Anno: 2010

Immissioni in ruolo? A quanto pare, sì: 20.000 in due anni. Di fatto dimezzate

Ieri abbiamo dato la notizia, riportando quanto affermato nel dossier della FLCGIL sulla manovra “salva-Italia”, di un blocco delle immissioni in ruolo previste per la scuola, ma in poche ore tutto è cambiato. Numerose dichiarazioni hanno smentito la notizia. Le immissioni in ruolo a quanto pare ci saranno, ma col contagocce. Ieri la CISL scuola, tramite il proprio segretario, ha dichiarato di aver ottenuto “la garanzia di 20.000 assunzioni a tempo indeterminato, sia pure suddivise in due anni, in un contesto che vede per il resto del impiego il blocco generalizzato del turn over” Una miseria, parliamoci chiaro, sarebbero 10 mila ogni anno. Tra l’altro, anche la FLCGIL aveva parlato sì di blocco, ma per quest’anno sarebbero stati garantiti 6000 posti per i docenti di sostegno. Ma queste non sono immissioni in ruolo, trattasi di carità. Soprattutto se è vero che le immissioni, come sottolineato dalla UIL, sono a costo zero. La notizia delle immissioni in ruolo è stata ribadita dallo stesso ministro, che in una intervista a Panorama ha affermato che ”Il primo obiettivo, …

«Manovra finanziaria: inghiottiti i risparmi derivanti dai tagli di organico», di R.P.

In attesa di leggere il testo ufficiale del decreto legge sulla manovra finanziaria varata dal Consiglio dei Ministri del 25 maggio, qualche previsione su cosa capiterà nella scuola si può già fare. I punti noti, per ora, sono due. Il primo riguarda il taglio del 10% della spesa corrente di tutti i Ministeri, Istruzione compreso. Come è noto, le risorse finanziarie attualmente a disposizione del Miur riguardano ormai quasi esclusivamente le spese relative alle supplenze; ridurre del 10% le spese del Miur significherà dunque tagliare del 10% (o poco meno) i trasferimenti alle scuole, con quali conseguenze è facile immaginarlo. Quindi, almeno per ora, è da escludere che il Governo riesca a restituire alle scuole anche solo in parte i soldi dovuti per spese già sostenute negli anni passati (si parla, come si sa, di un miliardo di euro). Il secondo punto riguarda il blocco degli stipendi fino al 2013. Al momento non è chiaro se questo significherà che verranno bloccati anche gli scatti biennali o gli aumenti legati all’anzianità, ma quasi certamente non verranno …

Pagano sempre gli stessi. Una manovra di sacrifici

Finalmente Silvio Berlusconi scende dal piedistallo. Presenta la manovra economica con Tremonti e per la prima volta in due anni di governo pronuncia la parola “sacrifici”. A dire il vero ostenta ottimismo mentre è “costretto” a leggere che saranno necessari sacrifici. Della serie armiamoci e partite, chiede al Paese di resistere in apnea senza ricordarsi che in questo periodo lui solo e una cricca di affaristi, sono stati gli unici ad arricchirsi mentre l’Italia scivolava. Una nuova conferenza stampa solo per difendere ciò che ormai è indifendibile: l’operato di un governo scollato dai veri problemi del Paese. Stesso ottimismo di facciata (tanto a lui nessuna crisi lo tocca) e smentite sull’aumento delle tasse. Con un abile gioco delle tre carte ribadisce che gli italiani non avranno nessun rincaro delle imposte voluto dal governo. Ma è facile scoprire il trucco: si fanno tagli inauditi sugli enti locali che, strozzati e senza risorse per erogare servizi, sono costretti ad aumentare le tasse. Tutto chiaro? Non è stato il governo ad aumentare le tasse, sono stati i Comuni, …

