Anno: 2009

“La guerra feroce dei maschi sconfitti”, di Valeria Viganò

Ieri. Un asilo nido come gli altri, a Milano est, un’ora solita della mattina, le 8 e 40. Una mamma che porta il figlio di due anni in braccio in mezzo a tante altre mamme. Un cortile prima dell’ingresso pieno di bambini. Lo scenario semplice delle chiacchiere e dei saluti, manine che si agitano, sorrisi affettuosi. Il mondo dell’infanzia viene profanato all’improvviso da un padre, pregiudicato sì, ma sempre padre. È accanto alla mamma che tiene abbracciato il figlio e contemporaneamente e fatalmente riceve una telefonata. Il padre ha con sé un coltello da cucina. Perché? In un baleno ficca l’arma in petto alla ex-moglie, lei barcolla, lui la colpisce quattro volte tra le urla di terrore di chi è presente. La ammazza. Ma prima che lei crolli, una bidella riesce a afferrare il piccolo e scappare via. Cronaca cruda di una violenza intollerabile. Cronaca che si ripete quasi quotidianamente in un elenco interminabile di vittime predestinate: tutte donne. Una vera e propria guerra sanguinaria contro un sesso che ha solo una colpa: non si …

Scuola, Pd: interpellanza Pd per evitare caos normativo

Ghizzoni, Coscia: da Governo norme illegittime, si rischia proliferazione ricorsi “Il gruppo del Pd ha presentato oggi una interpellanza urgente per evitare che la fine dell’anno scolastico avvenga all’insegna del caos normativo e scongiurare che il prossimo cominci tra le contestazioni”. Lo rendono noto le deputate del Pd, prime firmatarie dell’interpellanza e componenti della commissione cultura della Camera, Manuela Ghizzoni e Maria Coscia, che aggiungono: “l’interpellanza descrive le molteplici e gravi anomalie normative che hanno caratterizzato la politica dei tagli del ministro Gelmini. Infatti nessuno degli strumenti normativi previsti della manovra estiva (Piano Programmatico, Regolamenti e Decreti Interministeriali sugli organici) è stato ufficialmente adottato ed entrato effettivamente in vigore. E’ per questo motivo, e in considerazione del fatto che domani scade il termine finale per l’adozione dei regolamenti attuativi, che con la nostra interpellanza chiediamo “quali misure urgenti intenda assumere il Governo per sanare una situazione di palese illegittimità giuridica degli atti fino ad ora adottati e scongiurare gli inevitabili ricorsi amministrativi. Si tratta di ricorsi che, qualora accolti, consentirebbero il ripristino degli organici degli …

Franceschini: “Mi ricandido per non tornare indietro”

“Avevo detto che il mio lavoro finiva a ottobre, pensavo di passare il testimone alle giovani generazioni, ma ho visto riemergere protagonismi e litigi e non mi sento di tradire i giovani e chi ha creduto nel partito nuovo. Così mi candido per il futuro, per non tornare indietro, a quelli che c’erano prima, molto prima di me”. Così Dario Franceshcini in un video annuncia la sua candidatura a segretario del Partito Democratico. Franceschini spiega: “Non farò nessun accordo di palazzo, nessuno scambio di incarichi tra big nazionali, nessun patto, non ci sarà nessuna garanzia per nessuno. La mia proposta programmatica e organizzativa sarà offerta direttamente alla base, agli iscritti e elettori, a chi vorrà venire a scegliere il segretario nazionale direttamente alle primarie di ottobre”. E sul ruolo del Partito spiega: “Dobbiamo cominciare a lavorare con pazienza e con tenacia per costruire una nuova alleanza non solo per battere la destra ma per governare in modo efficace. Il Pd, deve prima di tutto fare il bene del Paese anche stando all’opposizione”, contrastando, se sbagliate, …

“Alla fine del bipartitismo l’astensione è nel Pdl”, di Ilvo Diamanti

La geografia politica italiana, dopo le elezioni amministrative di questo mese, si è riequilibrata. Cinque anni fa si era spostata a sinistra, in modo più accentuato che nel passato. Oggi il divario si è riassorbito. Le province. Erano 50 di centrosinistra e 9 di centrodestra. Oggi il centrosinistra governa in 28 e il centrodestra in 34. Quanto ai Comuni capoluogo in cui si è votato, il centrosinistra ne amministrava 27 ed è sceso a 18, mentre, parallelamente, il centrodestra ha eletto 14 sindaci quando prima ne aveva solo 5. L’impianto urbano del centrosinistra, dunque, per quanto indebolito, resta solido. Tanto più se allarghiamo lo sguardo fino a comprendere le città medie (superiori a 15mila abitanti). Dove il centrosinistra ha eletto il candidato sindaco in 122 dei 220 al voto. Peraltro se si ragiona distintamente sui due turni, risulta evidente che le perdite le ha subite, perlopiù, al primo turno. Mentre ai ballottaggi ha riconquistato gran parte delle province e delle città rimaste in lizza. Poi, contano i segnali. Dopo il primo turno il centrosinistra temeva …

