Anno: 2010

E anche il Bersani scivola nel turpiloquio

Insegnanti «figura eroica», mentre la Gelmini «gli rompe i coglioni». Non è uno slogan di una delle tante proteste contro la politica del governo sulla scuola, ma quanto detto dal segretario del Pd Pier Luigi Bersani dal palco dell’assemblea del partito, presentando l’impegno dei democratici per l’istruzione. Una frase secca, un attacco pesante alla titolare di Viale Trastevere che ha ricevuto le dure accuse di «trivialità e bullismo» da parte di esponenti del Pdl. Ma che, secondo Giovanni Bachelet del Pd, ha avuto anche l’appoggio di numerosi «entusiastici» sms. «Io sono per fare uscire da questa assemblea – ha detto Bersani dalla Fiera di Roma – una figura eroica, i veri eroi moderni, gli insegnanti che inseguono il disagio sociale in periferia, lottano contro la dispersione, mentre la Gelmini gli rompe i coglioni». Pronta la replica della maggioranza: «Qualcuno spieghi a Bersani – ha detto il vice capogruppo del Pdl alla Camera, Italo Bocchino – che lo scontro politico non esime dall’essere educati, soprattutto quando si critica un ministro donna come la Gelmini. Il nostro …

Strage di Capaci 23 maggio 1992

Da Repubblica del 24 maggio 1992 di Attilio Bolzoni E’ morto, è morto nella sua Palermo, è morto fra le lamiere di un’auto blindata, è morto dentro il tritolo che apre la terra, è morto insieme ai compagni che per dieci anni l’avevano tenuto in vita coi mitra in mano. E’ morto con sua moglie Francesca. E’ morto, Giovanni Falcone è morto. Ucciso dalla mafia siciliana alle 17,58 del 23 maggio del 1992. La più infame delle stragi si consuma in cento metri di autostrada che portano all’inferno. Dove mille chili di tritolo sventrano l’asfalto e scagliano in aria uomini, alberi, macchine. C’è un boato enorme, sembra un tuono, sembra un vulcano che scarica la sua rabbia. In trenta, in trenta interminabili secondi il cielo rosso di una sera d’estate diventa nero, volano in alto le automobili corazzate, sprofondano in una voragine, spariscono sotto le macerie. Muore il giudice, muore Francesca, muoiono tre poliziotti della sua scorta. Ci sono anche sette feriti, ma c’è chi dice che sono più di dieci. Alcuni hanno le gambe …

"Lettera ai presidi, assedio a Limina. Ed è già battaglia Democratici-Pdl", di Marina Amaduzzi

Non si placa la bufera contro Marcello Limina. Il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, nell’occhio del ciclone per una lettera in cui chiede sostanzialmente ai presidi di non parlare contro la scuola, in particolare con i giornalisti, è di fatto contestato da sinistra e sostenuto da destra. E la vicenda avrà altri seguiti la prossima settimana: giovedì è convocato dal Coordinamento dei precari della scuola un sit in di protesta sotto il suo ufficio in via Castagnoli per chiedere che se ne vada, visto che «il ruolo poliziesco di prefetto della scuola pubblica» che sta assumendo. A chiedere le dimissioni del direttore è il comitato Scuola e Costituzione. «La scuola pubblica statale non è subordinata culturalmente né al Governo né all’amministrazione, né lo sono i suoi docenti», scrive il Comitato. «Chiedere alla scuola della Repubblica di non esercitare il suo spirito critico, cercare di impedire la partecipazione di tutte le componenti alla sua gestione significa volere la sua fine e violare i principi costituzionali», conclude, citando l’articolo 33 della nostra Carta. Il Pd, che venerdì …

"Il commissario tremonti nella tempesta europea", di Eugenio Scalfari

Dedico ancora una volta queste mie note domenicali alla crisi economica e politica che scuote l´Europa e l´America. Ma prima non posso tralasciare lo scontro che si è acceso sulla legge che vuole mettere il bavaglio all´informazione e che per l´ennesima volta sta bloccando i lavori parlamentari su un provvedimento «ad personas». Non si tratta solo di intercettazioni ma dell´intera attività della magistratura istruttoria, preclusa ai giornalisti e a chiunque voglia condurre inchieste su situazioni criminali o para-criminali, su chiunque voglia indagare sull´attività di enti pubblici a cominciare dal governo e su chiunque voglia capire quali siano le responsabilità degli uomini che a quelle istituzioni sono preposti. La legge in seconda lettura al Senato era già stata approvata dalla Camera ma la commissione senatoriale che la sta esaminando l´ha fortemente modificata in peggio. Ha radicalizzato le pene per giornalisti ed editori, ha sbarrato definitivamente gli accessi alle fonti, ha vietato l´attività di cronaca e di inchiesta con modalità tali da realizzare un vero e proprio bavaglio a quel diritto di libertà talmente fondamentale per la …

