Anno: 2010

"Il docente paga più del manager", di Alessandra Ricciardi

Tra blocco del contratto e scatti congelati, tagli del 10%. Hanno uno stipendio che nelle migliori delle ipotesi non arriva, a fine carriera, neppure alla metà dei 90 mila euro dei dirigenti pubblici, tetto massimo oltre il quale la manovra finanziaria di quest’anno fa scattare il taglio dei 5% dello stipendio sulla quota eccedente, che sale al 10 per buste paga over 150 mila. Eppure per loro, insegnanti, ausiliari, tecnici e amministrativi, il taglio sarà ben più consistente, arrivando, secondo quanto stimano pressoché tutti i sindacati sulla base di dati del ministero dell’economia, anche al doppio, il 10%. È l’effetto della somma delle due misure che, salvo novità, scatteranno nella scuola con il decreto finanziario: blocco dei contratti per un triennio e congelamento degli scatti di anzianità. Due misure sulle quali vanno avanti i tentativi delle forze sindacali di addolcire le durezze del ministro dell’economia, Giulio Tremonti. Il ventaglio delle possibili soluzioni propone un recupero almeno parziale dei mancati aumenti contrattuali, in una fase successiva a quella del triennio lacrime e sangue, la spendibilità ai …

Intercettazioni, tutti contro tutti nella maggioranza

Botta e risposta tra Finie Schifani. Migliavacca: “E per fortuna dovevano essere il partito dell’amore”. Sulle intercettazioni Fini attacca Schifani,che replica, Fini rireplicae e Bondi e Quagliarello lo attaccano. Scene di un ordinario pomeriggio della maggioranza che coinvolgono però la seconda e la terza carica dello Stato… L’Aula del Senato affronta l’esame del ddl intercettazioni, il presidente della Camera Gianfranco Fini, attacca il provvedimento: “Ho dubbi sul testo al Senato del ddl sulle intercettazioni, è opportuno che il Parlamento rifletta ancora su questo testo»” Fini cita in particolare la norma transitoria (una modifica che rende applicabile il nuovo giro di vite anche ai procedimenti in corso)in contrasto con il principio di ragionevolezza: “Mi inquieta un po’ anche il limite di tempo. Io non so se i 75 giorni sono un numero giusto o sbagliato: ma se si capisce che il giorno successivo al 75esimo accade qualcosa non si può continuare?”». Per il presidente della Camera “nn si può perciò usare la mannaia”. “Il ruolo del presidente del Senato è un ruolo di garanzia dei diritti …

"Disubbidienza civile per garantire il rispetto della Costituzione", intervista a Nadia Urbinati di Jolanda Buffalini

Malacoscienza è la definizione che alla fine trova Nadia Urbinati, politologa “pendolare” fra Stati Uniti (dove insegna alla Columbia University) e l’Italia. È la cattiva coscienza di una maggioranza che forza il dettato costituzionale sapendo di farlo. Ed è questa la ragione che spiega, sul piano etico e politico, perché si sta producendo in Italia una situazione che dà senso alla disubbidienza civile. Malacoscienza perché quella maggioranza «sa bene che è altamente probabile che il testo sulle intercettazioni non potrà superare il vaglio della Corte Costituzionale. Però potrà sfruttare ai propri fini il lasso di tempo in cui la legge sulle intercettazioni sarà quella approvata dalla maggioranza in Parlamento, e questo produrrà un danno alle nostre libertà». Lei considera quindi opportuna la disubbidienza civile in queste circostanze? «La disubbidienza civile è l’ultima risorsa, l’estrema ratio. È un’azione certamente politica ma che è messa in atto da individui, dal singolo giornalista, dal singolo magistrato che rischia. Prima di questo, la situazione ottimale sarebbe la mobilitazione politica più ampia possibile, attraverso l’impegno individuale e collettivo dei cittadini, …

