Anno: 2009

Contro le gabbie con tutte le forze. Epifani: “Non escludo lo sciopero generale”.Sì alla fiscalità di vantaggio nelle aree disagiate”, di Antonella Rampino

Sostiene Guglielmo Epifani che, nonostante il coro di no, «la Lega non demorderà dalle gabbie salariali». Il gran capo della Cgil è contrario perché, dice, «a parte il fatto che le gabbie salariali esistono già, è come voler tornare ai dialetti: che idea di Paese ha la Lega? Il bergamasco invece dell’inglese, la busta paga di Castrovillari piuttosto che quella di Lodi, quando per guardare avanti bisognerebbe conoscere il cinese, e progettare il salario europeo». Però, Epifani, quelle gabbie salariali che oggi forse l’Europa ci boccerebbe l’Italia una volta ce le aveva… «Infatti, quelle della Lega sono parole d’ordine regressive. Di gabbie salariali in Italia, di fatto, ce ne sono già quattro. Sono le grandi diseguaglianze tra lavoratori del Nord e lavoratori del Sud, perché un occupato del settore privato del Sud guadagna il 20-25 per cento in meno rispetto a un lavoratore del Nord. E poi anche le differenze tra lavoro maschile e femminile, nell’ordine del 15-20 per cento. C’è poi una terza gabbia salariale che è quella del lavoratore italiano e un immigrato, …

“Alle donne italiane dico: non siate docili riprendetevi la parola” conversazione con Nadia Urbinati, di Concita De Gregorio

Tutto avviene nel silenzio. C’è un’idea diffusa di impotenza, di rassegnazione. Alla politica si è sostituito il potere. La gestione delle cose, gli affari privati. Tutto è ormai una faccenda privata: di scambi, di soldi, di favori. Dove sono i cittadini, in questo paese? Dove sono le donne? In tutto il mondo le donne sono in piazza. Alla sbarra a Teheran, massacrate in Iran, prigioniere in Birmania. Volti femminili che diventano icone della protesta. Qui, in questa nostra democrazia in declino, di donne si parla per dire delle escort, delle ragazzine che dal bagno attiguo alla camera da letto del tiranno telefonano a casa alla madre per raccontare, contente, “mamma sapessi dove sono” e rallegrarsi insieme. E fuori, e le altre? Silenzio. L’apatia ci accompagna…». Il tempo del silenzio, ripete Nadia Urbinati, docente di Teoria politica alla Columbia university. «Avrei voluto far qualcosa, in questi mesi estivi che passo in Italia, ma mi si dice che si deve aspettare l’autunno. Non capisco come mai. Non vedo che altro ci sia da aspettare. Le vittorie di …

“Nuova condanna per San Suu Kyi. L’Onu chiede il rilascio immediato”

Altri 18 mesi agli arresti domiciliari. Aung San Suu Kyi, la leader dell’opposizione birmana, rimarrà nella sua casa-prigione ancora un anno e mezzo. L’accusa per il premio Nobel per la Pace è di violazione degli arresti domiciliari. Secondo molti è semplicemente una scusa che il regime birmano ha individuato per togliere di mezzo l’attivista in vista delle elezioni del prossimo anno, dopo l’iniziativa di John William Yethaw, cittadino americano di religione mormone, che il 3 maggio scorso raggiunse a nuoto la casa di Suu Kyi. L’uomo, processato anche lui, è stato condannato a sette anni di lavori forzati. A sostegno della leader birmana scende in campo il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban ki Moon, chiedendo «al governo della Birmania di rilasciare immediatamente e senza condizioni Aung San Suu Kyi». Dura reazione alla condanna della leader birmana da parte dell’Ue, che minaccia sanzioni. E anche il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, come l’Onu, ha chiesto la liberazione immediata e incondizionata di Aung San Suu Kyi. GLI ARRESTI- La leader della Lega Nazionale per la …

“Sarebbe una scala mobile locale”, intervista a Cesare Damiano

“Sembra che il governo abbia già dimenticato di aver firmato solo pochi mesi fa a Palazzo Chigi un accordo sul modello contrattuale con le parti sociali, esclusa la Cgil, per legare le retribuzioni a fattori come la produttività e i risultati economici”. Cesare Damiano, responsabile del lavoro del Pd, boccia senza mezzi termini l’ipotesi del governo di stabilire differenziali salariali in base al costo della vita tra Nord e Sud. “Pensare al ripristino di un’uniformità retributiva in base al costo della vita regionale, oltre a essere fuori tema rispetto alla riforma contrattuale”, sostiene, “equivale a reintrodurre una scala mobile territoriale che avrebbe lo svantaggio di solidificare le differenze, intorno a un parametro che nulla ha a che fare conla competitività”. Al contrario, per Damiano “vanno incentivate imprese e lavoratori a produrre di più” per “innescare una competizione virtuosa”. Come replica al premier che ritiene giusto legare i salari al diverso costo della vita tra Sud e Nord? E’ un falso problema. Il problema è che i salari sono bassi: per una competizione virtuosa bisogna premiare …

