Anno: 2010

"È solo uno spot elettorale il federalismo per decreto", di Mariantonietta Colimberti

Boccia: è il volantino con cui il Carroccio chiederà i voti. Casini il più duro. Uno spot elettorale pagato alla Lega, «che da partito della demagogia diventa il partito delle tasse», una «cornice senza quadro», un «provvedimento pericoloso». L’accusa di Pierferdinando Casini, lanciata nel corso di una conferenza stampa, è tempestiva e senza appello, a meno di due ore dal consiglio dei ministrilampo che in mezz’ora ha varato il decreto legislativo della delega sul federalismo fiscale. E l’ha fatto 48 ore dopo che – come ha sottolineato il presidente della conferenza delle regioni Vasco Errani – con i ministri competenti era stato definito «un metodo di lavoro che non prevedeva la riunificazione dei decreti sul federalismo fiscale e sui costi standard per la sanità». Un’accelerazione sospetta, dunque. Decisa in fretta, esautorando regioni e commissione parlamentare ad hoc. E infatti Francesco Boccia, coordinatore delle commissioni economiche del gruppo del Pd alla camera, denuncia: «La forzatura fatta dal governo spiega chi ha davvero paura del voto in questo paese». E spiega: «Le regioni che non saranno in …

"Il duello non è finito ma solo sospeso", di Marcello Sorgi

Inaugurata due giorni fa con la conferenza stampa in cui il premier ha escluso ancora una volta le elezioni anticipate, la tregua Berlusconi – Fini ha ricevuto ieri una conferma da parte del Presidente della Camera. Nell’intervista al programma di Santoro “Annozero”, infatti, Fini ha spiegato di non credere all’ipotesi di scioglimento anticipato delle Camere, di essere disposto a collaborare all’approvazione del Lodo Alfano costituzionale e di immaginare d’ora in poi un rapporto di consultazione del Pdl con Futuro e libertà, dal momento che la maggioranza di centrodestra poggia adesso su tre gambe, e non più su due. Di più l’ex-cofondatore non voleva e forse non poteva dire, la tregua essendo per ora appesa a uno stallo inevitabile e a un chiarimento neppure cominciato sulla possibilità che il governo arrivi a fine legislatura e sul percorso che dovrebbe assegnarsi. L’approvazione ieri in consiglio dei ministri di un’altra parte importante dell’attuazione del federalismo gratifica ovviamente la Lega, ma in nessun modo affronta le richieste venute da Fli in materia di rafforzamento dell’unità nazionale, che restano dunque …

"In piazza per difendere scuola e atenei pubblici", di Jolanda Buffalini

Macerie è quel che resta della scuola pubblica dopo i tagli che hanno riportato il numero degli studenti per aula a cifre da dopoguerra, abolito laboratori anche nei professionali e la possibilità di studiare due lingue, cancellato l’informatica e ridotto le ore di italiano. Caschetti gialli in testa, dunque, gli studenti delle superiori saranno oggi in 80 cortei annunciati dall’Uds, nelle strade e nelle piazze di 60 città italiane. Ma non saranno soli. Ci saranno anche gli universitari, perché il disegno di legge del ministro Gelmini, in discussione alla Camera, mina – anziché riformare – le fondamenta dell’università pubblica. l’Unione degli universitaria lanciato sul sito costruttori di sapere (costruttoridisapere. it) una foto-petizione: 1600 fotografie con caschetto giallo in testa. Anche Roberto Saviano – raccontano gli studenti dell’Udu di Pavia – ha solidarizzato, accettando una maglietta con la scritta «costruttori di sapere», dopo una conferenza sulla lotta alle mafie. Insieme a ragazze e ragazzi che hanno coniato lo slogan «chi apre una scuola chiude una prigione», ci saranno i sindacati e la rete dei ricercatori e …

