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Scuola: Pd, Gelmini si autoincensa, venga a riferire le cifre vere in parlamento.

“Il ministro Gelmini insiste a raccontar favole e si auto incensa, ma noi vogliamo che venga in parlamento a riferire i dati reali: quanti studenti ci sono in ogni classe, quante sezioni a tempo pieno non sono state autorizzate rispetto alle richieste delle famiglie, quante richieste di tempo prolungato nella scuola media? Dietro questi dati si nascondono conseguenze gravi per la qualità della scuola e l’offerta didattica dei nostri ragazzi”. Lo chiedeono le deputate del Pd Manuela Ghizzoni, Maria Coscia e Rosa De Pasquale che hanno partecipato questa mattina al sit-in davanti al Ministero dell’Istruzione organizzato dalla Cgil per esprimere solidarietà e pieno sostegno del Pd ai 18.000 precari della scuola che da quest’anno sono stati licenziati a causa dei provvedimenti della Gelmini.

“Le cifre che il ministro Gelmini ha messo in mostra nell’ennesima conferenza stampa auto celebrativa – sottolineano le deputate democratiche – in realtà non raccontano la verità agli italiani: ad esempio, ha negato la clamorosa bocciatura del maestro unico espressa dalle famiglie con la quasi totale scelta di modelli orari superiori alle 24 ore”.

1 Commento

  1. La notizia: Scuola, non si placa la polemica

    (AGI) – Roma, 10 set. – Ora di religione, precari, indennita’ di disoccupazione, tempo pieno e iter della riforma in Parlamento. Sono diversi e tutti caldi i punti del dibattito sulla Scuola a pochi giorni dall’avvio del nuovo anno scolastico. Dopo il consiglio dei ministri di ieri che ha approvato l’introduzione di ammortizzatori sociali, oggi il ministro Gelmini e’ intervenuta prima a Radio Anch’io e poi in conferenza stampa a Palazzo Chigi chiarendo alcuni punti fermi della riforma che – ha detto il ministro – andra’ avanti anche se in Parlamento non si dovesse trovare l’intesa con l’opposizione. Sull’ora di religione il ministro ai microfoni di Radio Anch’io ha detto che “non e’ un’ora di catechismo ma e’ un’ora di approfondimento dei contenuti e dei valori della religione cattolica. Io credo che non sia corretto farla diventare un’ora in cui si insegnano in maniera paritetica le altre religioni – ha sottolineato la ministra – non succede nei paesi musulmani e non capisco perche’ dovremmo rinunciare noi a quello che, non e’ solo una religione, ma e’ un qualcosa che ha condizionato fortemente la nostra cultura, la nostra tradizione e la nostra storia”. “Io credo che nel bagaglio culturale di un ragazzo debba anche entrate l’insegnamento della religione e non vedo motivi perche’ quest’ora di insegnamento debba essere stravolta – ha aggiunto -. Nel nostro Paese la religione cattolica non puo’ essere paragonata alle altre religioni: ha certamente una valenza maggiore, e’ praticata dalla stragande maggioranza della popolazione e credo che non si possa mettere sullo stesso piano di altre religioni, che sia chiaro, vanno assolutamente rispettate”. La Gelmini ha poi sottolineato che “l’aumento delle classi a tempo pieno risponde alla richiesta delle famiglie che per il 30,4% ha scelto il modello orario delle 40 ore settimanali con due insegnanti. Il 69,6% ha preferito il maestro unico di riferimento e in particolare: il 58,6% delle famiglie ha optato per le 30 ore, l’11 per cento per le 24 e 27 ore”. Giuseppe Fioroni, responsabile Educazione del Pd, commentando le dichiarazioni del ministro ha detto: “Basta bugie. A scuola il tempo pieno non esiste piu’. E’ invece iniziata l’era del doposcuola, in cui i nostri figli sono considerati poco piu’ di pacchi postali: non interessa piu’ cosa imparano ma ci si occupa solo di dove parcheggiarli.
    E’ francamente incomprensibile cosa ci sia da andarne cosi’ fieri”. Protesta dei precari della scuola giunti anche da Napoli e Palermo sotto il Ministero. Nel provvedimento si parla di indennita’ di disoccupazione, ‘ma questa non esiste, e’ un bluff’, grida una signora vestita a lutto ‘per la morte della scuola pubbica’. ‘E’ un provvedimento iniquo, insufficiente e confuso’, spiega Mimmo Pantaleo, segretario generale di Flc Cgil, ‘che non da’ nulla di nuovo riguardo alla disoccupazione, che esclude una parte dei precari, produce conflittualita’ tra di essi e scarica sulle Regioni la responsabilita’ di sopperire ai tagli del Governo.

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