“La guerra feroce dei maschi sconfitti”, di Valeria Viganò
Ieri. Un asilo nido come gli altri, a Milano est, un’ora solita della mattina, le 8 e 40. Una mamma che porta il figlio di due anni in braccio in mezzo a tante altre mamme. Un cortile prima dell’ingresso pieno di bambini. Lo scenario semplice delle chiacchiere e dei saluti, manine che si agitano, sorrisi affettuosi. Il mondo dell’infanzia viene profanato all’improvviso da un padre, pregiudicato sì, ma sempre padre. È accanto alla mamma che tiene abbracciato il figlio e contemporaneamente e fatalmente riceve una telefonata. Il padre ha con sé un coltello da cucina. Perché? In un baleno ficca l’arma in petto alla ex-moglie, lei barcolla, lui la colpisce quattro volte tra le urla di terrore di chi è presente. La ammazza. Ma prima che lei crolli, una bidella riesce a afferrare il piccolo e scappare via. Cronaca cruda di una violenza intollerabile. Cronaca che si ripete quasi quotidianamente in un elenco interminabile di vittime predestinate: tutte donne. Una vera e propria guerra sanguinaria contro un sesso che ha solo una colpa: non si …
