Anno: 2009

“La scuola alla rovescia”, di Marco Rossi Doria

Strano agosto di uno strano Paese. L’avvio dell’anno scolastico è alle porte. Ma il dibattito pubblico sulla scuola assomiglia al mondo alla rovescia. Da settembre ci saranno 17.000 cattedre in meno e le classi, in media, saranno di 26 bambini alla scuola dell’infanzia, 27 alla primaria e 30 alle medie? Nell’agenda dei ministri preposti non c’è il come contrastare il prevedibile caos che a giorni ne deriverà. Semplicemente si ribadisce che ci sono troppi docenti in Italia. I dati ci dicono che ci saranno almeno 3 volte più classi di scuola primaria a tempo pieno al Nord rispetto al Sud? Non si propone un confronto in Conferenza Stato – regioni sul grande tema della disparità delle opportunità in relazione agli squilibri territoriali, come si fa in paesi di forte tradizione federalista quali Germania, India, Stati Uniti. Non ci si preoccupa che saranno di nuovo sfavorite le popolazioni infantili che già sono più escluse dalla conoscenza e dunque dalle opportunità. Si sfrutta la notizia per buttare la colpa sul meno fortunato. Secondo quanto emerso dalle prove …

“Ma l’emergenza sono le lingue straniere”, di Stefania Giannini*

Caro direttore, il tema caldo di quest’esta­te calda è il dialetto come materia obbli­gatoria nelle scuole d’Italia. Dialetto e approfondite conoscenze di storia e cultura lo­cale per studenti e insegnanti, per rimarcare con penna e calamaio del legislatore quel puzz­le raro e affascinante di differenze e dissonan­ze, anche microscopiche, che compongono l’identità italiana. Nell’Italia del burro, così co­me in quella dell’olio beninteso, si torni a valo­rizzare i tratti autoctoni, a partire dalla lingua. Questo, in estrema sintesi, il messaggio politi­co della Lega di Bossi, che al di là delle esterna­zioni ad effetto, potrebbero diventare disegno di legge in tempi brevi. La serie di proposte as­somiglia sempre più a un vero e proprio proget­to culturale. Doveroso parlarne, quindi, anche fuori dall’arena politica, perché i progetti cultu­rali creano le premesse per la crescita e lo svi­luppo di un paese, oppure per il suo declino. Torniamo alla lingua e ai dialetti. Battaglia di retroguardia o colpo di reni innovativo, a rinfor­zo tattico della visione concreta del federalismo leghista? Il tema è caldo, dicevamo, e molto complesso. Possibile tuttavia, …

“Contro la crisi una terapia d’urto. Meno tasse ai salari”, di Felicia Masocco

Intervista a Cesare Damiano. L’ex ministro del Lavoro: il governo convochi le parti sociali per affrontare la questione del potere d’acquisto delle retribuzioni e delle pensioni Il governo si sforza di «archiviare la crisi, ma la realtà va nella direzione opposta. Gli ultimi dati Ocse sono l’ennesima conferma. Bisogna intervenire». Il responsabile Lavoro del Pd, Cesare Damiano, reclama una «terapia d’urto», con la detassazione di salari e pensioni, l’estensione della 14esima ai pensionati e più ammortizzatori sociali. Invece si parla di gabbie salariali: «Non si tratta di semplice propaganda, c’è un disegno politico preciso». L’Ocse ritocca in negativo il nostro Pil. Ma la crisi non era alle spalle? «No e un esecutivo che non fosse distratto farebbe suonare l’allarme di fronte a un autunno che si preannuncia estremamente pesante per l’occupazione e la produzione». Oltre all’allarme, che cosa in concreto? «Va messa in cantiere una terapia d’urto per far reagire il paese. Chiediamo che il governo convochi le parti sociali per affrontare la questione del potere d’acquisto delle retribuzioni e delle pensioni. Una parte delle …

“A sorpresa l’inno di Mameli, poi il voto”, di Michele Ainis*

Ventidue dicembre 1947. È pomeriggio. Dinanzi a Montecitorio, sotto la scalinata, va addensandosi una piccola folla trepidante. Gruppi di liceali, e uomini con la barba mal rasata, e donne strette in un paltò di panno scuro lungo fino ai piedi, come s’usava allora. Infine il campanone di Montecitorio suona a distesa nella piazza, mentre la facciata del vecchio palazzo s’accende di centinaia di luci come una luminaria. Luci e bagliori anche dentro l’aula, dove i fotografi fanno scattare le loro macchine al lampo di magnesio. Con 453 voti favorevoli e 62 contrari, è appena stata battezzata la Costituzione della nuova Repubblica italiana. Ecco, avrei voluto esserci, in quell’inverno romano. Anche se le cronache lo descrivono rigido, piovoso, spazzolato dalla tramontana. Anche se a quel tempo una tazzina di caffè era un lusso per pochi, e d’altronde tra il 1938 e il 1945 gli italiani avevano perso metà del proprio reddito. Anche se una casa su quattro era priva di cucina, una su due mancava dell’acqua corrente, tre su quattro non avevano neppure il bagno. Ma …