"La guerra di Bossi per salvare le province", di Gad Lerner

Minacciando la guerra civile in caso d´abolizione della provincia di Bergamo, quel grande statista che risponde al nome di Umberto Bossi vuole solo ricordarci cos´è per lui la politica. O vuole ricordarci, per meglio dire, cos´è per lui l´antipolitica: rappresentanza di interessi locali, ammantata d´ideologia tradizionalista. Ovviamente la provincia di Bergamo (più di un milione di abitanti) non corre pericolo di essere abolita; e resterà a presiederla un senatore leghista con doppio incarico e doppio stipendio. Il cumulo di poltrone non imbarazza affatto il partito di Bossi, anzi, rientra appieno nelle sue modalità di espansione. Pure a Brescia, Sondrio e Biella i presidenti di provincia leghisti sono parlamentari, eurodeputati o sottosegretari. Mentre gli altri nove (Cuneo, Varese, Como, Lodi, Treviso, Vicenza, Venezia, Belluno, Udine) cumulano volentieri ruoli da sindaco o presidenze di società autostradali e fieristiche. Se dunque la Lega rifiuta di liquidare le province come enti inutili, ciò si deve non certo alla mitologia del “territorio”, bensì a un disegno di consolidamento delle sue burocrazie locali: una classe dirigente amministrativa che utilizza anche la …

"I docenti ci rimettono duemila euro lordi", di Paolo Pergolizzi

Manovra finanziaria, la stangata peggiore potrebbe arrivare a carico dei 7mila dipendenti della scuola reggiana. Insegnanti e personale amministrativo, se la bozza di manovra verrà confermata, si vedrebbero bloccati per tre anni anche gli scatti di anzianità, unica forma di progressione degli stipendi nella scuola. Elvira Meglioli, della segreteria Flc-Cgil, accusa: «Letta dice che rischiamo di fare la fine della Grecia? Beh, guardi, il taglio di stipendio a carico del personale della scuola è sui livelli di quanto il governo ha fatto in quel Paese. Bloccare per tre anni gli scatti di anzianità al personale, significa far perdere 2mila euro lordi l’anno in busta paga». CALCOLANDO che un dipendente pubblico, in media, perderà 530 euro lordi l’anno da questa manovra per effetto del congelamento dei contratti, vorrebbe dire circa 2mila e 500 euro in meno l’anno, ovvero circa 200 euro al mese. Aggiunge la signora Meglioli: «Gli scatti di anzianità sono sei, nella vita di un docente. Congelarli vuol dire che tu, quei tre anni, li hai persi per sempre. Bisogna poi calcolare che tutto …

Il gelo degli imprenditori sul Cavaliere "dimezzato", di Alberto Statera

Il premier parla a una platea di «colleghi» imprenditori per la prima volta perplessi se non disincantati di fronte al suo pacato pallore oratorio. La manovra tremontiana è corretta, va bene per rallentare la spesa e arginare l´evasione «ma non basta», ha ripetuto come un mantra Emma, forse inconsapevolmente replicando il classico topos «benaltrista» del vecchio Partito comunista italiano («Ci vuole ben altro», risuonava spesso alla fine dei Comitati centrali) sullo sfondo del Politburo confindustriale nel quale per la prima volta, tra gli anziani, spiccava, l´esile figura del giovane John Elkann. Come stanco del solito copione dell´ottimismo a tutti i costi, quasi spento, il premier ha «regalato» a Emma il discorso scritto e ha tentato quel che di solito gli viene meglio: la divagazione forte e spiazzante, capace fin qui di infiammare le conformiste platee confindustriali. Arrabbiato era arrabbiato, mentre Emma parlava, si agitava sulla sedia e sbuffava: ma che vogliono, gli abbiamo dato tutto, la manovra l´abbiamo fatta con loro. Ma stavolta è come se l´adrenalina l´avesse tradito o se la sintonia con una …

"Quelle misure che colpiscono alla cieca", di Luca Ricolfi

Non c’è manovra finanziaria varata da un governo, di destra o di sinistra, che non venga accusata di iniquità. I tagli di spesa e le misure anti-evasione, ripetiamo ogni volta, non sono selettive, colpiscono alla cieca, e quindi sono fondamentalmente ingiuste e inefficaci. Sì, è vero, e questa manovra non fa eccezione. Ma vogliamo chiederci perché? A mio parere ci sono due ragioni distinte per cui le cose vanno così. La prima ragione ha a che fare con il tempo. I nostri politici sono abituati a varare le manovre finanziarie in poche settimane, avendo chiara soltanto l’entità della correzione da effettuare. Ma la stragrande maggioranza delle misure di cui da anni e anni si discute, a partire da quelle di riduzione degli sprechi, per essere efficaci richiedono un tempo di preparazione enormemente superiore a quello che i politici si danno. Da alcuni anni mi occupo di sprechi nella Pubblica amministrazione, e vi posso assicurare che per costruire un indice di «virtuosità» o di efficienza delle Regioni, dei Comuni, degli atenei, delle Asl o dei tribunali …