Tutti gli articoli relativi a: università | ricerca

"Bisogna ridare il giusto valore al titolo di studio", di Giacomo Vaciago

C’è ancora tempo fino al 24 aprile per partecipare – sul sito del ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca – alla consultazione pubblica sul “valore legale del titolo di studio”, un tabù non minore di quello dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. E per motivi molto simili: manca il coraggio di confrontarsi con le altrui best practices, pur sapendo che solo grazie alla loro emulazione troveremo la necessaria spinta per tornare a crescere. Venendo al tema della consultazione, decisa dal Consiglio dei ministri il 27 gennaio scorso, ricordiamo anzitutto che il “valore legale” in questione ha due significati: 1) il titolo di studio è stato conseguito nel rispetto della legge; 2) il titolo viene utilizzato per finalità (accesso alle professioni e al pubblico impiego) e con modalità definite dalla legge. Ciò vale ovviamente per ogni “titolo” di cui la legge regola sia il conseguimento sia l’uso: dal passaporto alla patente di guida. In altre parole, non ha molto senso dire che si vuole “abolire” qualcosa che intanto esiste in quanto c’è una legge che lo …

"Docenti italiani strapagati? CGIL e professori dicono di no", di Andrea Mari

È stato pubblicato in questi giorni uno studio, realizzato dai ricercatori P.J. Altbach, L. Reiseberg, M. Yudkevich, G. Androuschak e I.F. Pacheco, intitolato Paying the Professoriate. A Global Comparison of Compensation and Contracts e pubblicato dalla prestigiosa casa editrice Routledge, nel quale vengono messi a confronto gli stipendi dei docenti universitari (suddivisi nelle tre fasce di ricercatori, associati ed ordinari) di 28 tra i principali Paesi del mondo. Il quotidiano “la Repubblica” ha anticipato, in un articolo firmato da Corrado Zunino e prontamente ripreso dal sito del governo, che da questo studio risulterebbe che i docenti italiani sono tra i più pagati del mondo, addirittura secondi (dietro il Canada) nella classifica dei 28 Paesi stilata dagli autori della ricerca. Il giornalista del quotidiano diretto da Ezio Mauro, nel confrontare la situazione dei nostri docenti con quella dei professori universitari nei Paesi anglosassoni, afferma che, mentre là i docenti vengono retribuiti solo nei periodi in cui effettivamente insegnano, “…da noi, lo stipendio si prende tutti i mesi – anche in estate, con le università chiuse – …

Meloni e Ghizzoni (PD): Tassare le borse di studio è un errore, abrogare norma Senato

L’emendamento, approvato dal Senato, che sottopone a tassazione le borse di studio per la quota superiore agli 11.500 euro è irragionevole: sottopone tutti i dottorandi e gli specializzandi all’obbligo di presentare la denuncia dei redditi, anche qualora rientrino nelle fasce di esenzione; decurterebbe di fatto i compensi – già molto limitati – di giovani ricercatori che non hanno un contratto di lavoro dipendente, e che in questo modo ne subirebbero solo le conseguenze negative; produrrebbe un impatto in termini di introiti per lo Stato di misura assai esigua. È certamente auspicabile che si proceda rapidamente a una revisione dei contratti dei ricercatori nella fase post-dottorato e pre-ruolo, che razionalizzi le diverse tipologie di rapporto attualmente possibili, e giunga alla tendenziale identificazione di un contratto unico per i giovani ricercatori, che verrebbero così considerati dei lavoratori dipendenti a tempo determinato, differenziando queste figure dai titolari di borse di studio, i quali dovrebbero continuare ad essere esenti da tassazione: il Partito Democratico presenterà nei prossimi giorni una sua proposta in materia. Riteniamo quindi inopportuno affrontare il tema …

"L’autogoverno delle scuole: finalmente una buona proposta" di Antonio Valentino

La Commissione Cultura della Camera ha approvato, dopo anni di discussione, il testo di un DdL sulle “Norme per l’autogoverno delle Istituzioni Scolastiche” (IS), che porta a sintesi una serie di proposte, elaborate sul tema da quasi tutte le forze politiche (apripista: l’On. Aprea, 2009). L’accelerazione c’è stata a partire dal gennaio scorso, quando, archiviato il Governo Berlusconi e con esso il Ministro Gelmini, si sono create le condizioni per una intesa sulla riforma degli organi collegiali che vede protagonisti esponenti di tutta l’attuale “strana” maggioranza. Non è facile capire come si sia passati dalle posizioni distantissime degli anni precedenti all’intesa dei giorni scorsi. Che costituisce, “stranamente”, un buon passo in avanti in tema di riforma degli organi collegiali e più in generale di “autogoverno” delle IS. Le norme proposte recuperano, infatti, sull’autonomia scolastica, orientamenti e principi importanti che nel decennio precedente non sono rusciti mai a decollare, con conseguenze di cui si soffre tuttora. Il riferimento non è tanto alla possibilità di ciascuna IS di definire, con un proprio Statuto, regole e norme di …

