Anno: 2009

“Conversazione sulla RU486: Avanti senza timori sulla strada della ricerca”, di Innocenzo Cipolletta

La ricerca e l’innovazione sono i motori dello sviluppo economico dei paesi. Questo è ancora più vero per i paesi industrializzati che non possono competere con quelli emergenti in base ai costi di produzione. L’uscita da questa crisi finanziaria globale sarà sicuramente trainata dalle innovazioni che si stanno manifestando, al punto che difficilmente la ripresa si baserà sugli stessi consumi e sugli stessi investimenti presenti prima di essa. Le imprese lo sanno e si stanno attrezzando. Quelle che saranno costrette a ripetere lo stesso ciclo di prodotto, dovranno fare molta attenzione ai costi e alla qualità della produzione, perché saranno attaccate dalle imprese dei paesi emergenti che hanno fatto passi da gigante. Come sostenere la ricerca e l’innovazione per permettere al nostro paese di agganciare anche in modo qualitativo la prossima ripresa? I soldi sono necessari e il governo, malgrado un contenimento complessivo dei fondi alle università, ha avviato un meccanismo, per ora solo marginale, che premia la ricerca. Ma la ricerca vive anche di un clima ad essa favorevole, fatto di tolleranza per chi …

Mozioni Franceschini-Bastico, nasce il comitato modenese

Nel gruppo dei promotori giovani, amministratori ed esponenti della società civile. Sono una ventina tra giovani, amministratori ed esponenti della società civile i primi promotori delle mozioni Franceschini-Bastico a livello comunale per la città di Modena. Il comitato è composto da Francesca Maletti, Francesco Ori, Caterina Liotti, Giuseppe Boschini, Stefano Rimini, Adriana Pagliani, Fabio Poggi, Federica di Padova, Alberto Cirelli, Elisa Sala, Salvo Cotrino, Barbara Chiletti, Luca Mazzeo, Francesca Arena, Francesco Eugenio Barbieri, Silvia Facchini, Stefano Goldoni, Daniela Botti, Fabio Mosca, Marco Amendola. “Portiamo avanti l’idea di un partito unito, aperto e radicato – sottolineano i promotori della mozione Franceschini – che coinvolga anche coloro che si riconoscono nel Pd, ma che non sono iscritti. Puntiamo per questo – continuano – ad aprire le porte dei circoli, spiegando ad iscritti e semplici elettori le motivazioni che ci spingono ad appoggiare Dario Franceschini e Mariangela Bastico. L’idea di un partito inclusivo – concludono i componenti della mozione – è fondamentale per tornare ad ascoltare la gente che chiede un Partito democratico unito, forte, con un’identità chiara …

Azienda Italia, il Pil cede il 6%

Dopo il tonfo della produzione industriale registrato giovedì, arrivano nuovi segnali negativi per l’economia italiana dai dati sul pil, anche se l’Ocse segnala che il paese ha già imboccato la strada della ripresa. Sulla base delle informazioni preliminari, per il secondo trimestre 2009 l’Istat stima un calo del prodotto interno lordo, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, pari allo 0,5% rispetto ai tre mesi precedenti. Rispetto a un anno prima l’Istat prevede una flessione del 6%, la peggiore dal 1980. La contrazione congiunturale del pil è il risultato di una diminuzione del valore aggiunto dell’agricoltura, dell’industria e dei servizi. Dopo il primo semestre, la crescita acquisita per l’anno in corso (quella che si otterrebbe a fine anno con una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri) è negativa del 5,1%. Intanto, però, notizie confortanti vengono dal superindice diffuso dall’Ocse per il mese di giugno: tra le principali economie dell’area Ocse, l’Italia è l’unica, insieme alla Francia, che sta dando segnali di ripresa. La crescita del superindice è peraltro maggiore in Italia, dove è salito …

“Tutti vogliono l’asilo dei neri”, di Emanuela Minucci

Torino, decine di italiani in lista d’attesa per iscrivere i figli nel quartiere multietnico. Negli Anni Novanta era «l’asilo dei neri», quello dove nessun genitore italiano avrebbe voluto iscrivere il proprio bambino: scuola materna Bay di Torino, quartiere San Salvario, la zona più multietnica della città, che quindici anni fa convinse i residenti a scendere in strada armati di spranghe, per difendersi da «quei bastardi di immigrati». Bene, oggi quelle stesse classi ad alto tasso di occhi a mandorla e pelle nera (il 60 per cento dei bambini è straniero) sono diventate uno status symbol per gli italiani. Il piccolo asilo che negli Anni Novanta chiese l’aiuto del Comune per finanziare progetti speciali in grado di attutire i conflitti che precedono l’integrazione, da qualche giorno non sa come fronteggiare le richieste in arrivo dai genitori italiani che oltretutto vivono in altri quartieri: «Abbiamo 62 posti e una lista d’attesa di altri 75 con domande che arrivano da tutte le zone della città», spiega la direttrice didattica Marica Marcellino. La dirigente aggiunge con un sorriso: «Evidentemente …