“L’affondo di Famiglia Cristiana. «Un premier così è indifendibile»”, di Roberto Monteforte

Basta. Il limite della decenza nel comportamento «indifendibile» dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, è stato superato. L’emergenza morale irrompe in modo sempre più netto e la Chiesa italiana «non lo può ignorare». Lo scandisce don Antonio Sciortino, il direttore di Famiglia Cristiana rispondendo dalla sua rubrica «Colloqui con il padre…» alle domande poste dai suoi lettori, espressione di un’opinione pubblica cattolica colpita e disorientata di fronte alle notizie che riguardano la disinvolta vita privata del premier. Da ultimo quelle delle cosiddette «ragazze “escort”» frequentatrici di palazzo Grazioli, la residenza romana del premier e di villa Certosa in Sardegna. I lettori disorientati «La reazione dei lettori su comportamenti discutibili per una valutazione meno disincantata» titola la rubrica. Dove il «meno disincantata». «Chi ha l’onore e l’onere di servire il Paese, per di più con una così larga maggioranza, ha il dovere di dedicare tutto il suo tempo al “bene comune” dei cittadini. Senza tante “distrazioni”» commenta Sciortino, rispondendo senza infingimenti ai suoi preoccupati lettori. «I cristiani (come dimostrano le lettere dei nostri lettori) – aggiunge …

“Il lavoro offeso”, di Giuseppe Vespo

Per i giudici del Lavoro di Catania Salvatore La Ferlita è un caso che fa scuola: da quattro anni entra ed esce dal Tribunale etneo collezionando sentenze di reintegro al posto di lavoro, ma ogni volta che ritorna in azienda viene licenziato. La sua colpa sta nell’essersi infortunato gravemente al braccio sinistro nel 2004, quando aveva 38 anni e lavorava alla Francesco Ferrara Accardi e Figli, impresa di bitumi e asfalto. Puliva le macchine utilizzate dai suoi colleghi quando un flacone di sostanze chimiche gli si è riversato sul braccio, che non era coperto integralmente dai guanti speciali che si usano per queste mansioni. Risultato: compromessi tendini e tessuti dell’avambraccio; la corsa in ospedale e i ripetuti interventi chirurgici gli costano due mesi in corsia e un danno permanente che gli toglie forza al braccio sinistro. Il calvario Quanto vale questo infortunio lo stabilisce l’Inail, che valuta l’invalidità lavorativa dell’operaio al 10 per cento. Troppo poco per avere diritto ad un indennizzo, troppo per svolgere gli stessi compiti in azienda. La Ferlita fa ricorso e …

“Rai, Garimberti porta il caso Tg1 in Cda. Protesta dei giornalisti contro Minzolini”, di Giovanna Vitale

Slittano ancora le nomine Rai, a dispetto dell’ordine del giorno in cda che aveva al primo punto la designazione dei direttori di Tg2 e Raisport. La mancanza di un accordo complessivo ha costretto il dg Masi a rimandare tutto alla prossima settimana, quando si dovrebbe discutere pure di Raidue, Radio Rai e forse Raitre e Tg3. Una necessità dettata anche dal “caso Minzolini” e dalla clamorosa protesta dei giornalisti, questione che il presidente Paolo Garimberti porrà oggi con forza all’attenzione del consiglio. D’altra parte non era mai accaduto. Mai a Viale Mazzini i comitati di redazione di tutte le testate s’erano riuniti in assemblea plenaria per condannare la disinformazione diffusa dai telegiornali sullo scandalo Berlusconi-D’Addario. “Siamo tutti Tg1, siamo tutti, noi giornalisti della Rai, contro le scelte editoriali di chi occulta le notizie e rende agli italiani un pessimo servizio pubblico radiotelevisivo” afferma un documento. Nel mirino c’è Augusto Minzolini, da meno di un mese direttore del Tg1, autore lunedì sera di un editoriale per difendere la sua linea del silenzio. Ebbene è ora che …