Anno: 2010

"La Gruber «Tv italiana maschilista»", di Renato Franco

L’intervista La conduttrice di «Otto e mezzo» su La7. «Sì alle quote rosa, mi sono ricreduta Sono contro l’infantilizzazione dell’informazione» MILANO – «A furia di semplificare abbiamo avallato un approccio semplicistico alla realtà, ma non è tutto bianco o nero. Se i cittadini sono meno consapevoli sono più docili, e c’è automaticamente meno democrazia. Prevale l’attitudine a non mostrare la complessità del mondo che ci circonda, io ci provo». Contro «l’infantilizzazione dell’informazione» – la definisce così – Lilli Gruber ci prova ogni sera (da lunedì a venerdì, alle 20.30) su La7 dallo studio di «Otto e mezzo» dove tra politica e attualità affronta l’argomento del giorno. In cosa «Otto e mezzo» si differenzia dagli altri programmi di approfondimento? «È il primo dopo i tg: è la nostra forza perché veniamo prima degli altri, ma abbiamo lo svantaggio di avere la concorrenza più forte: Striscia, il quiz di Frizzi, il Tg2… Tutti i programmi di approfondimento durano quasi due ore, noi 35 minuti: un tempo ragionevole, né lungo né corto, per analizzare il fatto del giorno …

«Solo la ricerca ci regala il futuro», di Aldo Schiavone

C´è una logica implacabile all´opera, nella decisione del ministro Tremonti di negare i fondi per le carriere dei ricercatori universitari, e con questo di mettere in crisi l´intera riforma Gelmini. Ed è la medesima logica che affiora nella battuta da lui appena pronunciata – e mai, credo, smentita: «La cultura non si mangia». Sia chiaro. Il ministro non dice una parola sulla sostanza dei provvedimenti: l´inquadramento dei ricercatori, o l´impianto del disegno Gelmini – sui quali, pure, si potrebbe discutere moltissimo. A lui, questo merito non interessa. Non vuole migliorare, cambiare, modificare. E nemmeno “punire” (i professori o i ricercatori). No. Semplicemente, dell´università italiana non gliene importa niente, come uomo di governo: è l´ultimo dei suoi pensieri. Può anche andare in malora. Bisogna avere il coraggio di dirla, questa drammatica verità, prima di sbattervi contro. Colui il quale esercita di fatto le funzioni di presidente del Consiglio – tranne che per quanto attiene alle questioni di giustizia – ha in mente un´idea del Paese e del suo futuro, che spiega benissimo le sue scelte e …

«ANNO ZERO NO STOP, MASI STOP!» di Giuseppe Giulietti

Domani 16 ottobre in piazza anche contro il bavaglio a Santoro! Chi ha letto MicroMega, e pochissimi altri giornali ne hanno parlato, sa che il giorno 16 ottobre a Roma si svolgerà una grande giornata per la democrazia e la Costituzione indetta dalla Fiom e sostenuta dalla Cgil. Al centro della iniziativa, ovviamente, ci sono le questioni legate alla contrattazione, alla democrazia sindacale, alla lotta alla precarietà, al diritto delle organizzazioni più rappresentative a non vedersi escluse dal tavolo della trattativa. Non ci sembra poca cosa in un paese stravolto dai conflitti di interesse, dalle liste zeppe di candidati indegni, per parafrasare il presidente della commissione anti mafia Beppe Pisanu, dagli insulti ai giudici e ai pochi cronisti che ancora tentano di opporsi ai bavagli, alla fabbrica dei veleni, ai pestaggi mediatici orditi e ordinati dal nostro don Rodrigo di Arcore. Per quanto ci riguarda sarà anche una grande giornata per la libertà di informazione, per impedire che dell’articolo 21 della Costituzione resti solo la cenere, dopo i roghi. Lo spettacolo di queste settimana ci …

"«Per la riforma una corsia preferenziale». Il Pd teme la trappola «Pronti per votare»", di Simone Collini

