scuola | formazione

Immissioni in ruolo? A quanto pare, sì: 20.000 in due anni. Di fatto dimezzate

Ieri abbiamo dato la notizia, riportando quanto affermato nel dossier della FLCGIL sulla manovra “salva-Italia”, di un blocco delle immissioni in ruolo previste per la scuola, ma in poche ore tutto è cambiato. Numerose dichiarazioni hanno smentito la notizia. Le immissioni in ruolo a quanto pare ci saranno, ma col contagocce.

Ieri la CISL scuola, tramite il proprio segretario, ha dichiarato di aver ottenuto “la garanzia di 20.000 assunzioni a tempo indeterminato, sia pure suddivise in due anni, in un contesto che vede per il resto del impiego il blocco generalizzato del turn over”

Una miseria, parliamoci chiaro, sarebbero 10 mila ogni anno. Tra l’altro, anche la FLCGIL aveva parlato sì di blocco, ma per quest’anno sarebbero stati garantiti 6000 posti per i docenti di sostegno. Ma queste non sono immissioni in ruolo, trattasi di carità. Soprattutto se è vero che le immissioni, come sottolineato dalla UIL, sono a costo zero.

La notizia delle immissioni in ruolo è stata ribadita dallo stesso ministro, che in una intervista a Panorama ha affermato che ”Il primo obiettivo, con il primo miliardo e 600 milioni, gia’ recuperato dalle spese inutili della sinistra, sono 10 mila nuove assunzioni nel prossimo anno”.

Diamo diritto di replica a Rusconi, capogruppo del PD in Commissione cultura: “Quando poi parla di 10 mila assunzioni dimentica due fatti: che avrebbe potuto applicare la legge in vigore che prevedeva 90 mila assunzioni e, ancora, che il suo governo ha già tagliato 130 mila posti di lavoro. Dunque – conclude Rusconi – questi 10 mila posti sono solo quelli liberati dai pensionamenti”.

Da Orizzontescuola 28.05.10

******

Blocco degli organici dei docenti di sostegno. Con escamotage.

L’organico per l’anno scolastico 2010-2011 deve restare invariato rispetto all’anno scolastico che sta volgendo al termine. Questa la disposizione contenuta nella prima versione della manovra economica che il 25 maggio ha ricevuto il primo via libera dal Consiglio dei ministri e i cui contenuti sarebbero ora oggetto di revisione. La norma vale anche per quanto riguarda il sostegno ed è quindi la conferma che il numero di posti funzionanti non potrà aumentare neppure di una unità rispetto al 2009/2010. Questo nonostante il recente pronunciamento della Corte costituzionale che, nel febbraio scorso, aveva stabilito l’illegittimità delle disposizioni contenute nella legge finanziaria del 2008 che aveva di fatto stabilizzato l’organico dei posti di sostegno in poco meno di 90.500 unità.
Sempre nella manovra la misura che prevede di elevare dal 74 all’80% la percentuale di invalidità per la concessione della pensione.
Il potenziale conflitto con la sentenza della Corte Costituzionale potrebbe trovare composizione con la previsione, nel testo della manovra, di autorizzare posti in deroga “da attivarsi esclusivamente nelle situazioni di particolare gravità”, ma andrebbe capito se prevale il blocco degli organici o le possibili deroghe, e quali siano questi casi di particolare gravità.
Da parte, loro insorgono le associazioni di rappresentanza dei portatori di handicap. Salvatore Nocera, vicepresidente della Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap) commenta così la manovra economica varata dal Consiglio dei ministri: “Se fosse confermato, il blocco del sostegno sarebbe incostituzionale e quindi gravissimo”.
Nocera ricorda che “il ministro Gelmini aveva dichiarato alla stampa che la scuola non sarebbe stata toccata. Non si capisce cosa succede. Cercheremo di verificare qual è la situazione effettiva ma, se ci sarà, il congelamento degli insegnanti di sostegno è una palese violazione di una norma costituzionale” da parte del governo, “e questo è un fatto gravissimo”, dice Nocera. Anche perché “l’unica strada possibile” per fermare la manovra di Tremonti “è un nuovo ricorso alla Consulta”. Ma ciò significherebbe, per il vicepresidente della Fish, “far passare ancora un altro anno”.

da Tuttoscuola 28.05.10

1 Commento

  1. GIANFRANCO PALMARIGGI dice

    Spero, vivamente, che il Parlamento metta in evidenza la difficile situazione in cui versa la scuola italiana.
    I rappresentati parlamentari, di qualsiasi schieramento, devono con forza e convinzione affrontare il problema e garantire che il peronale precario, ormai stanco e stressato, possa uscire fuori dal pantano in cui si trova da numerosissimi anni.

I commenti sono chiusi.