"L’unità di crisi del Pd marcia compatta", di Rudy Francesco Calvo
Il Partito democratico vuole mostrarsi unito di fronte alla crisi esplosa nel Pdl. Prima di tutto, mette in chiaro le priorità: le istituzioni non sono di proprietà di Berlusconi, quindi il presidente della camera non si tocca; quanto sta accadendo è «di assoluto rilievo politico e istituzionale» e quindi il premier ha il dovere di riferirne in parlamento. Insomma, «non si pensi che ad agosto si possa andare a tarallucci e vino su una faccenda di questo genere», ha detto Bersani in aula. Concetti che il segretario e i capigruppo democratici hanno ribadito anche di fronte a Napolitano, nel corso di un incontro chiesto nel pomeriggio di ieri. Il capo dello stato ha chiarito la necessità da parte sua di rimanere fuori dalle discussioni interne ai partiti, salvaguardando però al contempo «la continuità della vita istituzionale». Compresa, si presume, la presidenza della camera. I dem sono disponibili anche a ragionare sugli scenari futuri. E lo fanno in maniera compatta, evitando strappi. Bersani garantisce una gestione collegiale della crisi: ieri mattina deputati e senatori sono stati …