“Marcinelle e l’Italia delle ronde”, di Toni Fontana

L’8 agosto 1956, 274 lavoratori scesero ad una profondità tra i 765 e i 1035 metri nella miniera di carbone di Marcinelle in Belgio. Un carrello tranciò i cavi dell’alta tensione; si scatenò un incendio. Morirono 262 minatori. 136 erano italiani. Tra le vittime 67 abruzzesi, 12 marchigiani, 7 friulani, 5 emiliani, 5 veneti. Provenivano da 13 regioni italiane. La strage di Marcinelle fu un eccidio provocato dall’assenza di misure di sicurezza, controlli e regole. Il «sacrificio del Lavoro italiano nel mondo» (nel 2001 l’allora ministro Mirko Tremaglia ottenne la proclamazione per l’8 agosto della “Giornata nazionale” con questo nome) comprende i nomi di 867 minatori italiani morti tra il 1946 e il 1963 nelle miniere del Belgio. Migliaia di emigranti sono morti di silicosi nei decenni successivi. Anche allora c’erano i «flussi». Nel 1946 il governo di Roma concordò con quello di Bruxelles l’invio di 2000 minatori alla settimana in cambio di forniture di carbone a basso costo. I minatori compivano viaggi di 52 ore, venivano sottoposti ad una visita medica a Milano; quelli …

“Ronde e bimbi-fantasma: ecco la nuova Italia”, di Susanna Turco

Uno schiaffo a chi crede che la convivenza e la multiculturalità siano valori cardine per il futuro di un Paese: la destra ci consegna a un periodo cupo di paura e intolleranza. Ecco la loro «rivoluzione». Nella sua consueta conferenza stampa fiume dedicata alle magnifiche sorti e progressive dell’attività di governo, Silvio Berlusconi gli ha dedicato solo un passaggio, senza particolari enfasi. E in fondo se si ricorda che in uno dei momenti più difficili nell’iter di approvazione del pacchetto sicurezza il premier sbottò: «Noi delle ronde non sentivamo il bisogno», se ne intuisce persino il perché. Eppure il complesso di norme che entra in vigore da oggi è un’ottima cartina al tornasole per capire da quali rapporti di forze è governata la maggioranza, e soprattutto rappresenta una rivoluzione non da poco per il nostro Paese. Neonati fantasma Una rivoluzione non tanto bella da immaginare. Certo, nel provvedimento è previsto l’obbligo di denuncia da parte degli imprenditori per i tentativi di estorsione subiti: è, come ha detto ieri Maroni, «una rivoluzione nella lotta alla mafia», …

Intervista a Vasco Errani “Il governo lo dica: sta smantellando la sanità e i servizi”, di Felicia Masocco

Azzerato il Fondo per la non autosufficienza, scippato il Fondo sociale, i Fas usati come bancomat. Regioni al bivio: o chiudono gli ospedali o vanno in rosso. Vasco Errani, presidente dell’Emilia Romagna e della conferenza delle Regioni. Ancora un incontro col governo dal quale siete usciti insoddisfatti. Perché? «L’incontro è stato negativo perché il presidente del Consiglio non ha dato una risposta alle questioni precise da noi poste già un mese fa. Su tutte, la questione dei Fas su cui non c’è assolutamente chiarezza, si programmano e riprogrammano le risorse, si usa il Fas come un bancomat anche per la spesa corrente. Basti pensare al finanziamento dato all’azienda dei rifiuti di Palermo! E non ci sono garanzie e trasparenza rispetto ai piani di investimento che le Regioni debbono fare con le risorse che il governo si era impegnato a garantire. Si tratta di oltre 23 miliardi e 600 milioni. Il problema è molto serio perché noi stiamo programmando gli investimenti, se non abbiamo la certezza delle risorse, si blocca tutto, continueremo a tenere bassi gli …