“Tempi ancora lunghi per la vera ripresa” intervista a Marco Deaglio, di Mario Margiocco

Un anno fa la finanza mondiale viveva in modo sempre più pericoloso. Grazie ai massicci interventi di banche centrali e governi, non c’è stato il tracollo. Ma non si capisce bene da dove potrà venire il rilancio, né quando, dice Mario Deaglio, ex direttore del Sole 24 Ore, editorialista della Stampa e professore di economia internazionale a Torino. Nella primavera 2008, con un’analisi intitolata “La resa dei conti”, Deaglio anticipava molti giudizi su cause e portata della crisi. E ora, a che punto siamo? Professor Deaglio, che fiducia dare ai segnali positivi su produzione, export e altre voci in vari paesi? Il sistema globale si sta divaricando. Da un lato abbiamo Cina, India, alcuni altri Paesi asiatici, il Brasile, dove crisi ha voluto dire essenzialmente un rallentamento della crescita che ora sta più o meno ripartendo. Nei Paesi sviluppati invece la crisi si identifica con mutamenti strutturali importanti. È una malattia da cui si guarisce in fretta o no? Non lo so, trovo che le analogie con l’influenza suina siano utili. Abbiamo una malattia di …

“Luna park Italia. Alla fiera delle veline tra ragazze e ragazzi innocui e pronti a tutto”, di Claudio Camarca*

Venghino signori, venghino. Alla sagra della carne umana offerta un niente al chilo. Esposta tra gli arrosticini di pecora e lo zucchero filato. Sulla passerella improvvisata di fianco il Luna park, lungo la spianata polverosa un passo dal mare d’Abruzzo, l’Adriatico placido e limaccioso gettato come un lenzuolo sporco a lambire le spiagge dell’ex Jugoslavia, terra di conflitti fin de siecle generatori di badanti e prostitute trafficate lungo costa qui da noi. Montesilvano. Provincia di Pescara. Serata calda di fine Luglio. Si presenta la manifestazione «Mister & Miss più belli di Italia». Ragazzotti blandamente palestrati e aspiranti veline donate alla piazza da mamme scalmanate e padri armati di videocamera. Famigliole turistiche assiepate su sedie in plastica. Bambini ipnotizzati da luminarie e festoni. Popmuzik sparata dalle casse stereo troneggianti i lati del palco. La presentatrice fuori peso strizzata in lycrapantacollant e sandali alla schiava declama nomi degli sfilanti e città di provenienza. Quelli ancheggiano e posano sbilenchi. Mimano ossute modelle intraviste in TV, figure sparse fuoriuscite dal caravanserraglio dei reality show. Concorrono in abito da sposa …

“Il piano casa deturpa da Nord a Sud”, di Vittorio Emiliani

Tutti i rischi della nuova edilizia. I grigi capannoni cementizi sfigurano già tanti paesaggi italiani. Tuttavia, con alcune delle leggi regionali partorite dal Piano Casa del Primo Immobiliarista, il cav. Berlusconi, andrà molto peggio. Nel Veneto l’ampliamento di quelli esistenti arriva al 20% della superficie coperta: uno di 5.000 mq si dilaterà a 6.000 (a 7.500 mq qualora il proprietario li adegui al risparmio energetico). In Lombardia avverrà di peggio: chi li demolisce e li ricostruisce in toto, potrà riutilizzarli a fini residenziali. Lo prevedeva la primissima bozza del Piano Casa berlusconiano: cambiare la destinazione d’uso come cambiarsi la camicia, ma la misura (un flagello per l’urbanistica delle nostre città e periferie) era stata cassata per l’intervento della Conferenza Stato-Regioni. Tuttavia qualche Regione (vedi Lombardia) se l’è tenuta di riserva, mentre altre prevedono agevolazioni parziali. Qualcuna (vedi Piemonte) consente, entro certi limiti, di soppalcare gli amati capannoni. La Valle d’Aosta si segnala fra le più permissive, con tanti saluti alle bellezze naturali e al turismo di qualità. Ma c’è bisogno di tutta questa fiumana di …