"Il lessico del Governatore", di Alberto Statera

Quando ha pronunciato le parole «macelleria sociale» si è capito che anche Mario Draghi sa unire la passione alla freddezza dell´analisi, come era avvenuto con Carli, Baffi e Ciampi. L´espressione di origine sindacale, per la quale si adontò Lamberto Dini quando da ministro del Tesoro varò la prima riforma pensionistica, a saper leggere, non è neanche la più forte nel congelatore del lessico draghiano. Ieri per ventidue volte, salvo errore, il governatore ha scandito la parola «crisi» e, come in un crescendo linguistico inedito nei consessi internazionali che abitualmente calca, «collasso», «esplosivo», «catastrofe», «insopportabile», «azzardo morale», «stress», «brutale», «relazioni corruttive», «criminalità». Crisi e azzardo morale, forse la coniugazione di un richiamo non dichiarato, nel deserto di citazioni, al faro governatoriale di Luigi Einaudi che della crisi degli anni Trenta sottolineava per l´appunto l´aspetto morale: «Come si può pretendere che la crisi sia un incanto e che col manovrare qualche commutatore cartaceo l´incanto svanisca, quando tuttodì si è testimoni della verità del contrario?». Per cui il rituale di Palazzo Koch quest´anno più che nelle Considerazioni finali …

Manovra, Pd: condanna a morte della cultura italiana, sarà opposizione dura

De Biasi e Ghizzoni (PD): stralcio lista enti? Si parla comunque di tagli. “Sarà opposizione dura in parlamento e nel paese: non consentiremo la morte della cultura italiana”. L’annunciano le deputate democratiche della Commissione Cultura della Camera Emilia De Biasi e Manuela Ghizzoni che si domandano con “quale coraggio il governo, e il Ministro Bondi, taglieranno un bilancio davvero assai magro, visto che per la cultura si spende lo 0,3% del PIL, in un paese, l’Italia, che possiede il 52% del patrimonio artistico mondiale, con eccellenze di straordinario valore nel campo dell’arte, dei beni culturali e ambientali, dello spettacolo- Lo stralcio – proseguono – dalla manovra della lista nera degli enti culturali da tagliare è sicuramente un atto importante, quasi di buon senso, se di buonsenso si può parlare di fronte allo scempio di risorse che hanno fatto grande il nostro paese. E tuttavia è una goccia nel mare, se è vero che toccherà a Bondi decidere come e dove tagliare. A chi toccherà questa volta? A istituti culturali di prestigio, alla musica, al teatro, …

Un attacco ingiustificato

Israele attacca nave con aiuti umanitari a bordo: 19 morti. Bersani: “Israele deve rispondere alla comunità internazionale di quello che è successo”. Fassino: “Il gravissimo assalto alle navi delle Ong è gravido di conseguenze negative per il processo di pace in Medio Oriente e rischia di neutralizzare ogni sforzo da parte della comunità internazionale” Israele attacca. La marina e gli elicotteri israeliani hanno assaltato la nave turca della Freedom Flotilla con a bordo volontari delle ong internazionali diretti verso la Striscia per portare aiuti umanitari ai palestinesi. Il bilancio è tragico: 19 morti. Un gesto ingiustificato e spropositato motivato da dichiarazioni molto paradossali: per il governo di Netanyahu l’attività dei pacifisti era una “provocazione premeditata. Abbiamo trovato armi a bordo e sono stati feriti i nostri soldati”. La Ue ha aperto un’inchiesta dopo la protesta diplomatica in molti Paesi. Dal canto suo Israele si è chiusa in un silenzio assordante chiedendo il rimpatrio immediato dei suoi cittadini dalla Turchia. Dal Ministero degli Esteri italiano arrivano notizie rassicuranti: “Non risultano italiani tra vittime” Per Pier Luigi …

Tagli alla scuola, “Il quadro è drammatico”

E’ quanto sostengono i parlamentari modenesi del Pd che questa mattina hanno incontrato dirigenti scolastici e amministratori della nostra provincia. Tagliati 34 docenti alle elementari, taglio del tempo prolungato anche nelle seconde e terze classi delle medie, cancellati 128 docenti e dimezzate le ore di laboratorio alle superiori, ridotte le ore nelle scuole tecniche e professionali, più che dimezzato il personale insegnante – si passa da 15 a 7 docenti – al Centro Territoriale permanente di Modena. Emerge un “quadro drammatico” dal resoconto dei parlamentari modenesi del Pd che questa mattina hanno incontrato dirigenti scolastici e amministratori della nostra provincia. I tagli decisi dal governo già con la prima finanziaria del governo Berlusconi cominciano a far sentire i loro effetti – spiegano i parlamentari – e a questi si aggiungeranno presto quelli della manovra da 24 miliardi. Complessivamente in provincia di Modena verranno a mancare 213 docenti, oltre la metà nella sola scuola superiore e delle 50 richieste di classi a tempo pieno avanzate in tutta la provincia ne verranno concesse solo 12. “La distribuzione …