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Ingv, scontro sul nuovo direttore “È laureato in scienze motorie”, di Elena Dusi

Non bastava il terremoto in Emilia Romagna. A scuotere l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) arriva ora la nomina del nuovo direttore generale. Massimo Ghilardi, 49 anni, è infatti laureato in Scienze motorie e Sociologia. E sulla sua designazione ai vertici gestionali dell’ente incaricato della prevenzione sismica nel nostro tremolante paese il primo a scatenarsi è stato Twitter. «In caso di terremoto il prof di ginnastica saprà correre veloce» o «Che c’è di male. Porterà nuove competenze». Non ha resistito alla tentazione dell’ironia lo storico ex presidente dell’Ingv, Enzo Boschi: «Mens sana in corpore sano. Ai ricercatori farà bene alzarsi ogni tanto dal computer e fare di corsa il giro dell’istituto». Trafitta pesantemente da Twitter per la gaffe del tunnel dei neutrini era stata d’altra parte anche la madrina politica di Ghilardi, l’ex ministro dell’Università e della Ricerca Mariastella Gelmini, che nel 2009 lo strappò dal suo lavoro di promotore finanziario presso la Banca San Paolo di Brescia per regalargli un’investitura da dirigente del Ministero. Ironia a parte, ha ragione Stefano Gresta, che dell’Ingv …

"La consulta boccia il dimensionamento", di Gian Carlo Sacchi – Giovanni Bachelet

Nel 2001 è stata varata la riforma costituzionale che in materia di istruzione,oltre a riconoscere l’autonomia delle istituzioni scolastiche, implica una nuova ripartizione di competenze tra Stato e Regioni. A distanza di 11 anni, però, non è stata ancora approvata la necessaria intesa applicativa; cosí Stato e Regioni si combattono a suon di ricorsi alla Corte Costituzionale, e le sentenze colmano il perdurante vuoto politico. L’ultima di esse, giovedí scorso, riguarda il dimensionamento delle scuole del primo ciclo, ma interessa chiunque si trovi a decidere della rete scolastica sul territorio. Lo scorso luglio il governo Tremonti-Gelmini aveva previsto la costituzione di istituti comprensivi di mille alunni, con deroghe per zone di montagna e piccole isole. La Corte ha bocciato questo provvedimento, riportando i parametri ai precedenti limiti (inferiori), ma soprattutto ribadendo la competenza delle Regioni sulla programmazione del servizio. A questo punto anche le non poche Regioni che, obtorto collo, hanno già provveduto a ridefinire i piani, potranno rivederli con notevole disagio alla vigilia del nuovo anno scolastico, in particolare per l’assegnazione del personale, rimasta …

"I miei 90 anni tra le stelle", di Margherita Hack

Ho vissuto gli anni bui del fascismo ma poi l’Italia è rinata dopo la guerra. Mi ricordo le leggi razziali: la mia professoressa di Scienze, Enrica Calabresi, venne allontanata perché ebrea e si suicidò in carcere. Però, dopo 20 anni da incubo, il Paese si è rialzato. Ai giovani dico: affrontate la vita come una gara. Oggi compio novant’anno. Si può dire che ho vissuto quasi un intero secolo. Anzi, se mi guardo indietro e torno con la memoria fino ai racconti che mi faceva il babbo quando ero piccolina, mi sembra di aver vissuto più d’un secolo. Il babbo mi raccontava della miseria che c’era nel nostro Paese dopo la prima guerra mondiale, dei tanti disordini e degli scioperi continui che resero possibile l’avvento del fascismo. Tutta la mia infanzia l’ho vissuta sotto il fascismo, per la verità senza capire molto di quello che accadeva. Ricordo le ultime elezioni del ’29: un nostro conoscente ci raccontava che le schede erano semitrasparenti, quelle a favore del fascismo avevano un tricolore disegnato sopra, quelle contrarie erano …

