Anno: 2009

«La balla del tempo pieno», di Osvaldo Roman

Si tenga presente che per il tempo pieno e per le altre opzioni orarie settimanali nella scuola primaria, nell’anno scolastico 2006-07, dati ufficiali riportati dalla pubblicazione del Miur “La Scuola in cifre 2007”, erano i seguenti: SUD e ISOLE: 6,8% a 40 ore a tempo pieno; 87,9% a 28-39 ore; 5,3% a 27 ore. NORD-OVEST: 45,5% a 40 ore a tempo pieno; 50,7% a 28-39 ore; 3,7% a 27 ore. NORD-EST: 28,0% a 40 ore a tempo pieno; 68,3% a 28-39 ore; 3,7% a 27 ore. CENTRO: 38,2% a 40 ore a tempo; 59,6% a 28-39 ore; 2,2% a 27 ore. ITALIA: 25,6% a 40 ore a tempo pieno; 70,3% a 28-39 ore; 4,1% a 27 ore. Non sono stati ancora pubblicati i dati corrispondenti per gli anni scolastici 2007-08 e 2008-09. Sembra che per l’anno scolastico 2007-2008 la situazione a livello nazionale sia stata la seguente: ITALIA 25,3% a 40 ore a tempo pieno; 19,9* % 31-39 ore; 49,9% a 28-30 ore; 4,4% a 24 ore. (* di queste il 17,7% con mensa e …

Vittoria Franco: “Barbara uccisione di Sanaa, il comportamento del padre è al di fuori della storia”

“Integrazione di queste ragazze va sostenuta in ogni modo”. “Con la barbara uccisione di Sanaa ci troviamo purtroppo di fronte ad un nuovo caso simile a quello, atroce, di Hina. La violenza di un padre che arriva ad uccidere la figlia perché troppo libera e innamorata di un italiano è per noi inimmaginabile, fonte di sconcerto e di profondo dolore”. Lo dice la senatrice vittoria Franco, responsabile nazionale Pari Opportunità del Pd. “Quello di questo padre, così come quello del padre di Hina – prosegue Vittoria Franco – è un comportamento fuori dalla storia e dall’umana comprensione. Si tratta di un gesto di atroce violenza che va condannato con fermezza. L’unica consolazione è che il processo di integrazione di queste ragazze immigrate nella nostra società, che le spinge verso la libertà e l’emancipazione, è un processo comunque inarrestabile. Il diritto di queste giovani a decidere della propria vita va difeso in ogni modo garantendo loro piena cittadinanza, anche attraverso la solidarietà tra donne”.

“Ventenni senza lavoro e senza studio. I rischi di una generazione «stritolata»”, di Maurizio Ferrera

Qualche mese fa la Confederazione europea delle associazioni giovanili ha lanciato l’allarme: il credit crunch rischia di trasformarsi in uno youth crunch , ossia in una vera e propria morsa «stritola-giovani». Gli ultimi dati Eurostat e Ocse sulle forze di lavoro segnalano che lo scenario si sta purtroppo avverando. Nel primo trimestre 2009 il numero di disoccupati Ue al di sotto dei 24 anni ha raggiunto i cinque milioni. In termini percentuali, la disoccupazione giovanile è non solo più del doppio rispetto a quella totale (18,3% di contro all’8,3%), ma sta crescendo molto più velocemente. Come sottolinea il rapporto Ocse sull’occupazione 2009 la crisi sta ricreando quel solco generazionale nell’accesso al lavoro che le economie europee avevano cominciato faticosamente a colmare a partire dal 2005. L’Italia si trova in condizioni particolarmente gravi. La disoccupazione fra gli under 24 ha superato il 25% negli ultimi mesi: 5 punti in più dell’anno scorso, mezzo milione di ragazze e ragazzi. Nella classifica europea siamo superati solo da Spagna e Lettonia. Conosciamo la principale causa del fenomeno: i giovani …