“Napolitano: “Aspetto risposte sull’Unità d’Italia dal governo”, di Federico Geremicca

Il Presidente della Repubblica si dice preoccupato dai ritardi: «Se ho scritto una lettera è per avere chiarimenti» Di certo avrebbe preferito trascorrere le sue brevissime vacanze leggendo altro – almeno sui quotidiani – piuttosto che lo stillicidio di polemiche distillate dall’estate leghista. I dialetti nelle scuole, i test agli insegnanti, le bandiere regionali affianco al tricolore, la zuffa intorno all’inno di Mameli… Nulla, insomma, che possa aver fatto particolarmente piacere a Giorgio Napolitano, nella sua doppia veste di simbolo e garante dell’unità nazionale e di meridionale e meridionalista convinto. Chi gli sta vicino o fa la spola tra i «palazzi» e la tenuta presidenziale di Castel Porziano giura che il Capo dello Stato si sia a ragion veduta astenuto dall’intervenire. «Non è questione che si possa affrontare con una battuta. Ci sto riflettendo… Del resto – dice il Presidente – il rovescio della medaglia in questione è la situazione del Mezzogiorno e lo stato di estremo disagio in cui versano le nostre regioni meridionali». Di questo parlerà certamente presto, magari anche prima della visita …

“Congresso Pd, parte la guerra dei sondaggi”, di Goffredo de Marchis

L’Ipsos ribalta i dati Ipr: Franceschini in vantaggio. E Bersani va da Cl La guerra dei sondaggi: Franceschini, dagli inizi di agosto, tiene nel cassetto una ricerca commissionata all’Ispos di Nando Pagnoncelli che ribalta i risultati del pronostico dell’Ipr. Altro che 20 punti di vantaggio per Bersani. Il segretario, a due mesi dalle primarie del 25 ottobre, è in testa di 10 punti e sfonda nei territori dello sfidante. La guerra delle parole: Franceschini ha atteso di vedere lo slogan dell’avversario (”un senso a questa storia”) e ha deciso di giocare di contropiede. Nel “titolo” della sua campagna ci sarà un riferimento al “futuro” in contrapposizione alla “storia” di Bersani (e di Vasco Rossi…). Nuovo contro vecchio, in poche parole. La guerra della simbologia: Franceschini sfida Massimo D’Alema, grande sponsor di Bersani, nella tana del lupo, a Gallipoli. In Salento, dopo il debutto alla festa democratica di Genova lunedì, farà una delle sue prime tappe dopo le vacanze mercoledì 26 invitato dall’ex fedelissimo dalemiano Flavio Fasano (l’ex ministro è stato anche suo testimone di nozze), …

“Le scuole aprono, le incognite restano”, di Paola Fabi

Alla vigilia dell’apertura dell’anno scolastico restano irrisolti molti nodi e i sindacati annunciano un autunno caldo Non sarà facile il prossimo anno scolastico. Lo hanno ben presente i presidi, alle prese con l’organizzazione delle classi e delle scuole stesse, e i sindacati che già annunciano un autunno caldo. I tagli, voluti dal ministro Tremonti e accettati dalla Gelmini, porteranno un vero putiferio negli istituti scolastici: meno docenti nelle aule, accorpamento di queste ultime a fronte di un aumento della popolazione studentesca, meno personale non docente, chiusura di plessi scolastici soprattutto di quelli situati in territori marginali. Una situazione difficile, come hanno evidenziato a più riprese anche le Regioni, e che rischia di mettere in discussione lo stesso diritto allo studio. L’ultimo capitolo è stato scritto ieri: i tagli al personale non docente sono ormai legge dello stato e i tagli del 17 per cento degli assistenti amministrativi, assistenti tecnici e collaboratori scolastici sono interamente confermati. Quindi, per tre anni consecutivi, a partire dal prossimo primo settembre, spariranno circa 14mila posti di personale Ata: in tutto …