Anno: 2009

“Addio Dahrendorf. Lord e scienziato sociale un euroscettico che però amava l’Europa”, di Bruno Gravagnuolo

Liberale, grande sociologo, europeista scettico. Sono queste le prime tre definizioni che vengono in mente per compendiare la personalità di Lord Ralf Dahrendorf, nato nel 1929 ad Amburgo e scomparso ieri a Colonia, dopo essere stato colpito in maggio da una grave malattia, come ha annunciato l’edizione on line della Badische Zeitung e confermato la casa editrice Laterza, che ha pubblicato in Italia tanti dei suoi libri. «Lord», perché dal 1983 aveva adottato la cittadinanza britannica, e nel 1993 la Regina Elisabetta lo aveva nominato tale, con il titolo di «Baron Dahrendorf of clare Market in the city of Westminster». Del resto dal 1974 al 1984 era stato direttore della prestigiosa London School of Economics, istituzione dapprincipio fabiana e protolaburista, ma via via tendenzialmente liberale e in ogni caso ineccepibilmente pluralista. E in quel ruolo si era profondamente radicato nel mondo culturale britannico in senso lato, oltre che nell’empireo dell’accademia inglese e cosmopolita. Vediamo allora quelle tre definizioni sommarie di Lord Ralf, con tutto quello quel che c’è dentro. Liberale, certo, ma di tipo particolare. …

“Troppi silenzi da Minzolini. Il Tg1 «oscura» l’inchiesta”, di Natalia Lombardo

Neppure Clemente Mimun ci ha messo così poco tempo a creare il conflitto con l’opposizione. Augusto Minzolini, che da editorialista de La Stampa è passato alla direzione del Tg1 (come da richiesta del premier nella sua residenza romana), ad una settimana dal suo insediamento è diventato un caso con una raffica di richieste per la convocazione in commissione di Vigilanza. A Saxa Rubra aspettano il piano editoriale, ma si avvertono i primi disagi. Da due giorni, in effetti, i telespettatori del Tg1 non hanno idea di cosa contenga l’inchiesta della procura di Bari. Non si sanno spiegare come mai Silvio Berlusconi parli di «spazzatura» dalla quale non si farà «intimidire». le famiglie non hanno sentito pronunciare l’accusa di «istigazione alla prostituzione» nata dalle rivelazioni di Patrizia D’Addario, che ha raccontato al Corriere della Sera, di essere stata pagata per partecipare a delle feste a Palazzo Grazioli. Elementi da verificare, certo, ma da mercoledì mattina, nelle edizioni del Tg ammiraglio del servizio pubblico, si collegano le parole «spazzatura» all’accusa che il Pdl in coro getta su …

Confindustria, previsioni nere sulla crisi “In due anni un milione di posti in meno”, di Roberto Mania

Cresce la disoccupazione in Italia. In due anni i senza lavoro aumenteranno di un milione. Sono le previsioni del Centro studi della Confindustria, presentate ieri, alla vigilia dei dati dell´Istat sulla forza lavoro relative al primo trimestre del 2009. Dall´istituto di statistica ci si aspetta la registrazione di un crollo, il più marcato dal 1995, con un´accentuazione del dualismo nel mercato del lavoro: da una parte chi ha un contratto standard a tempo indeterminato protetto, parzialmente, dalla cassa integrazione; dall´altra chi (perlopiù le giovani generazioni) con i contratti in scadenza, non più rinnovati, e sostanzialmente senza tutele. Insomma con la recessione che dà solo timidi, e talvolta contraddittori, segnali di rallentamento, sta diventando l´occupazione la vera emergenza. La Confindustria non ha dubbi: il tasso di disoccupazione raggiungerà quest´anno l´8,6 per cento per sfiorare il 10 per cento (il 9,3) nel 2010, «livello che non veniva più toccato dal 2000». Con una prospettiva assai cupa se l´economia non riprenderà a crescere davvero e a ritmi anche sostenuti. Perché – secondo gli economisti di Viale dell´Astronomia – …

