Anno: 2009

Scuola: Pd, Gelmini si autoincensa, venga a riferire le cifre vere in parlamento.

“Il ministro Gelmini insiste a raccontar favole e si auto incensa, ma noi vogliamo che venga in parlamento a riferire i dati reali: quanti studenti ci sono in ogni classe, quante sezioni a tempo pieno non sono state autorizzate rispetto alle richieste delle famiglie, quante richieste di tempo prolungato nella scuola media? Dietro questi dati si nascondono conseguenze gravi per la qualità della scuola e l’offerta didattica dei nostri ragazzi”. Lo chiedeono le deputate del Pd Manuela Ghizzoni, Maria Coscia e Rosa De Pasquale che hanno partecipato questa mattina al sit-in davanti al Ministero dell’Istruzione organizzato dalla Cgil per esprimere solidarietà e pieno sostegno del Pd ai 18.000 precari della scuola che da quest’anno sono stati licenziati a causa dei provvedimenti della Gelmini. “Le cifre che il ministro Gelmini ha messo in mostra nell’ennesima conferenza stampa auto celebrativa – sottolineano le deputate democratiche – in realtà non raccontano la verità agli italiani: ad esempio, ha negato la clamorosa bocciatura del maestro unico espressa dalle famiglie con la quasi totale scelta di modelli orari superiori alle …

“Napolitano accusa: in Italia troppa violenza e omofobia”, di Marcella Ciarnelli

Nell’età dei diritti,come ebbe a definirla Norberto Bobbio, c’è chi stenta ancora ad averne. E ne paga, di questa assenza colpa di altri che sono più forti e garantiti, quotidianamente le conseguenze. Alle donne, agli immigrati, agli omosessuali, tutti protagonisti non colpevoli di «fatti raccapriccianti» che avvengono anche in un paese «ricco ed evoluto come l’Italia» il presidente della Repubblica, in apertura della Conferenza internazionale sulla violenza contro le donne, ha inviato un messaggio di speranza alle vittime togliendo il velo con le sue parole alla realtà e di critica a chi ancora non si fa carico, pur potendolo, di una drammatica realtà in tutti suoi aspetti. Sempre tragici. Sempre dolorosi. Sempre terribili. «Qualunque parte del mondo e qualunque paese rappresentiamo in questa sala, dobbiamo sentirci egualmente responsabili dell’incompiutezza dei progressi faticosamente realizzati per l’affermazione della libertà, della dignità e della parità dei diritti delle donne» e tutti devono sentirsi «egualmente impegnati a perseguire conquiste più comprensive, garantite e generalizzate». Il messaggio del presidente è andato a sottolineare con nettezza che «la lotta contro ogni …

“Confindustria: a rischio 700.000 posti di lavoro. Il PD: ‘Governo immobile, servono riforme'”, di A.Dra

Ma cos’è questa crisi? La crisi è finita. La crisi è passata. La crisi la si combatte con l’ottimismo.Se fosse per Berlusconi la crisi non sarebbe neanche mai esistita visto che lui è stato uno dei pochi in Italia a vedere un aumento degli introiti economici. Ma c’è chi non la pensa così, a partire da Confindustria che attraverso il suo Centro Studi mantiene alto l’allarme: “La ripresa sarà lenta, lunga e insidiosa”. C’è infatti il rischio concreto che nei prossimi due anni si potrà registrare un calo di 700 mila posti di lavoro a meno che non si intervenga con nuove politiche imprenditoriali per uscire “da questa situazione grigia”. Per i ricercatori di Confindustria i prossimi mesi saranno decisivi: le stime annunciate dal Centro studi prevedono – in miglioramento rispetto la precedente analisi – un Pil a -4,8% nel 2009 e a +0,8% nel 2010. Il deficit rimarrà al 5% del Pil e il debito che nel 2009 è del 114,8%, salirà il prossimo anno al 117,8 Per il presidente di Confindustria, le priorità …

“Contratti: Primo, decentrare”, di Pietro Garibaldi

La riunione di oggi a Palazzo Chigi tra le parti sociali e il governo, a pochi giorni dall’incontro informale tra i leader di Confindustria e Cgil, può davvero segnare l’inizio di un nuovo clima tra le parti sociali. Tra crisi aziendali, compartecipazione agli utili, rappresentanza dei lavoratori alla gestione di impresa, sgravi fiscali, nuovo modello contrattuale e decentramento della contrattazione il vero rischio della riunione di oggi è che si discuta in modo inconcludente di troppe cose. Per rendere concreto e proficuo il nuovo clima, è fondamentale che le parti sociali individuino, tra la fitta agenda dei temi in discussione, delle chiare priorità. Oltre alla necessaria attenzione alla crisi occupazionale, gli sforzi di mediazione dovrebbero concentrarsi sul decentramento della contrattazione e il legame tra salari e produttività. Nella scorsa primavera, Confindustria ha firmato con Cisl e Uil un protocollo di intesa sul nuovo modello contrattuale. Nel nuovo protocollo, approvato senza la firma della Cgil, il contratto nazionale dovrebbe riguardare principalmente il recupero dell’inflazione attesa per il triennio successivo. In modo da lasciare spazio alla contrattazione …

“Lo scandalo in parlamento”, di Giuseppe D’Avanzo

È giunto il tempo che Silvio Berlusconi vada in Parlamento ad affrontare uno scandalo che, sempre di più e ancor più limpidamente, rivela il disordine della sua vita privata. Che sarebbe anche affar suo, certo (lo si dice per i “neutralisti”), se non fosse contraddittorio con l’ordine che voleva imporre per legge alla nostra vita e incompatibile con la rappresentazione che ha dato di se stesso agli elettori. Questo è già un problema di difficile soluzione per Berlusconi, ma non appare più il cuore dello scandalo. La gravità del caso politico – da affrontare con urgenza alla Camera e al Senato, nel luogo “politico” per eccellenza, – si annuncia nella sventatezza con cui il capo del governo assolve alle sue responsabilità pubbliche e si radica nella sua vulnerabilità. Un controllo delle date delle “feste” a Palazzo con gli impegni pubblici del presidente del Consiglio svela come, a volte, il premier viene meno ai suoi doveri istituzionali per non rinunciare ai suoi piaceri privati. La serietà della questione è soprattutto, però, nella vulnerabilità che oggi circonda …

“Gli immigrati e la cittadinanza”, di Gad Lerner

A furia di inseguire consensi promettendo “meno stranieri” Berlusconi e Bossi rifiutano l´idea che possano esserci “più italiani” e “nuovi italiani”. La loro idea di italianità è ferma agli anni Trenta Se un cittadino dalla pelle non perfettamente candida aspirasse a incarichi politici in Italia, sarà meglio che ci ripensi. «Non vorrei tra cinque anni e un mese trovarmi un presidente abbronzato», ha dichiarato Roberto Calderoli l´altra sera a Treviso. Il ministro leghista si era già distinto per un´analoga sortita nei confronti della sua concittadina italiana Rula Jebreal. Imitato dal presidente del Consiglio che rivolse la stessa «carineria» a Barack Obama. Tali affermazioni desterebbero scandalo se pronunciate da uomini di governo in qualsiasi altro paese occidentale. E delineano, all´interno della maggioranza di centrodestra, una spaccatura su principi della massima rilevanza per il futuro della nostra democrazia. Chi ha diritto a essere considerato italiano, e quali devono essere le procedure di ottenimento della cittadinanza? La proposta di legge che divide la destra è stata presentata in Commissione Affari Costituzionali da Fabio Granata (Pdl) e da Andrea …