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Polonia, non possiamo chiudere gli occhi sul nostro passato

Polonia, non possiamo chiudere gli occhi sul nostro passato

Una legge assolutoria di revisionismo di Stato. Sarà reato dire che singoli polacchi o gruppi di polacchi si siano resi complici dell’Olocausto. E’ questo il contenuto della legge appena approvata dal Senato polacco e voluta dall’attuale governo nazionalconservatore, nonostante le proteste delle comunità internazionali, non solo ebraiche. Alcuni grandi campi di sterminio voluti dai nazisti erano sul territorio polacco, ed è un dato che, avendo il Terzo Reich cancellato la Polonia come Stato, essi fossero campi di sterminio nazista. Ma questo evidentemente non cancella l’esistenza di un diffuso sentimento antisemita e di altrettanto diffuso collaborazionismo. Lo stesso ex presidente della Repubblica Aleksander Kwasniewski, in un discorso alla Knesset, alcuni anni fa, aveva riconosciuto la responsabilità di singoli cittadini polacchi nella scelta di perseguitare gli ebrei. Come d’altronde, dopo l’emanazione delle leggi razziali in Italia, singoli cittadini italiani hanno collaborato nel denunciare vicini di casa o compagni di lavoro di religione ebraica. Non si può riscrivere la Storia, la si può solo studiare e approfondire per cercare di capire come certi crimini, per quanto abnormi, possano …

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Un augurio per il futuro e un bilancio del passato

Un augurio per il futuro e un bilancio del passato

Il 2017 sta per finire. L’anno nuovo è alla porta. Vorrei raggiungere ognuno di voi per auguragli il meglio. Senza consultare stelle ed oroscopi, guardo al futuro con speranza tipicamente umana e al passato con rigore. La 17esima Legislatura è arrivata alla sua naturale conclusione. Per me, è stata la terza consecutiva e, anche se non ho raggiunto il limite dei 15 anni di mandato previsto dallo Statuto del partito, sarà anche l’ultima: torno al mio lavoro di ricercatrice all’Università di Bologna. E’ tempo di bilanci, quindi, e – insieme a una folta schiera di commentatori, editorialisti e politici – provo anch’io a tracciare un consuntivo. Sono stati cinque anni intensi. Questa legislatura, avviatasi in maniera sconsolante con la “non vittoria” del Pd e la necessitata riconferma di Napolitano, si è, invece, rivelata feconda di riforme, soprattutto nel campo dei diritti. L’elenco delle nuove leggi è più ampio e incisivo di quanto i detrattori vorrebbero ammettere: biotestamento, unioni civili, reddito di inclusione, dopo di noi, divorzio breve, reato di tortura, obbligo vaccinale sono solo alcuni …

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Buon compleanno, Costituzione!

Buon compleanno, Costituzione!

La nostra Costituzione compie oggi 70 anni. Fu, infatti, promulgata il 27 dicembre 1947 dall’allora capo provvisorio dello Stato Enrico De Nicola (diventerà presidente della Repubblica dal 1° gennaio 1948, giorno dell’entrata in vigore della Carta costituzionale, proprio grazie alla prima delle Disposizioni transitorie e finali). A controfirmare l’atto furono il presidente dell’Assemblea Costituente Umberto Terracini, quello del Consiglio Alcide De Gasperi e il guardasigilli Giuseppe Grassi. In questi mesi, in un clima di sottovalutazione verso rigurgiti neo-fascisti e neo-nazisti, celebrare i momenti cardine della nostra, recente, democrazia significa ribadirne non solo il valore e i significati generali, ma anche il percorso di conquista. Non in maniera ideologica, non per farne un’epopea: ma ricordare le migliaia di donne e uomini che seppero scegliere, pur nelle dure avversità e nel pericolo per la propria persona, di stare dalla parte della libertà e dei diritti, contro la sopraffazione e la discriminazione ci indica ancora oggi la strada da percorrere. Apprendere dalla Storia è esercizio difficile, ma è nostro compito riflettervi. Condividi

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Biotestamento, seppur in ritardo, la politica onora la sua funzione