«Se l’immigrato non ha diritti», di Chiara Saraceno

Il botta e risposta tra Bossi e Fini ha se non altro il pregio di aver chiarito una volta per tutte la posizione del primo sui diritti degli immigrati: non devono averne nessuno, neppure quelli umani, quelli sanciti dalla dichiarazione universale dei diritti dell´uomo. Non si tratta solo di rifiutare loro il diritto di voto, anche solo a livello amministrativo, anche quando siano da molti anni in Italia, in modo regolare, paghino le tasse, mandino i propri figli a scuola e così via. Un rifiuto discutibile, su cui anche negli altri paesi esistono posizioni e soluzioni diverse, ma comunque limitato ad un livello particolare dei diritti. È l´idea dell´immigrato (non comunitario) come soggetto di diritti di base nel nostro paese che sembra messa in discussione dal leader della Lega. Secondo Bossi, infatti, «gli immigrati hanno diritti sì, ma solo a casa loro, dove sono cittadini. Da noi sono i nostri ad avere diritti». Sembra di essere tornati ad un´epoca in cui lo straniero è un paria in preda all´arbitrio del paese i cui confini ha …

«Ocse, in Italia un milione di senza lavoro in più», di Laura Matteucci

Una situazione occupazionale così grave non si vedeva dal dopoguerra in tutta l’area Ocse. E per l’Italia «il peggio deve ancora venire». L’Organizzazione economica, nel suo rapporto 2009, registra difficoltà pesanti soprattutto per Italia, Francia e Germania. Se in alcuni Paesi come Irlanda, Giappone, Spagna e Stati Uniti, già nel2009 si è registrato un forte aumento di disoccupati a causa della crisi economica, in altri, tra cui l’Italia, «la gran parte della crescita della disoccupazione deve ancora arrivare». Finora è stata la Spagna, con un tasso di disoccupazione al 18,1% a giugno, lo stato che ha pagato il tributo più grande alla crisi, in termini di lavoro. In Francia il tasso è al 9,4% a metà di quest’anno, in Germania è al 7,7%. Da noi, nel primo trimestre, è stato del 7,4%. UN ESERCITO DI DISOCCUPATI Dal 2007 ad oggi i disoccupati dell’area Ocse sono aumentati di 15milioni, ed entro la fine del 2010 questo esercito di «nuovi» senza lavoro raggiungerà quota 25 milioni (+1,1 in Italia), per portare il totale a 57 milioni. In …

«Quando manca il luogo del confronto», di Mario Calabresi

Il flop di ascolti toccato alla puntata speciale di Porta a Porta dedicata alla consegna delle prime case ai terremotati di Onna è inatteso ma a ben pensarci perfettamente comprensibile. Inatteso perché, per dare maggior risalto al ritorno del presidente del Consiglio su Raiuno dopo un’estate di polemiche roventi, era stata fatta piazza pulita di ogni altro programma che potesse interferire. L’intero palinsesto televisivo era stato accuratamente studiato per concentrare l’attenzione su Silvio Berlusconi che decretava il ritorno – a tempo record – di alcuni sfollati ad una vita più decente. Ma ciò non è accaduto. Solo poco più del 13 per cento degli ascoltatori (3 milioni e 200 mila persone) si sono sintonizzati con il programma di Bruno Vespa, la cui media, quando va in prima serata, è del 19 per cento con 4,4 milioni di telespettatori. Quelli che mancano all’appello con la rete ammiraglia della Rai o hanno cambiato canale, decretando incredibilmente il successo per la prima serata di una fiction trasmessa su Canale 5, oppure hanno tenuto la televisione spenta. Ma se …

Sospendere l’Auditel solo per l’informazione

Dario Franceschini replica all’articolo di Piero Ostellino apparso sul Corriere della Sera: necessario mettere il valore del pluralismo al riparo da criteri puramente contabili o commerciali. Caro direttore, leggo sul suo giornale un duro intervento di Piero Ostellino nei miei confronti, dedicato al tema del rapporto tra sinistra, potere ed egemonia culturale. Secondo Ostellino sarei un nemico della democrazia liberale! Lo dimostrerebbe un mio recente intervento, proprio sul Corriere della Sera. In un colloquio con Aldo Cazzullo, pubblicato l’11 settembre e dedicato al film documento Videocracy, secondo Ostellino avrei proposto l’abolizione dell’Auditel, meritandomi per questo una pesante rampogna come irriducibile nemico del mercato e delle sue regole, probabilmente a causa della mia militanza progressista e alla ineliminabile necessità, per chi sta a sinistra, di avere un nemico di classe con cui prendersela. Cosa che, data la storia politica da cui provengo, mi è parsa addirittura divertente. Ostellino sostiene il suo attacco su una citazione delle mie parole, così riportate: «Sospendiamo le rilevazioni dell’Auditel (…) Il criterio della quantità a scapito della qualità trascina tutti verso …