"L'assessore alle schifosate", di Antonio Scurati
L’assessore alla Cultura della Provincia di Milano ha appena enunciato il principio cardine della sua linea culturale: niente «schifosate». Noi lo guardiamo perplessi, lui ribadisce: «E’ finito il tempo delle deleghe in bianco; ora interverremo sui contenuti; quindi, niente schifosate!». Dopo lo sforzo di eloquenza, si aggiusta gli occhiali sul naso, poi, soddisfatto, tace. Noi ci guardiamo interdetti: cosa intenderà il neo-assessore con l’inaudita categoria estetica delle «schifosate»? È una tarda mattinata del novembre 2009. Io e un mio amico siamo venuti a illustrare il progetto di una piccola e rinomata rassegna letteraria che organizziamo da anni in città con il sostegno dell’assessorato alla Cultura di Comune e Provincia. Abbiamo atteso a lungo che l’assessore ricevesse uomini con nodi alle cravatte grossi come palle da tennis, poi, una volta giunti al suo cospetto, dopo aver capito che l’assessore alla Cultura ignora, in particolare, l’attività culturale svolta dal suo ufficio negli anni passati e, più in generale, la vita culturale cittadina o nazionale, abbiamo udito il verbo delle «schifosate». Ora ce ne stiamo lì, silenti e …