Il testamento biologico è legge, una scelta di civiltà

Una gran bella notizia, una scelta di civiltà, un provvedimento che ci riguarda tutti da vicino. Finalmente, dopo tanto ostruzionismo da parte delle forze più conservatrici, il Parlamento ha varato un’altra di quelle riforme che caratterizzano una intera legislatura: la legge sul testamento biologico. Viene introdotto nel nostro ordinamento il consenso informato ai trattamenti sanitari e si prevede la possibilità di dettare in anticipo le proprie convinzioni sui trattamenti a cui essere sottoposti nelle fasi finali della propria vita. Si tratta di una norma che assicura il rispetto della dignità delle persone fino all’ultimo. Per questo ho, a più riprese, ribadito che è una misura di civiltà e di grande attenzione per la persona umana. Non si è introdotta l’eutanasia, come i più critici hanno sostenuto, ma semplicemente la possibilità, per chi lo voglia, di poter lasciare questa vita senza ulteriore dolore e inutili accanimenti terapeutici. per maggiori informazioni (link) Condividi

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Mladic, un bambino e il suo coniglio bianco

Mladic, un bambino e il suo coniglio bianco

“I crimini commessi sono tra i più atroci che l’umanità ricordi”: lo ha detto il presidente della corte del Tribunale penale internazionale dell’Aia per i crimini nella ex Jugoslavia, nel momento in cui leggeva la sentenza di condanna all’ergastolo per l’ex generale serbo-bosniaco Mladic. 8mila musulmani sterminati nel corso della “liberazione” di Srebrneica nell’estate del 1995, e poi stupri di massa, pulizia etnica, deportazioni. Un protagonista del conflitto scoppiato nel cuore dell’Europa che causò 100mila morti e oltre 2 milioni di sfollati. Desta molta inquietudine il fatto che, ancora oggi, per una parte dei serbi Mladic sia considerato un eroe di guerra, mentre rappresenta una contemporanea “banalità del male”, e non solo per le donne e le mamme di Srebrenica. Nel 2005, in qualità di assessore alle politiche culturali e al Progetto Memoria del Comune di Carpi, ebbi l’onore di introdurre un bellissimo volume, “E per questo resisto. Bambini e bambine in tempi di guerra”, a cura di Barbara Domenichini ed Emilia Ficarelli. Erano i giorni in cominciava a trapelare la verità di quanto accaduto …

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La Corte di Strasburgo condanna nuovamente l'Italia, ma ora almeno il reato di tortura è legge

La Corte di Strasburgo condanna nuovamente l’Italia, ma ora almeno il reato di tortura è legge

Una verità che la cronaca aveva già evidenziato ora ha l’avvallo anche dei giudici della Corte europea dei diritti umani di Strasburgo: nel 2001, durante il G8 di Genova, nella caserma di Bolzaneto, le forze dell’ordine presenti compirono atti di tortura. La caserma fu trasformata da coloro che avevano il compito di difendere le regole in un luogo di “non diritto”, dove le garanzie più elementari erano state sospese. L’Italia viene quindi nuovamente condannata (dopo la sentenza sui fatti accaduti alla Diaz, a giugno scorso) per le azioni dei componenti delle forze dell’ordine e perché lo Stato non ha condotto un’indagine efficace (nessuno dei colpevoli ha mai fatto neanche un’ora di carcere, lo sottolinea la stessa Corte). Resta intatto, allora come ora, lo sconcerto per la “sospensione dello Stato di diritto” – perché questo avvenne a Genova – ma adesso c’è un fatto nuovo, che forse non potrà alleviare la condizione delle vittime, ma che finalmente colma un vuoto normativo, troppo a lungo ignorato: l’approvazione della legge che introduce il reato di tortura nel nostro …

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#siamotuttiannafrank specchio della società

#siamotuttiannafrank specchio della società

Lo sport come specchio della società, nel bene e nel male. Nel bene, perché oggi la Nazionale di calcio italiana Under 17 gioca a Tblisi e debuttano tre nuovi giocatori che fanno di cognome Bouah, Iweru e Gyabuaa. I nuovi italiani, in attesa di “ratifica” in Senato, sono già tra noi. Nel male, perché il tifo calcistico più sfrenato si conferma intriso di razzismo e intolleranza, come conferma la vicenda degli adesivi con Anna Frank vestita della maglia della Roma. E non c’è una compagine più “cattiva” dell’altra, perché anche la Roma è, a sua volta, sotto inchiesta per gli ululati che sarebbero stati rivolti all’indirizzo di Bakayoko del Chelsea. Quello che davvero preoccupa è che atteggiamenti chiaramente razzisti e xenofobi vengono troppo spesso percepiti – non solo nel mondo dello sport, ma anche nella società – come innocui, se non addirittura goliardici. E allora ha ragione il direttore di Repubblica Mario Calabresi quando dice “Siamo tutti Anna Frank”. Ma c’è anche chi non si vergogna a schierarsi apertamente con gli aguzzini, piuttosto che con …

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