Università, prof italiani tra i più pagati "Ma quanto è difficile salire in cattedra", di Corrado Zunino

C´è prof e prof. E ci sono le loro buste paga. L´insegnante di scuola media e superiore guadagna poco. Tardi e poco. Il docente universitario italiano no. Guadagna in là con gli anni, diventa professore ordinario sulla soglia dei cinquanta, ma guadagna bene. Esce dal circuito ai settant´anni con uno stipendio netto tra i 5.000 e i 5.500 euro. In un´ipotesi virtuosa, ovvero stipendio base più 14 scatti d´anzianità e 5 ulteriori avanzamenti automatici, un cattedratico d´ateneo che ha esercitato a tempo pieno si congeda con 5.468,53 euro netti. Salari che in altre categorie di pari livello appartengono al passato. Nelle università resistono le buste paga pesanti: la riforma Gelmini non le ha intaccate. Rivela tutto questo, o meglio lo ricorda, un´inchiesta diventata libro – “Paying the professoriate” – realizzata da Philip Altbach e quattro colleghi del Center for international higher education. Hanno fatto una comparazione mondiale di compensi, contratti ed eventuali benefit. I Paesi presi in esame sono 28 (otto europei) e i risultati sono stati resi omogenei sulla base del costo della vita …

“L’uomo dei neutrini più veloci della luce ha lasciato l’incarico”, di Pietro Greco

Antonio Ereditato si è dimesso. L’uomo dei «neutrini più veloci della luce» ha lasciato il suo incarico di coordinatore del Gruppo «Opera», l’esperimento internazionale che studia il comportamento delle elusive particelle generata al Cern di Ginevra e rivelate nei Laboratori che l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare possiede sotto il Gran Sasso. Le dimissioni di Antonio Ereditato erano state chieste da alcuni componenti del Gruppo «Opera». La richiesta è stata messa in votazione. Ma è stata respinta. Sia pure con margini ristretti Ereditato vanta il consenso della maggioranza del Gruppo. Ma il fisico ha preferito lasciare. Non ha voluto commentare la sua decisione. L’uomo ma anche il fisico merita l’onore delle armi. Per almeno due motivi. Ma prima di indicarli, conviene ricordare la sua vicenda. Il Gruppo «Opera» studia da ormai molto tempo il comportamento dei neutrini, le più numerose ed elusive particelle conosciute. Negli anni scorsi, anche con la guida di Ereditato, il gruppo ha potuto confermare la previsione di Bruno Pontecorvo: i neutrini oscillano. Ognuno dei tre tipi viaggiando nello spazio può trasformarsi nell’altro. …

“L’uomo dei neutrini più veloci della luce ha lasciato l’incarico”, di Pietro Greco

Antonio Ereditato si è dimesso. L’uomo dei «neutrini più veloci della luce» ha lasciato il suo incarico di coordinatore del Gruppo «Opera», l’esperimento internazionale che studia il comportamento delle elusive particelle generata al Cern di Ginevra e rivelate nei Laboratori che l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare possiede sotto il Gran Sasso. Le dimissioni di Antonio Ereditato erano state chieste da alcuni componenti del Gruppo «Opera». La richiesta è stata messa in votazione. Ma è stata respinta. Sia pure con margini ristretti Ereditato vanta il consenso della maggioranza del Gruppo. Ma il fisico ha preferito lasciare. Non ha voluto commentare la sua decisione. L’uomo ma anche il fisico merita l’onore delle armi. Per almeno due motivi. Ma prima di indicarli, conviene ricordare la sua vicenda. Il Gruppo «Opera» studia da ormai molto tempo il comportamento dei neutrini, le più numerose ed elusive particelle conosciute. Negli anni scorsi, anche con la guida di Ereditato, il gruppo ha potuto confermare la previsione di Bruno Pontecorvo: i neutrini oscillano. Ognuno dei tre tipi viaggiando nello spazio può trasformarsi nell’altro. …