Mese: novembre 2016

25 novembre, donne non tacete, dal circuito della violenza si può uscire

“Vengo lì e ti brucio”: in queste parole, terribili, c’è tutta la violenta possessività dell’uomo che considera la compagna un oggetto di proprietà a cui non è consentito di rescindere unilateralmente il rapporto, anche se del tutto malato. “Vengo lì e ti brucio”: è quanto ha minacciato di fare un uomo a Castelfranco bussando alla porta della sua ex compagna, madre di suo figlio, che già lo aveva denunciato come stalker. Minacce che, quasi mai, rimangono tali: lo conferma la recente condanna a 18 anni di Paolo Pietropaolo, l’uomo che tentò di uccidere la compagna incinta all’ottavo mese dandole fuoco. In questo #25novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della #violenza sulle #donne, faccio mia la sollecitazione delle forze dell’ordine e delle donne dei centri anti-violenza: donne non tacete, denunciate gli uomini violenti, non c’è rabbia né malessere né difficoltà personali o economiche che possano giustificare percosse o minacce di ritorsioni sui figli o abusi psicologici e sessuali. Fatelo prima che la situazione possa ulteriormente degenerare, fatelo innanzitutto per voi, dal circuito della violenza si può uscire. …

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Università, si amplia la possibilità di diventare ricercatore (tipo B)

Un’altra buona notizia per la nostra Università. Dopo gli emendamenti in tema di diritto allo studio, la Commissione Bilancio ha approvato un altro emendamento, a mia prima firma, che si propone di sanare un’altra anomalia del nostro sistema di reclutamento dei ricercatori e che amplia il numero di coloro che possono accedere al bando per diventare ricercatore di tipo b, l’anticamera per passare ad associato. Più in generale devo dire che la legge di Bilancio presentata dal Governo riserva una significativa e positiva attenzione al sistema universitario. In particolare prevede aggiuntivi finanziamenti destinati ai dipartimenti di eccellenza, una parte cospicua dei quali potrà essere destinata ad assumere ricercatori a tempo determinato cosiddetti di tipo (b). Com’è noto, si tratta del primo livello della carriera universitaria, quello che, al termine di un triennio, dà la garanzia di chiamata a professore associato purché l’interessato sia in possesso dell’abilitazione scientifica nazionale e di valutazione positiva dell’ateneo di appartenenza. E qui si inserisce l’emendamento che porta la mia prima firma, ma che è stato poi firmato da tutti i …

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Decolla l’Università gratuita per i meno abbienti

Con l’approvazione di un mio emendamento alla legge di stabilità, sottoscritto da tutti i deputati Pd della Commissione Cultura, la no-tax area per gli studenti universitari prende forma più precisa ed estesa. Già il Governo aveva proposto nella versione iniziale della legge di stabilità che gli studenti che appartengono a famiglie con meno di 13.000 euro di ISEE (indice di reddito e patrimonio) non devono pagare alcuna tassa alle università per iscriversi alla laurea triennale, purché siano studenti in corso e attivi, cioè abbiano superato un certo numero di esami, mentre per le famiglie tra 13.000 e 25.000 euro di ISEE la proposta di legge stabiliva un calmieramento alle tasse universitarie in dipendenza dal valore dell’ISEE, con un’aliquota massima dell’8%. Con l’emendamento il provvedimento di sgravio viene esteso alle lauree magistrali e agli studenti fino al primo anno fuori corso, in modo da coprire una fascia assai più ampia di studenti di tutti i corsi di studio e non lasciarli in difficoltà dopo la laurea triennale o nel caso di un piccolo ritardo nel completamento …

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Per l’Oxford Dictionary la parola dell’anno è post-truth: l’indifferenza alla verità

Sarà anche un non-problema come qualcuno dei frequentatori della mia Pagina Fb ha decretato, ma il prevalere del proprio sentiment sulla realtà dei fatti è fenomeno così acclarato che il “mitico” Oxford Dictionary l’ha eletto come simbolo del 2016. L’aggettivo che i curatori del Dizionario (ma è solo un dizionario?) hanno scelto come parola dell’anno è “post-truth”, che non significa, come originariamente era, il dopo-verità, ma “indifferenza alla verità”. In parte, si sarebbero consolidati sulla “post-truth” che spopola sui social sia il voto pro-Brexit in Gran Bretagna che l’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca. Semplificando, gli analisti hanno registrato che si è votato, in maggioranza, d’istinto e sull’onda di problemi percepiti. Ma si è trattato, molto spesso, di un istinto e di una percezione “social-guidato” a propria insaputa. Non aderisco alla facile tesi del “gomblotto”, ma è indubbio che l’Oxford Dictionary, con la sua scelta, indirettamente testimonia che l’indifferenza ai dati di realtà guida, sempre più, le nostre scelte. E’ esperienza comune che parte degli utenti social non riesca a distinguere la verità dei …

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Tutte insieme a spingere sul soffitto di cristallo

Il soffitto di cristallo esiste e resiste e la parità di genere è ancora di là da venire, anche nelle società più aperte e culturalmente avanzate. La sconfitta di Hillary Clinton nella corsa alla presidenza degli Stati Uniti ha riacceso l’attenzione su un tema critico per l’avanzamento della società, qualunque società: il gap persistente tra uomini e donne, nel mondo del lavoro, nella vita pubblica e in quella familiare. Certo la situazione è progressivamente migliorata, ma non poi tanto quanto vorremmo credere. Lo testimonia uno studio americano messo a punto da The Boston consulting group: le donne giovani, che si affacciano alla vita lavorativa, sono entusiaste e convinte di potersi confrontare alla pari con gli uomini; le donne più anziane sono, invece, molto più diffidenti e soprattutto disilluse. Non è solo una questione di atteggiamento mentale e di fiducia in se stesse. E’ la dura realtà dei fatti. Uno studio del World Economic Forum, riportato nei giorni scorsi da L’Unità, conteggiava in 170 anni il tempo necessario affinché, a livello globale, si raggiunga la parità …

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Il massacro di Treuenebrietzien in cui morirono i carpigiani Mauro Bassi e Danilo Faglioni

Tra i tanti materiali che si trovano in rete, consiglio la visione di questo web doc “Nella sabbia del Brandeburgo” fatto di voci, immagini e disegni per raccontare una storia sconosciuta agli italiani e ai carpigiani, sebbene riguardi l’Italia e Carpi. Si tratta del massacro – purtroppo uno tra i tanti – di Treuenbrietzen, nel Brandeburgo, nel quale furono trucidati 127 internati militari italiani. Chi erano gli IMI? I 650.000 militari che dopo l’8 settembre si rifiutarono di combattere per i tedeschi e quindi furono deportati in Germania e sottoposti a condizioni disumane, sevizie e violenze, perché rei di aver “tradito” l’alleato nazista. Il loro rifiuto fu una Resistenza, esercitata lontana dall’Italia. Nel massacro di Treuenbrietzen, che – ironia della sorte – avvenne il 23 aprile cioè il giorno dopo la liberazione di Carpi, furono trucidati anche i nostri concittadini Mauro Bassi e Danilo Faglioni. Quattro i sopravvissuti, tra i quali il fiorentino Antonio Ceseri, che raccolse i pochi effetti personali dei caduti, incluso il diario di Mauro Bassi, e si diede pena, con un …

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