“Stipendi, è (quasi) parità tra uomini e donne”, di Rita Querzè

Contrordine, le donne non so­no meno pagate degli uomi­ni. Guadagnano un po’ me­no — un pizzico, uno zic, un qb — ma le discriminazioni vere sono un’altra cosa. Perché alla fine il ta­glio alle buste paga rosa si ferma al 2%. Soldi veri, è chiaro. Che potreb­bero comprare un rossetto, un pan­nolino, un cinema in più. Ma pur sempre una penalizzazione più con­tenuta rispetto al meno 7% stimato dall’Istat nel 2007, al meno 17% va­lutato da Unioncamere nel 2008, al taglio dell’8,75% annunciato dal­­l’Isfol nel 2009 o al meno 16% accer­tato, sempre quest’anno, dall’Euri­spes. Quadri rosa più penalizzati La stima del meno 2% è dell’osser­vatorio sulla Gestione della diversi­tà dell’università Bocconi in colla­borazione con Hay group. Lo studio completo sarà presentato martedì prossimo a Milano. «La novità è che non ci siamo fermati a valutare la differenza tra lo stipendio medio delle donne e degli uomini ma sia­mo andati a vedere quanto guada­gnano esattamente un uomo e una donna a parità di qualifica, mansio­ne, inquadramento, anzianità di ser­vizio », racconta Simona Cuomo, co­ordinatrice dell’Osservatorio. Ecco …

“Il premier smentisce le ipotesi di governi tecnici. Rischio logoramento che fa riaffiorare voci sulla successione”, di Massimo Franco

L’ accenno è stato fatto per scansare voci e for­se speranze di una crisi a breve del governo. Ma smentendo davanti ai vertici di Fiat e sin­dacato che Giulio Tremonti e Mario Draghi possano prendere il suo posto a palazzo Chigi, ieri Silvio Berlusconi ha ammesso che se ne parla. Ha confermato implicitamente che la sua leader­ship sta subendo un lento processo di appannamento; e che sotto traccia qualcuno forse ha ricominciato ad accarezzare il progetto della successione: Magari incoraggiato da qualcuno degli avversari del Cavaliere. È verosimile che non si tratti né del ministro dell’Economia, né del governatore di Bankitalia; semmai, di questi piani Tremonti e Draghi sono vittime. C’è di più. Proprio per il modo in cui l’offen­siva contro il premier sta avve­nendo, qualunque possibilità di un delfinato riconosciuto diven­ta più difficile. Berlusconi non l’ha mai davvero preso in consi­derazione. Ed il sospetto che qual­cuno ci stia lavorando è destina­to ad acuire diffidenze e ostilità. Il Pd gli chiede di dare spiegazioni sugli episodi nei quali secondo la magistratura sarebbe coinvolto; oppure di …

Ghizzoni: “Soldi a private? Da Gelmini ennesima trovata elettorale”

Dopo lo scippo alle scuole pubbliche nuovo ‘colpo’ di Tremonti e Gelmini, i Bonnie e Clyde all’italiana “Sta a vedere che dopo aver scippato con la mano destra il portafoglio alle scuole statali con tagli draconiani a risorse e personale, adesso la Gelmini vuol farci credere che dando qualche spicciolo con la mano sinistra alle paritarie tramite i bonus si riqualifica la scuola italiana” – così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera Manuela Ghizzoni, commenta le dichiarazioni del ministro all’istruzione – “Un conto sono le paritarie e un conto i diplomifici. Il bonus famigliare non distingue tra questi due modelli di scuola, ma distribuisce a pioggia le poche banconote avanzate dalla rapina che ‘Bonnie-Gelmini’ e ‘Clyde-Tremonti’ hanno fatto ai danni della scuola statale. Ieri la Gelmini, nel rispondere ad una interrogazione del PD, non si è assunta alcun impegno per risolvere i problemi rappresentati da quelle scuole private che in realtà sono veri e propri diplomifici e di quelle paritarie che approfittano della fragilità dei docenti precari per farli lavorare senza retribuzione …

“Utilizzatore finale”, di Concita De Gregorio

Sarà senz’altro archiviata come quella sui Voli di Stato l’inchiesta per «induzione alla prostituzione» della procura di Bari. Mavalà Ghedini, parlamentare ormai ridotto al ruolo di Tom Ponzi, dopo aver fatto incetta di foto sarde ora assicura che la ragazza che accusa il premier di averla pagata per andare a passare la sera con lui a Palazzo Grazioli – questa si chiama Patrizia, non è la stampa comunista ad averla intervistata ma il Corriere della Sera, il complotto si estende ai giornali della borghesia – la ragazza Patrizia, dunque, dice Ghedini «non è mai entrata nell’edificio». Avrà di certo da esibire le liste della portineria arrivate via fax: prove inoppugnabili. In ogni caso, aggiunge il disperato Ghedini rientrando qualche minuto nei panni dell’avvocato, «ancorchè fossero vere le indicazioni della ragazza il premier sarebbe l’utilizzatore finale dunque non perseguibile». Utilizzatore finale è sublime. Rende perfettamente l’idea: le gentili intrattenitrici sono reclutate e pagate e trasportate a domicilio in volo in elicottero in auto, con genitori o senza, con amiche o da sole in funzione del soddisfacimento …