"Democrazia malata", di Luigi La Spina

Il caso «Marcegaglia-il Giornale» segna un’altra tappa sulla via di un inquietante imbarbarimento della vita pubblica italiana. Da una parte, c’è un’inchiesta, condotta col solito metodo delle intercettazioni a strascico, che porta a un controllo delle conversazioni dell’intera direzione di un quotidiano, a perquisizioni in ufficio, in casa e, perfino, intime, di giornalisti a cui dovrebbe essere garantita la riservatezza delle fonti e la libertà di inchiesta. Dall’altra, la stessa libertà professionale a cui giustamente si appellano i vertici del «Giornale» dovrebbe essere tutelata nei confronti della presidente della Confindustria, la quale confessa di essersi sentita minacciata dagli avvertimenti ricevuti. In mezzo, una pubblica opinione sconcertata per il sospetto che il ricatto, il dossieraggio mirato ipotechi pesantemente le sorti della nostra politica e la condotta, sia dei nostri leader di partito, sia dei rappresentanti delle principali forze sociali del Paese. Le perplessità sulla robustezza dell’impianto accusatorio e sul modo con il quale si è giunti a giustificare una perquisizione così spettacolare nascono, purtroppo, per due ordini di considerazioni. Il primo riguarda la sorte di molte …

"L’Aquila libera dalle macerie. Basta aspettare fino al 2079", di Jolanda Buffalini

Sessantanove anni, un’esistenza intera dalla culla alla vecchiaia, almeno fino a quando non si avvererà la promessa del premier Berlusconi di prolungare la vita a 120 anni. 69 anni è il tempo, secondo Legambiente, necessario per eliminare i cumuli di macerie che paralizzano L’Aquila e gli altri paesi del cratere, ai ritmi attuali di smaltimento. «Macerie anno zero» a 18 mesi dal sisma del 6 aprile 2009, sostengonoVittorio Cogliati Dezza e Angelo Di Matteo. «Errori e omossioni», per gli esponenti ambientalisti, hanno prodotto l’esasperante lentezza che «toglie ai cittadini la speranza di rientrare a casa». «Indecisioni e incertezze», secondo Legambiente, insieme a errori di calcolo, sono all’origine di questa tragedia. «La stima dei calcinacci è – secondo la Regione – di 2 milioni e 650mila metri cubi, di cui uno e mezzo solo a L’Aquila ma i conti non tornano». A Villa Sant’Angelo, per esempio, la stima ufficiale è di 28mila metri cubi, mentre secondo gli abitanti è di 40mila. C’è il problema dello stoccaggio con l’unico sito, la discarica ex Teges, ormai quasi colmo. …

Università, Pd: Gelmini fa marcia in dietro su ‘Lodo salva rettori’

Ghizzoni: era moneta di scambio per avere ok a riforma . “A conferma che le nostre obiezioni non erano peregrine oggi è arrivata puntuale la riformulazione del Governo all’emendamento che portava a 78 l’età pensionabile dei rettori attualmente in carica. Si trattava di una norma gerontocratica, paradossalmente non sgradita ad un ministro che invoca continuamente il ringiovanimento accademico e il merito. E’ stata quindi abolita una norma che molti hanno letto come una moneta di scambio da offrire ad alcuni rettori”. Così la capogruppo del Pd nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni commenta la nuova formulazione dell’emendamento ‘salva rettori, approvata oggi alla Camera.

Università, Pd: esame ddl slitti a dopo sessione di bilancio

Ghizzoni: prima affrontare questione risorse poi riforma. “L’atteggiamento di totale chiusura alle proposte delle opposizioni, in particolare a quelle del Pd, è la conferma che il governo non ha alcuna intenzione di arrivare ad una riforma condivisa del sistema universitario”. Lo sostiene la capogruppo democratica nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni che sottolinea come: “nel corso dell’esame sono state bocciate tutti le nostre proposte prioritarie: dalla restituzione del maltolto agli atenei (1,5 miliardi solo per il 2011) alla autonomia responsabile, basata sulla valutazione dei risultati; dall’istituzione di borse di studio nazionali che tengano conto simultaneamente di reddito e merito degli studenti; all’arricchimento delle opportunità del diritto allo studio; dal contrasto al precariato della conoscenza con l’istituzione del contratto unico formativo di ricerca alla proposta per arrivare in cattedra in 6 anni fino al piano straordinario per portare in 6 anni almeno 15.000 ricercatori (strutturati e precari) nel ruolo di professore. Insomma sono state respinte tutte le proposte che avrebbero potuto raddrizzare un provvedimento storto e iniquo. L’unica novità, peraltro insufficiente a risolvere i problemi …