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Università, Pd: esame ddl slitti a dopo sessione di bilancio

Ghizzoni: prima affrontare questione risorse poi riforma. “L’atteggiamento di totale chiusura alle proposte delle opposizioni, in particolare a quelle del Pd, è la conferma che il governo non ha alcuna intenzione di arrivare ad una riforma condivisa del sistema universitario”. Lo sostiene la capogruppo democratica nella commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni che sottolinea come: “nel corso dell’esame sono state bocciate tutti le nostre proposte prioritarie: dalla restituzione del maltolto agli atenei (1,5 miliardi solo per il 2011) alla autonomia responsabile, basata sulla valutazione dei risultati; dall’istituzione di borse di studio nazionali che tengano conto simultaneamente di reddito e merito degli studenti; all’arricchimento delle opportunità del diritto allo studio; dal contrasto al precariato della conoscenza con l’istituzione del contratto unico formativo di ricerca alla proposta per arrivare in cattedra in 6 anni fino al piano straordinario per portare in 6 anni almeno 15.000 ricercatori (strutturati e precari) nel ruolo di professore. Insomma sono state respinte tutte le proposte che avrebbero potuto raddrizzare un provvedimento storto e iniquo. L’unica novità, peraltro insufficiente a risolvere i problemi dei ricercatori ha, per il momento, ricevuto il ‘disco rosso’ dalla commissione bilancio perché priva di copertura finanziaria. Insomma, tutto l’esame in commissione ha dimostrato che per poter parlare seriamente di università è necessario giocare a carte scoperte e quindi sciogliere la questione delle risorse. Per questo ribadiamo che l’esame del ddl deve slittare dopo la sessione di bilancio”.

5 Commenti

  1. Come ho già scritto a commento di un altro articolo apparso su questo sito, sono anch’io profondamente contrario all’emendamento dell’On. Pepe: non siamo rimasti qui “al pascolo” per 10-15 anni! Abbiamo fatto ricerca, abbiamo pubblicato e brevettato, siamo stati all’estero e siamo tornati: se non siamo ancora ricercatori è semplicemente perchè non ci sono stati concorsi negli ultimi anni!
    Aggiungo che la maggioranza di noi (se non tutti!) sono stati più volte invitati a trasferirsi nelle università estere dove hanno passato un periodo di lavoro e ricerca: queste università (ben più prestigiose delle nostre!) ci cercano, e qui invece veniamo considerati spazzatura….
    Sono completamente d’accordo con Carlotta, si tratterebbe di pura macelleria generazionale e di una grossa perdita di competenze per le nostre università: chi fa una proposta del genere sembra non conoscere minimamente questo mondo!

    Per ultimo: chi fosse interessato può comunque contattare direttamente via mail l’On. Pepe sul sito http://ricercatoriprecari.blogspot.com/ ed esprimere la propria idea. Io l’ho fatto.
    Grazie per l’attenzione

    Luca

  2. Manuela Ghizzoni dice

    La proposta di Pepe è da rigettare: ci comporteremo di conseguenza.

  3. Carlotta De Filippo dice

    Salve sono Carlotta De Filippo, ricercatrice a tempo determinato presso l’Università di Firenze con alle spalle 16 anni di precariato. Le scrivo anche a nome di molti ricercatori precari preoccupati in seguito alla notizia in riferimento all’emendamento proposto dall’On Mario PEPE del PdL che ritiene di dover portare un proprio contributo al miglioramento del DDL Gelmini introducendo uno sbarramento dell’ ’età per il reclutamento dei ricercatori a tempo determinato a 35 anni! Tutto questo ignorando il destino di migliaia di precari che per gran parte delle propria esistenza hanno profuso un impegno costante verso l’’Istituzione Universitaria in termini di didattica e ricerca di qualità.
    Molti vedranno preclusa ogni possibilità di ingresso come ricercatori non
    tanto per le celebrate parametrizzazioni meritocratiche ma semplicemente per questioni demografiche. Come iscritta al PD le scrivo per appellarmi a lei e a tutta l’opposizione per impedire di sacrificare sulla pubblica piazza tanti di noi che credono ancora nella cultura e nella conoscenza. Vi prego fate qualcosa!

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