«Sviluppo economico, ministero spolpato così il governo si spartisce l'eredità Scajola», di Roberto Mania
Senza il titolare si è aperta la caccia a fondi e competenze A Fitto i Fas, la Prestigiacomo punta sul nucleare e la Brambilla sulle risorse al turismo La manovra taglia dotazioni per 900 milioni. E Sacconi gestisce i casi Glaxo Fiat e Telecom Eutanasia di un ministero, spolpato dalla voracità degli altri dicasteri, dalle lotte interne, dalla lucida strategia di Giulio Tremonti, super ministro monocratico dell´Economia tutta. Il palazzone di Via Veneto, firmato da Piacentini e Vaccaro, che fu sede del ministero delle Corporazioni è lì immobile ma sembra che non serva più. Perché il ministero dello Sviluppo economico praticamente e politicamente è scomparso da oltre due mesi. Da quando Claudio Scajola ha dovuto dimettersi travolto dallo scandalo della casa con vista sul Colosseo comprata non si sa da chi, il ministero ha perso competenze, risorse, potere. È retto formalmente ad interim dal premier Silvio Berlusconi, ma in realtà è diventato un´altra incombenza del sottosegretario Gianni Letta. I dipendenti hanno chiesto aiuto a Berlusconi, i dirigenti hanno scritto al presidente Giorgio Napolitano. Lo hanno …
