco Profumo all’indomani delle prove per accedera al Tfa. Nella lettera si sottolineava come le prove dimostrassero ”un generale depauperamento della nozione di cultura”, in primis ”nella scelta dei quesiti: spesso ambigui, errati, catalogabili più come dati di enigmistica che …

"I paletti di Napolitano sui tagli alla spesa. E per la ricerca: servono valutazioni specifiche", di Marzio Breda

È una messa in guardia che per il governo suona a futura (e ormai imminente) memoria, visto che in autunno dovrà varare la seconda fase della spending review. Un richiamo a non tirare troppo la corda o, meglio, a calibrare bene quanto e da quali parti la si dovrà tirare, con i prossimi tagli alla spessa pubblica. Perché il Paese è in sofferenza, la pressione fiscale tocca livelli record, gli effetti della crisi su famiglie e imprese diventano sempre più duri e si rischia che ne esca minata la stessa coesione sociale. Servono dunque, scrive il Quirinale a Palazzo Chigi, «scelte equilibrate» e, appunto, «sostenibili socialmente». Di più: servono scelte «coerenti con la necessaria priorità degli investimenti per l’innovazione, la ricerca e la formazione». Non per nulla, qualsiasi possibilità di sviluppo e crescita passa per quelle tre strade obbligate. Ecco che cosa Giorgio Napolitano ha raccomandato all’esecutivo all’indomani della conversione in legge del decreto per la revisione della spesa. Lo ha fatto il 10 agosto, attraverso una lettera del segretario generale del Colle, Donato Marra, …

"Una sforbiciata mirata per non uccidere la ricerca italiana. Coinvolti presidenti degli enti nella riorganizzazione", di Flavia Amabile

Alla fine non si è stupito o amareggiato nessuno delle parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dell’auspicio che si «valutino attentamente le finalità e la specifica condizione finanziaria di ciascun ente». In questi giorni i presidenti degli enti di ricerca sono in vacanza ma ognuno di loro sa bene di avere un compito da svolgere. Tutto deve essere pronto a settembre quando il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, li incontrerà di nuovo tutti per capire dove e come si deve intervenire. Il giorno esatto della convocazione sarà deciso al rientro dalle ferie. La macchina dei tagli agli enti di ricerca è in moto e cancellare i tagli per il 2012 è stato solo un atto di fiducia da parte del governo (peraltro a costo zero) nei confronti del ministro Profumo che ha accettato di pagare come ministero il costo della cancellazione dei tagli per il 2012 ma ha preteso in cambio dai presidenti degli enti una relazione dettagliata sugli interventi che comunque dovranno essere realizzati. La differenza è sostanziale: se ad intervenire non è un …

"Tfa, gli esperti del Miur ammettono gli errori: è boom di ripescati!", di Alessandro Giuliani

Conclusa la supervisione delle varie commissioni di docenti universitari convocate per verificare l’esattezza dei 60 quesiti proposti per ogni disciplina. Sul sito del Cineca gli elenchi domande corrette e i nuovi punteggi dei candidati ammessi: grazie al nuovo “bonus” moltissimi partecipanti inizialmente esclusi si ritrovano ora promossi alle prove successive. Una soluzione che fa comodo anche agli atenei. Sono bastati pochi giorni alle varie commissioni di docenti universitari nominate del ministero dell’Istruzione per verificare la correttezza scientifica dei test delle prove nazionali di preselezione ai Corsi di Tfa: pochi minuti fa il Cineca, cui il Miur ha affidato il coordinamento delle discusse preselezioni che in alcune discipline (Filosofia, psicologie e scienze dell’educazione e Francese) hanno visto passare appena il 3% di partecipanti, ha pubblicato l’esito del lavoro di supervisione. “Ciascun docente – si legge in un comunicato di viale Trasevere – ha rivisto le domande della disciplina di sua competenza ed ha riportato i risultati del suo lavoro su un format in cui figura il numero delle domande riconosciute non corrette, l’esposizione dell’errore contenuto nella …

"Quei test improbabili e ambigui", di Luciano Canfora e Nuccio Ordine

Mentre in queste ore il ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca dovrebbe decidere le sorti dei test preliminari di ammissione al Tirocinio Formativo Attivo (Tfa), ci sembra importante fornire alcune riflessioni operative prima che scelte affrettate o demagogiche finiscano per trasformare un apparente farmaco in un ferale veleno. Nelle ultime settimane, infatti, man mano che si svolgevano le prove delle varie classi di concorso, è cresciuto lo sgomento tra professori e candidati. Innanzitutto per gli evidenti errori, alcuni tempestivamente segnalati sul Corriere e riconosciuti come tali anche dal Ministero che è corso ai ripari concedendo come valide tutte (!) le risposte ai quesiti 5 (definizione sbagliata di variante) e 15 (titolo sbagliato di un’opera di Buzzati) per la classe 51. Purtroppo, a una lettura attenta di ogni singolo quesito — con particolare attenzione alle classi di concorso 36-37, 43 e 50-52 — il bilancio diventa ancora catastrofico. Agli errori, ai quesiti imprecisi e mal formulati, si aggiunge anche un numero impressionante di domande che vanno considerate come «inopportune». Proveremo ancora a offrire qualche significativo esempio. …