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"Manovra. Colpisce nel mucchio. Pagano i soliti. Inflazione in crescita", di Amerigo Rivieccio

Pochi se lo ricordano ma mentre va in scena la separazione politica più annunciata dell’anno è ancora in corso una grave crisi economica. L’inflazione in Italia è infatti cresciuta all’1,7% su base annua, in netto rialzo rispetto al +1,3% registrato a giugno. E’ il tasso di inflazione più alto da dicembre 2008, un rialzo spinto soprattutto dai prezzi dei beni energetici con i prezzi della benzina ‘verde’ che sono saliti dello 0,8% su mese e dell’8,9% su anno ed i prezzi del gasolio che sono invece diminuiti dello 0,3% su mese mentre sono saliti del 13,2% rispetto a un anno fa.
Anche il mercato del lavoro segna il passo con il tasso di disoccupazione che, pur registrando un micro calo, è all’8,5%, dopo aver segnato 8,6% da marzo a giugno scorsi. La manovra licenziata ieri contiene, al di là degli annunci, poche misure che potranno avere un qualche effetto sull’economia nazionale e sul lavoro e sono fortissimi i dubbi sul fatto che gli effetti saranno positivi.
Pensioni i danni della “ finestra mobile
Istituita la cosiddetta finestra mobile che di fatto eleva di un anno l’età di pensionamento. Nel pubblico impiego le donne andranno in pensione a 65 anni dal 2012. Da gennaio 2015 scatterà l’adeguamento dell’eta’ pensionabile all’aumento dell’aspettativa di vita certificato dall’Istat. La seconda revisione dei requisiti ci sara’ nel 2019. Con la finestra mobile si potra’ uscire dal lavoro 12 mesi dopo la maturazione dei requisiti vigenti nel caso dei dipendenti e dopo 18 mesi nel caso dei lavoratori autonomi.

Pubblico impiego: blocco stipendi e turn over. Tfr a rate
Sono bloccati gli aumenti degli stipendi dei dipendenti pubblici dal 2011 al 2013. Non verrà effettuato alcun rinnovo contrattuale. Inserite nuove limitazioni alle assunzioni di personale, a eccezione dei corpi di polizia, dei vigili del fuoco e degli enti di ricerca. Il tfr per i dipendenti pubblici verrà rateizzato se l’importo complessivo e’ superiore ai 90mila euro; fino a 150mila euro sara’ diviso in due rate oltre i 150mila in tre rate annuali. Gli stipendi oltre i 90mila euro subiranno un taglio del 5%, quelli superiori a 150mila euro del 10%.
I magistrati subiranno tagli alle indennita’ ma non il blocco degli stipendi. Non saranno erogati gli acconti degli anni 2011, 2012 e 2013 e il conguaglio del triennio 2010-2012. Aumentano i contributi donuti per i processi al fine di finanziare l’assunzione di 250 nuovi magistrati.
Il conto più salato è per le Autonomie locali, i tagli alle Regioni saranno di 4 miliardi per l’anno 2011 e di 4,5 miliardi dal 2012. Tali riduzioni saranno ripartite secondo criteri e modalita’ stabiliti in sede di Conferenza Stato-Regioni. Preoccupante invece la decisione per cui verranno premiate le regioni virtuose, visto che non è ben chiaro come e chi deciderà della virtuosità di una regione.

Previsti tagli anche per province e comuni
Sulla manovra le Regioni hanno ribadito la propria assoluta contrarieta’ ai tagli dei trasferimenti per il biennio 2011-2012 di oltre 8 miliardi di euro. Il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, ha sottolineato nuovamente la posizione dei governatori: “La manovra e’ iniqua, pesa sui servizi che le Regioni finanziano a favore dei cittadini, delle imprese, delle famiglie”. E poi: “Non e’ con la demagogia che si risolve il fatto che i tagli della manovra sono insostenibili”
Per i medici ci aspetta un anno difficile
“Purtroppo la manovra economica e’ stata approvata senza accogliere le richieste dei sindacati medici. Ora ci aspetta un anno veramente difficile in cui fin da subito si avranno seri problemi per le attivita’ programmate e per quelle ambulatoriali’. A dirlo è Vincenzo Carpino, presidente dell’Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani emergenza area critica (Aaroi-Emac). ‘Sono stati inutili lo sciopero generale, le assemblee e i sit in che abbiamo organizzato in tutta Italia e c’e’ grande amarezza nel constatare che chi ci governa non abbia valutato a che cosa andiamo incontro. Il danno e’ gravissimo per la sanita’ pubblica a favore di quella privata e a risentirne sara’ anche l’emergenza in cui i precari rappresentavano una linfa vitale della quale non si puo’ fare a meno’.

Quote latte, un regalo a chi viola le leggi
Passa, purtroppo, anche il rinvio del pagamento delle sanzioni per gli splafonatori delle famigerate quote latte, al 31 dicembre. Bruxelles non nasconde la propria ‘delusione’ per l’approvazione dell’emendamento che sarà ora esaminato attentamente dagli uffici legali della Commissione ‘che non esitera’ a intraprendere contro l’Italia l’azione necessaria se dovesse verificare che la misura non e’ conforme alle regole europee’. E a dirlo è’ stato lo stesso commissario europeo all’agricoltura, Dacian Ciolos, il quale, sull’emendamento aveva già dichiarato che la proroga ‘sarebbe non solo in netto contrasto con il diritto Ue, ma anche con i ripetuti impegni assunti a livello politico dal governo italiano, di imporre una rigorosa ed efficiente applicazione del regime delle quote latte in Italia’.
Fonti comunitarie hanno osservato ‘Anche se la misura riguarda meno di 100 produttori di latte il voto sembra chiaramente contrario alla decisione Ue, e percio’ questo e’ inaccettabile per la Commissione’.

La Cgil: effetti depressivi su consumi,produzione, occupazione
Il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, ha dichiarato:”Servirebbero politiche che aiutino e incentivino la ripresa dell’occupazione, in particolare nelle aree di maggior sofferenza: Mezzogiorno, donne e giovani. Ma queste politiche mancano totalmente: la manovra avrà un effetto depressivo che si ripercuoterà sui consumi e quindi anche sulla produzione e sull’occupazione”.”Si parla spesso – conclude Fammoni – di proroga per gli ammortizzatori in scadenza, ma mancano atti concreti e il ritardo è gravissimo. Troppe persone sono abbandonate a se stesse e rifluiscono nell’inattività e nel sommerso”.

da Dazebao.org