"Cosa c'è sotto l'Italia", di Mario Tozzi

Sotto la Pianura Padana, il luogo anche simbolicamente più tranquillo e produttivo del paese, non c’è un mostro e nemmeno un killer silenzioso e infido. Però là sotto si annida una realtà geologica che non rassicura e che, anzi, allarma cittadini e istituzioni. Successioni di rocce stratificate che giacciono piegate e spezzate al di sotto dei sedimenti sabbiosi del Po, un frammento avanzato del continente africano che si scontra con quello europeo da milioni di anni. Da questa collisione sono nati Alpi e Appennini, e da questa collisione derivano i fenomeni vulcanici del Sud Italia e, più o meno direttamente, i sismi dell’intero Paese. Conosciamo bene questa grande piega sotterranea allungata per decine di km in direzione Est-Ovest da Modena a Ravenna. È ben rappresentata nelle mappe e nelle sezioni geologiche e sappiamo che si trova attualmente in uno stato di stress attivo che ha già generato almeno tre rotture di rocce in punti diversi: Finale Emilia, Mirandola e Ravenna per semplificare. Purtroppo l’osservazione diretta di queste strutture geologiche non è possibile: non basterebbe un …

"Il Pd incalza: c’è bisogno di molto altro" di Giuseppe Vittorio,

Continua la polemica sulla scuola. Il Pd non ci sta ad essere relegato nella parte di chi si oppone al merito: «Basta con le strumentalizzazioni, noi abbiamo sempre lavorato a favore del merito e della serietà della scuola», dice Giuseppe Fioroni, ex ministro dell’Istruzione, che ricorda come l’obbligo del recupero dei debiti scolastici sia stato introdotto proprio dall’ultimo governo di centrosinistra «per evitare che, a prescindere dal merito, si possa essere tutti promossi». «Per fare questo – sottolinea Fioroni – abbiamo investito milioni di euro per consentire alle scuole di avviare percorsi di recupero per moltissimi ragazzi. Abbiamo introdotto noi i decreti sul merito favorendo la partecipazione alle varie competizioni e prevedendo in bilancio finanziamenti per la formazione e master all’estero. Abbiamo inserito il 100 alla maturità facendo una norma che impedisse ai meritevoli di essere esclusi dall’accesso alle facoltà con numero chiuso, perché i loro risultati non avevano valore. Peccato che l’entrata in vigore viene prorogata da quattro anni. Avevamo poi predisposto gli interventi per avviare l’aggiornamento e la riqualificazione obbligatoria in presenza dei …

"Reclutamento e ricerca, così resta tutto fermo", di Antonio Banfi

Ha creato scompiglio nelle università la notizia di un decreto legge che, fra l’altro, rivede le procedure di reclutamento previste dalla legge gelmini.Da anni si discute del problema e si tentano nuovi sistemi. Risultato di questa disordinata ricerca: tutto si ferma sempre. Le ultime tornate concorsuali di prima e seconda fascia risalgono al 2008. Il reclutamento È da allora sostanzialmente bloccato: si vanno riducendo gli organici, mettendo a rischio interi corsi di laurea, mentre la totale incertezza scoraggia i giovani migliori dal tentare la carriera accademica. Nelle università italiane lavora un gran numero di precari, che premono non senza ragione per avere l’opportunità di concorrere a una posizione accademica stabile e di ricercatori a tempo indeterminato, messi a esaurimento dalla riforma, che sperano di ottenere il passaggio alla fascia superiore dei professori associati. Nel frattempo, l’accademia È governata da un numero sempre più esiguo di ordinari, un ruolo falcidiato dai pensionamenti. Il quadro È preoccupante: se, per effetto di politiche scriteriate, la possibilità dei giovani studiosi di entrare nei ruoli universitari dovesse essere ulteriormente compromessa, …

"La circolazione dei cervelli", di Carlo Rovelli e Paolo Tortonese

Caro direttore, la questione della “fuga dei cervelli” dall´Italia sta nuovamente suscitando dibattito: forse è l´occasione per porre il problema in modo nuovo, e presentare una proposta concreta. Non siamo così ottimisti da pensare che la soluzione dei mali dell´Italia sia il “rientro dei cervelli” sedotti da paesi più ricchi o meglio gestiti. Ma è vero che in diversi settori, primo fra tutti la ricerca e l´insegnamento universitari, l´Italia è afflitta da una paradosso: forma giovani capaci di inserirsi senza difficoltà nelle istituzioni più prestigiose del mondo, ma molto spesso non è né in grado di offrire loro condizioni di lavoro equivalenti, né di attirare giovani formati altrove. Abbiamo quindi un flusso in uscita a senso unico, che non è né giusto né buono per l´Italia. L´Italia, a lungo un paese di emigrazione è ora è paese di immigrazione, ma riceve soprattutto forza-lavoro poco qualificata e continua a perdere forza-lavoro molto qualificata. Un dato nuovo della discussione è che più che “rientro dei cervelli” si parla oggi di “circolazione dei cervelli”. Un recente convegno dell´Aspen …