Bersani sospetta che dietro il niet di Schifani a Fini ci sia la volontà di far finire su un binario morto la riforma elettorale. Il leader del Pd lavora alla strategia delle alleanze in vista di un possibile voto in primavera. Finocchiaro: «Maggioranza e governo non stanno più in piedi». D’Alema: «Normale che Bersani dialoghi con Vendola e Udc» «Speriamo che non sia un modo per non cambiare la legge elettorale». Pier Luigi Bersani, racconta chi ci ha parlato dopo l’arrivo della risposta di Renato Schifani a Gianfranco Fini, concede il beneficio del dubbio al presidente del Senato. Il leader del Pd non si spinge a dire esplicitamente, come fa il capogruppo dell’Idv Felice Belisario, che «la maggioranza punta solo a insabbiare una vera riforma». Ma tra i Democratici è più di un semplice sospetto che dietro la volontà di mantenere la discussione nel ramo del Parlamento in cui Pdl e Lega sono autosufficienti ci sia il tentativo di far finire la discussione su un binario morto senza neanche farla arrivare alla la Camera, dove …

"Intervista a Manuela Ghizzoni: «Senza fondi Gelmini dovrebbe dimettersi»", di Jolanda Bufalini

La parlamentare Manuela Ghizzoni, battagliera capogruppo Pd in commissione Cultura, assieme al segretario Pier Luigi Bersani ieri ha incontrato una delegazione di ricercatori e studenti. Riforma senza copertura finanziaria. Il re è nudo? «Non vorrei che qualcuno avesse la memoria corta: risale a due settimane fa il siparietto di Mariastella Gelmini con Giulio Tremonti che assicuravano che le risorse ci sono. Ora il governo ha smentito il suo ministro e io spero che il ministro sia conseguente». Cosa significa conseguente? «Gelmini ha messo la faccia su questa riforma. Io mi dimetterei». Cosa significa la mancanza di soldi? «Sono senza copertura due emendamenti del governo, quello che prevede 9000 assunzioni straordinarie in sei anni (misura per noi largamente insufficiente) e quello che prevede la restituzione degli scatti stipendiali per le fasce più basse di reddito. Erano gli emendamenti grimaldello per il via libera alla riforma». Ma mancano anche i soldi per il funzionamento ordinario degli atenei? «C’è una voragine nelle casse dello Stato per l’università: un miliardo e 350 milioni sottratti dal governo. Ma così le …

«Milano 2015, odissea nell´Expo viaggio nel grande sacco dei privati», di Alessia Gallione e Andrea Montanari

Dopo il 2015 su quelle aree una speculazione immobiliare da 400 milioni di euro. Fondazione Fiera e Cabassi cedono in comodato d´uso i terreni su cui si terrà l´evento MILANO – La foto di gruppo è quella del 31 marzo del 2008 e Letizia Moratti la conserva ancora nel suo ufficio a Palazzo Marino. Tutti sorridenti, in quell´istantanea che immortala la vittoria di “squadra” bipartisan di Milano sulla rivale Smirne: il sindaco, Roberto Formigoni, l´allora presidente della Provincia del Pd Filippo Penati, il premier Romano Prodi. Un´era geologica fa. Perché da allora sono passati 927 giorni. Il “grande evento” del 2015 aspetta ancora di partire e dopo mesi di scontri e impasse, soltanto ieri è stato sciolto quello che avrebbe dovuto essere il primo dei nodi: la disponibilità dei terreni (privati) su cui sorgeranno i padiglioni di Expo. Un accordo in extremis raggiunto a cinque giorni dall´esame – martedì 19 – di fronte al Bureau International di Parigi, che aveva dettato un ultimatum in vista della registrazione ufficiale. Ma a cui tutti, a cominciare dai …

«Università, non c’è più il ricatto», di Walter Tocci

È sospeso l’esame del disegno di legge per l’università. Riprenderà solo dopo la sessione di bilancio e comunque non prima di dicembre, per poi andare al senato in terza lettura. Ieri non c’è stato neppure l’inizio del dibattito. La conferenza dei capigruppo ha confermato il programma già stabilito su richiesta del Pd. La scomposta iniziativa della Gelmini ha messo inutilmente in tensione il mondo universitario facendo perdere tanto tempo in discussioni inutili sul calendario. Che questo fosse l’unico metodo da seguire era già stabilito dal buon senso e dal rispetto dell’articolo 81 della Costituzione, ma ora la dimostrazione più eloquente è venuta proprio dalla brutta figura del ministro sull’emendamento per i concorsi da associato, al quale il ministero dell’economia ha dato parere negativo in commissione bilancio. Il contrasto fra Tremonti e Gelmini conferma che avevamo ragione noi, che perfino il governo non riesce a lavorare se prima di approvare le norme non si definisce il quadro finanziario. Ora l’università è libera dal ricatto del governo che aveva imposto l’approvazione della legge come condizione di una …