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Scuola, Pd: interpellanza Pd per evitare caos normativo

Ghizzoni, Coscia: da Governo norme illegittime, si rischia proliferazione ricorsi

“Il gruppo del Pd ha presentato oggi una interpellanza urgente per evitare che la fine dell’anno scolastico avvenga all’insegna del caos normativo e scongiurare che il prossimo cominci tra le contestazioni”. Lo rendono noto le deputate del Pd, prime firmatarie dell’interpellanza e componenti della commissione cultura della Camera, Manuela Ghizzoni e Maria Coscia, che aggiungono: “l’interpellanza descrive le molteplici e gravi anomalie normative che hanno caratterizzato la politica dei tagli del ministro Gelmini. Infatti nessuno degli strumenti normativi previsti della manovra estiva (Piano Programmatico, Regolamenti e Decreti Interministeriali sugli organici) è stato ufficialmente adottato ed entrato effettivamente in vigore. E’ per questo motivo, e in considerazione del fatto che domani scade il termine finale per l’adozione dei regolamenti attuativi, che con la nostra interpellanza chiediamo “quali misure urgenti intenda assumere il Governo per sanare una situazione di palese illegittimità giuridica degli atti fino ad ora adottati e scongiurare gli inevitabili ricorsi amministrativi. Si tratta di ricorsi che, qualora accolti, consentirebbero il ripristino degli organici degli anni precedenti, così come il funzionamento del tempo pieno con le compresenze in tutte le classi, così come il team di tre docenti nella scuola primaria. Sollecitiamo pertanto il Ministro ad intervenire rapidamente affinché le scuole possano svolgere la propria funzione educativa e d’istruzione nella piena certezza normativa e nella necessaria disponibilità di risorse finanziarie e umane in grado di consentire un’offerta formativa rispondente alle esigenze degli studenti e delle famiglie, che diversamente ne potrebbero pagare il prezzo più alto”.

Roma, 24 giugno 2009

2 Commenti

  1. La redazione dice

    «Fuorilegge quei tagli alla scuola» di Simona Segalini

    A Piacenza, il prossimo settembre, saranno 200 i posti di lavoratori della scuola – docenti e Ata – in procinto di saltare. E ciò grazie alla ormai arcinota circolare 38 del ministro Gelmini che, in tutta Italia, imporrà il taglio di 42mila lavoratori della scuola. Sia contro tale circolare che contro un analogo documento riguardante le iscrizioni, la Flc Cgil aveva proposto doppio ricorso al Tar del Lazio (il 7 febbraio e il 20 aprile).
    Di ieri la notizia che, sullo stesso campo minato, la Flc Cgil ha diffidato il direttore dell’Ufficio scolastico regionale di Bologna dal procedere ai previsti tagli alla scuola, e così pure il ministro dell’Istruzione. Una diffida preliminare ad azioni anche di tipo giudiziario. Il motivo è limpido: «Provvedimento illegittimo in quanto proveniente da atti non ancora ufficiali», a parlare in questo caso è Raffaella Morsia, responsabile Flc Cgil di Piacenza, dove a settembre la mannaia si abbatterà su 200 posti.
    «Tra i motivi che avevano condotto al ricorso del 7 febbraio contro la circolare sulle iscrizioni – ha spiegato ieri la Morsia – un profilo di illegittimità costituzionale, perchè non è con un decreto d’urgenza che si può riformare la scuola. Violati poi – prosegue la sindacalista – gli articoli 33 e 117 della Costituzione, il primo riguardante la modifica legislativa, ed il secondo in tema di autonomia scolastica e di competenze regionali». Matita rossa da parte della Flc Cgil anche sulla circolare 38 riguardante l’organizzazione del personale docente. «Sugli organici – protesta la Morsia – continuano a mancare atti definitivi, la circolare 38, infatti, si fonda su regolamenti non in vigore e pertanto priva di effetti». Lo scorso 4 giugno il Tar del Lazio ha fatto sapere di non concedere sospensiva dei provvedimenti accusati di illegittimità da parte della Flc Cgil, ma nel contempo «ha detto di anticipare al 13 luglio la sentenza di merito, sottolineando che nessuno degli atti presupposti alla circolare 38 ha carattere definitivo». Di qui la diffida al direttore scolastico regionale di Bologna e al ministro dell’Istruzione.
    «Al direttore scolastico regionale – dichiara la Morsia – chiediamo di sospendere da subito il provvedimento dei tagli in quanto sarebbero illegittimi, e che determineranno docenti soprannumerari e il licenziamento di tanti lavoratori della scuola precari». Blocco del provvedimento dei tagli e, in suo luogo, sempre secondo le richieste della Flc Cgil, il rientro in campo del provvedimento degli organici dell’anno 2008-2009.
    E alla commissione comunale che oggi ascolterà il direttore scolastico provinciale sulle ricadute della riforma a Piacenza le organizzazioni sindacali hanno già chiesto unitariamente di essere ascoltate.

    Libertà, 25 giugno 2009

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