"Chi azzoppa i custodi della democrazia", di Barbara Spinelli

Contrariamente a quello che si tende a credere, non è il suffragio universale a sparire per primo, quando la democrazia si spezza. Per primi sono azzoppati i suoi guardiani, che non mutano col cambio delle maggioranze e che sono le leggi, i magistrati, le forze dell’ordine, la stampa che tiene sveglio il cittadino tra un voto e l’altro. Anche le costituzioni esistono per creare attorno alla democrazia un muro, che la protegge dalla degenerazione, dal discredito, soprattutto dal dominio assoluto del popolo elettore. Quando quest’ultimo regna senza contrappesi, infatti, le virtù della democrazia diventano vizi mortiferi. Nella sua descrizione degli Stati Uniti, Tocqueville chiama i guardiani i «particolari potenti»: sono la stampa, le associazioni, i légistes ovvero i giuristi. In loro assenza «non c’è più nulla tra il sovrano e l’individuo»: sia quando il sovrano è un re, sia quando è il popolo. Queste mura sono in via di dissoluzione in Italia, da anni. Ma nelle ultime settimane l’erosione ha preso la forma di un concitato giro di vite: un grande allarme s’è creato attorno …

"Una legge contro la Costituzione colpisce la nostra democrazia", di Liana Milella

Tutti i reati devono essere perseguiti e le intercettazioni devono essere impiegate ogni volta che è necessario. Il diritto di cercare, di diffondere e di ricevere le informazioni è fondamentale. Non si restringa questa libertà. Sfoglia il codice di procedura penale, e si ferma all´articolo 266, quello che regola le intercettazioni. Lo legge, poi ragiona a voce alta: «Ma questo articolo non va bene così com´è? Ho perfino dei dubbi sull´opportunità di stabilire una lista di reati. E comunque qui c´è già tutto. Ma cosa si dovrebbe aggiungere?». Il presidente dei costituzionalisti italiani Valerio Onida, ex presidente della Consulta, boccia la stretta sulle intercettazioni e il bavaglio alla stampa. Questa legge mette in pericolo la democrazia? «Certamente le intercettazioni sono una misura che limita la libertà e la segretezza delle comunicazioni, garantita dall´articolo 15 della Costituzione. Vi è dunque senz´altro la necessità di apprestare, in attuazione dell´articolo 15, opportune garanzie di procedura e di sostanza per impedire il ricorso abusivo a quella che è comunque una limitazione di libertà. Si può combattere l´eccesso di ascolti …

Assemblea Pd, Bersani al Pd: "Siamo l'alternativa alla destra di governo"

Le primarie per scegliere i candidati sindaci sono un solo uno « strumento» per raggiungere l’obiettivo, quello appunto di arrivare alla candidatura vincente. Lo ha sottolineato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani nelle conclusioni dell’Assemblea nazionale del Pd. Bersani ha invitato i dirigenti locali a «imparare da questa Assemblea», e a evitare nei prossimi congressi cittadini e di circolo «battibecchi incomprensibili ai cittadini»; «se ci dobbiamo dividere – ha aggiunto – facciamolo sui problemi della città». Il segretario ha quindi parlato delle amministrative della prossima primavere: «Non dico di prepararci- ha affermato – dico di non compromettere quegli appuntamenti. Ragioniamo, vediamo città per città le scelte politiche e diamoci gli strumenti per arrivare dove vogliamo arrivare». «Non voglio entrare nel dibattito ideologico – ha aggiunto – sulle primarie. Touadi ha detto che le primarie sono l’essenza del Pd. Per me l’essenza del Pd è dire che questo Italia non mi piace molto; che Milano guidata dal grande affare non mi piace punto». Insomma, ha concluso Bersani, «non è detto che la società civile ci …