Anno: 2010

"L'amore romantico e quello libertino", di Eugenio Scalfari

Finalmente un felice giorno di tregua politica. Il governo ha incassato un voto di fiducia sui cinque titoli del suo programma; i finiani sono determinanti alla Camera; Berlusconi continua a lanciare insulti alla magistratura, a collezionare barzellette sconce da ogni punto di vista e a magnificare il suo ruolo di demiurgo della politica mondiale; l´opposizione è unita e aggressiva. Insomma, soddisfazione per tutti e avanti finché durerà. Durerà poco, penso io, ma forse mi sbaglio. Il solo legittimamente preoccupato è Belpietro, direttore di Libero, che ancora non conosce la verità sulla causa delle sue preoccupazioni. Gli invio la mia convinta e doverosa solidarietà. Posso dunque dedicarmi oggi al tema dell´amore, come avevo promesso ai nostri lettori. Non è un tema peregrino. In una società agitata da guerre, terrorismo, crisi economica, egoismi feroci, l´amore sembra un sentimento quasi scomparso. Le donne, che dell´amore rappresentano l´elemento cardine, sono vilipese e usate come è sempre accaduto; la loro emancipazione che sembrava ormai conquistata anche se ancora parziale e imperfetta, sta regredendo e molte di loro non si oppongono …

"Una mappa senza le strade del futuro", di Giuliano Amato

Viviamo fra incertezze e inquietudini per ciò che ci aspetta e ci consola pensare che sia colpa dei politici di oggi. Guardiamo alla politica interna e vediamo i nostri leader immersi nei conflitti del loro presente e per questo lontani dai problemi del nostro futuro. Guardiamo alla politica europea e la vediamo dominata da mille localismi di cui i leader sono prigionieri e non riescono per questo a costruire il futuro comune di cui sentiamo il bisogno. Erano meglio i leader di una volta – diciamo a noi stessi – loro sì che si impegnavano sui veri problemi. Non sarò io a negarlo, è verissimo che in passato abbiamo avuto leader politici di alta statura che si sono cimentati con le questioni cruciali del tempo. Ma lo scarto che oggi constatiamo fra domande e risposte, fra bisogni e soluzioni non è solo questione di qualità personali e di attenzione maggiore o minore dedicata alle cose che contano. C’è anche il fatto che le cose che contano sono diventate dannatamente più difficili specie per chi governa …

"Le donne a caccia del lavoro", di Chiara Saraceno

In controtendenza con il resto dei paesi sviluppati ed anche con quanto era avvenuto in Italia negli ultimi dieci anni, la percentuale di donne italiane che non ha, nè cerca, lavoro ha ripreso ad aumentare e riguarda oggi quasi la metà di tutte le donne in età da lavoro – una percentuale da anni sessanta. Dimentichiamo pure gli obiettivi di Lisbona, che prevedevano un tasso di occupazione (non solo di attività) femminile pari ad almeno il 60%. Ma il fatto che la metà delle donne italiane risulta «inattiva» dovrebbe costituire un problema politico rilevante ed essere al centro dei dibattiti sullo stato non solo della nostra economia, ma della nostra società. Dovrebbe essere tra le priorità da affrontare sia da parte del governo che dell´opposizione, oltre che dei sindacati. Perché significa che la metà delle donne in età da lavoro non ha nessuna speranza di ottenere una autonomia economica ed invece deve dipendere dall´avere un marito e sperare che il matrimonio duri, senza poterne uscire se si rivelasse insopportabile. Significa che gran parte delle famiglie …

Giudici e Rosy Bindi nel mirino di un delirante Berlusconi bestemmiatore. Con tanto di prova tv

I vescovi: bestemmia insopportabile. Bindi: “E’ un uomo indegno che offende i cattolici”. Bersani: “Incredibile che possa governare” Proteste dall’ANM alle Comunità Ebraiche. Ma il TG1 censura tutto. I video di internet stanno diventando un appuntamento che rovina i week end di Silvio Berlusconi. Dopo il video-messaggio di Gianfranco Fini spopolano sulla rete i video in cui il prmier attacca i giudici e racconta una pessima barzelletta su Rosy Bindi con tanto di bestemmia finale. Video censurati dal tg1 ma che scatenano una vera bufera nel mondo politico come racconta repubblica.it . C’è un video registrato il 29 settembre scorso fuori palazzo Grazioli. Un filmato che mostra il Cavaliere che improvvisa davanti a un gruppetto di fan un mini-comizio e attacca pesantemente magistratura e giornali e racconta una barzelletta sugli ebrei a poche ore dalla fiducia. Sempre oggi è apparso un altro filmato sul sito dell’Espresso, girato a L’Aquila prima del G8, nel quale il premier racconta una barzelletta, contro Rosy Bindi, che si conclude con una bestemmia. Sono durissimi i giudizi sulle parole con …

