Anno: 2009

“Disoccupati in Europa: mai così tanti da dieci anni”, di Giuseppe Vespo

Il lavoro nel giorno della Repubblica fondata sul lavoro. Principio fondamentale e precario. Non solo in Italia: ieri dall’Europa è arrivata la conferma che la disoccupazione continua a crescere in tutto il continente euromunito: ad aprile 9,2 per cento, cioè 14,579 milioni di disoccupati. Mai così dal 1999. Bruxelles ha dato l’ok alle misure prese dall’Italia per le imprese che si trovano in difficoltà finanziarie a causa della stretta creditizia. Così da consentire a governo, regioni e comuni di concedere aiuti sotto forma di tassi agevolati su prestiti contratti entro il 31 dicembre 2010. IL PEGGIO NON È PASSATO Praticamente tutti i settori sono toccati più o meno dalle congiuntura negativa. Vediamone alcuni, consigliati da un fonte istituzionale che tiene il polso della situazione e che esordisce dicendo che «per le piccole imprese il peggio non è passato, anzi». Partiamo dal made in Italy di qualità, dalla moda. Dietro le difficoltà del gruppo It Holding, che riunisce sotto di sè firme come Ferrè, Versace e Cavalli, c’è la crisi di migliaia di famiglie. A febbraio …

“I rischi della normalità”, di Luciano Gallino

Da qualche tempo si vanno moltiplicando le dichiarazioni di autorità, operatori economici ed esperti secondo le quali il peggio della crisi sarebbe passato. Se non la luce, in fondo al tunnel si scorge un fioco chiarore. Imprenditori e consumatori appaiono un po’ meno pessimisti riguardo al futuro. Il commercio mondiale pare stia risalendo. Da tutto ciò i dichiaranti deducono che si sta avvicinando la ripresa, il ritorno alla normalità della crescita per il nostro paese e per il mondo. Il rischio che i neo-ottimisti non vedono, o hanno deciso di non vedere, è che il peggior lascito della crisi sarebbe precisamente un ritorno alla normalità. La crisi esplosa nel 2008 nonè stato un incidente di percorso dell’economia mondiale. È stata piuttosto un’espressione di quello che per una trentina d’anniè stato giudicatoe lodato come il suo normale funzionamento. Era normale per il sistema bancario mettere in circolazione quasi 700 trilioni di dollari di derivati al di fuori delle borse, sì da renderli non rintracciabili dalle autorità di sorveglianza. Le quali, da parte loro, trovavano affatto normale …

2 giugno 2009. Per una Repubblica che rispetti le donne

Noi donne siamo una risorsa importante del Paese, dall’ambito familiare e sociale a quello professionale e istituzionale. Siamo in prima linea nell’impegno quotidiano di cura e di lavoro che svolgiamo con dedizione, competenza e serietà. Eppure oggi le donne assurgono agli onori delle prime pagine dei media se sono compiacenti verso i “potenti” e asservite ad un modello mercificato e lesivo dell’identità femminile. Se il presupposto è questo, per le donne italiane si prefigura un futuro difficile. Non solo per la crisi economica di cui pagano, più degli uomini, lo scotto nel mercato del lavoro, ma soprattutto per la strisciante corruzione che aleggia, che gioca sull’apparenza come primo requisito dell’affermarsi, falsifica la valorizzazione dei talenti e tradisce le persone. Siamo alla vigilia delle elezioni europee e guardiamo all’Europa come allo spazio dove si può agire per cambiare questa mortificante situazione. Per portare avanti uno sviluppo personale e sociale basato sulle pari opportunità e sul merito. Ma come arrivare a questo obiettivo se i contenuti, le candidate e i candidati per il Parlamento Europeo sono oscurati …

L’inchiesta de L’Unità: “Quale democrazia?”

“Libertà vigilata. Sotto i tacchi di Berlusconi”, di Vittorio Emiliani Camere espropriate, Enti commissariati, Grandi Opere decretazione d’urgenza e stati d’emergenza: il premier liquida le istituzioni attraverso un contro-potere demagogico e «militare». Ma combina molto meno di un efficiente governo democratico. Silvio Berlusconi non ha nemmeno bisogno di riformare in senso presidenzialista e decisionista le norme e le regole esistenti. La maggioranza vasta e, per ora, supina di cui dispone gli consente sin da ora una strategia di rapida devitalizzazione della democrazia. Il Parlamento è, nei fatti, annichilito e come commissariato attraverso l’uso a getto continuo dei decreti-legge (accoppiati ai voti di fiducia). L’articolo 77 della Costituzione li consente soltanto per i «casi straordinari di necessità e d’urgenza». Se ne sono presentati in questa legislatura? Sì, quelli proposti dalla crisi economica planetaria e però su di essi Berlusconi ha preferito stare a guardare sperando di salvarsi così. Ha usato la decretazione d’urgenza per misure ordinarie espropriando le Camere. All’attuale premier poco importa di ciò che preesisteva al suo dominio. Quindi ci cammina sopra. Non ha …

“Esuberi a profusione e i dirigenti usano l’arma delle 18 ore”, di Carlo Forte

Per fare i tagli della Finanziaria molte scuole superiori impongono le cattedre extra large Cattedre oltre le 18 ore ed esuberi a profusione. È quello che sta succedendo in questi giorni in molte scuole secondarie di II grado. Il problema è scaturito dal riempimento delle cattedre a 18 ore imposto dal piano programmatico del ministero dell’istruzione (siveda IO di martedì scorso). Che, per dare attuazione ai tagli previsti dalla Finanziaria, ha eliminato la clausola di salvaguardia della soprannumerarietà: una norma precedentemente in vigore, che vietava il riempimento delle cattedre se da tale operazione fosse scaturita l’insorgenza di situazioni di soprannumerarietà. E a complicare il tutto ci si è messo anche il ministero dell’istruzione , che ha autorizzato gli uffici ad andare oltre le 18 ore nella costituzione delle cattedre (6649 e 7349 dell’11 del 21 maggio scorsi), anche se solo per evitare esuberi. E dunque non sono rari i casi in cui i diretti interessati si sono trovati nella condizione di accettare la prospettiva dello straordinario obbligatorio per evitare il rischio di andare in soprannumero. …

Pensaci bene! Non è il momento dell’astensione

“Chiedo agli italiani di darci una mano. Non è il momento dell’astensione, è il momento di darci una mano”. Pensaci bene è lo slogan del Pd in queste elezioni europee e amministrative, lo fa capire Dario Franceschini a “Conferenza stampa”, trasmissione elettorale in onda su Rai 3 in prima serata e poi a Skytg24: “E’ il momento di pensarci bene e di dare forza al Pd, per quello che Berlusconi vuole fare dopo le elezioni. Sto facendo una battaglia difficile: vorrei che tutti accettassero di dare una mano, mettessero da parte la delusione e sostenessero la battaglia che stiamo facendo”. Il segretario del Partito Democratico ha risposto alle domande dei giornalisti presenti in studio, affrontando tutti i temi politici in primo piano, e la più recente attualità a partire dalla situazione siciliana, dove va in scena il crollo del PdL: “Vorrei che Berlusconi guardasse cosa gli sta succedendo in Sicilia. Gli è esplosa la coalizione in mano, si scannano fra di loro, si insultano, perché Berlusconi dopo un anno ha dimostrato di aver tradito tutte …