"La scuola della Costituzione? Non c'è più: l'hanno rubata….", di Mario Lodi

Cremona. La Casa delle Arti e del Gioco galleggia in una nuvoletta di nebbia tra le cascine di Drizzona, fuori Cremona. Quasi nel centro geometrico della Pianura Padana. E nell’aria umida galleggia, con passo leggero e i suoi 88 anni, anche Mario Lodi, il Maestro, il maestro di scuola se mai ce ne furono. Alto e sottile e con lo sguardo quieto che ha accarezzato migliaia di bambini. Ancora oggi vengono qui decine di insegnanti, un po’ come si va in pellegrinaggio in un luogo sacro e accompagnano i loro ragazzi a conoscere il Maestro che, con i suoi libri (Il paese sbagliato, Cipì) ha disegnato la fisionomia della scuola elementare italiana: un modello invidiato da tutta Europa. Una scuola gentile, inclusiva, comprensiva, attenta e generosa. Una scuola come, forse, la immaginavano i “padri costituenti” quando scrissero la Carta fondamentale del nostro Stato. Lodi ricorda che nel 1948, appena promulgata la Costituzione italiana, la carta fu subito esposta per anni nelle sale consiliari dei Comuni “tanto era bella. Dovrebbero esporla sempre anche in tutte le …

"Quote per portare le donne in quota", di Monica D'Ascenzio

«La legge non ha lo scopo di riportare l’equilibrio fra i sessi, nasce dal fatto che la diversità è un valore e crea ricchezza. Nella mia esperienza ho visto come sono scelti i membri dei board: vengono dallo stesso ristretto circolo di persone. Vanno a caccia e pesca insieme, sono amici». Parole del ministro dell’Industria norvegese, Ansgar Gabrielsen, promotore della legge sulle quote di genere (40%) in vigore dal 2006. Uomo e conservatore, due dettagli non trascurabili per la piega che prese il dibattito nel paese e l’accoglienza della legge. Ci sarà stato chi avrà posto dei dubbi sulle donne che sarebbero entrate nei cda. È successo in Spagna, dopo la legge del 2007, che prevede una quota di genere al 40% in otto anni: in tanti puntarono il dito sulle “figlie di” come Sabina Fluxá, Ana Patricia Botín o le sorelle Koplovitz nei cda di società partecipate dalle loro famiglie. Non altrettanto scandalo fecero le nomine dello stesso Botín padre che sostituì il nonno o di José Manuel Entrecanales, famosi “figli di”. L’impressione è …

"La depressione non sconfigge la violenza", di Stefano Menichini

Si arriva a un certo punto, quando ognuno deve rispondere di quello che fa, di quello che dice, e deve assumere la propria parte di responsabilità per la situazione della comunità nella quale vive. Il film che cominciamo a veder scorrere in Italia lo abbiamo già visto, anzi vissuto. È un film che pretende di avere lo stesso soggetto che aveva negli anni Settanta: un paese ansioso, indignato, arrabbiato, dal cui corpaccione si staccano schegge incontrollate e incontrollabili. Capaci anche di riprendere in mano un’arma per colpire e zittire un avversario politico, un personaggio pubblico esposto sulla trincea sbagliata. Chi fa opinione e chi fa politica in Italia deve sapere – e lo sa – che questa rabbia è un fenomeno marginale, ancorché giustamente enfatizzato dai media. E che se è vero che l’Italia è ansiosa, l’ansia si traduce casomai in depressione, distacco, allentamento e non eccitazione delle passioni, come confermano tutti i sondaggi d’opinione, elettorali e non solo. Non c’è un vero clima di paura e di minaccia. Bisogna stare attenti a non incoraggiarlo. …