Anno: 2010

"Federalismo fiscale: rivoluzione con incognite", di Anna Avitabile

Sindaci, sostenuti da una parte della cittadinanza, che negano il pasto ai bambini che frequentano le scuole pubbliche. Ancora sindaci, guidati dal Presidente dell’Anci lombarda, leghista e alla guida del Comune di Varese, che scendono in piazza per manifestare la propria impotenza a soddisfare le richieste dei cittadini. Cosa porterà il federalismo fiscale nella ricca Lombardia? Ne parliamo con Massimo Bordignon, docente di Scienza delle Finanze all’Università Cattolica di Milano, che sta curando, assieme ad altri colleghi, il progetto di ricerca “La finanza territoriale in Lombardia” per conto della Cgil Lombardia. Rassegna Oggi i Comuni sono stretti da una morsa, la riduzione dell’autonomia tributaria da un lato e dall’altro i vincoli sempre più stringenti alla spesa. Che distorsioni comporta questa doppia costrizione nei bilanci comunali presi in esame dalla vostra ricerca? Bordignon La distorsione più evidente riguarda la crescita straordinaria di alcuni tipi di entrate gestite autonomamente, come le multe e soprattutto gli oneri di urbanizzazione: in quest’ultimo caso la legge permette di utilizzare una parte del gettito per finanziare la spesa corrente. Un’opportunità che …

"I golpisti del mercato", di Rinaldo Gianola

Il problema, dunque, non è solo la Grecia. La crisi non è riconducibile esclusivamente ai conti fuori controllo dei greci ai quali i giornali tedeschi suggeriscono di vendere l’Acropoli per rispettare i sacri parametri di Maastricht. Nel giro di tre giorni l’Europa è passata dalle difficoltà «circoscritte» di un singolo paese, il più debole sotto il profilo finanziario, a una «crisi sistemica», parole del presidente della Bce Trichet, che mette in discussione non solo gli eredi della dracma ma l’intera costruzione dell’Unione e della moneta unica. In poche ore le fiamme e le tragiche violenze di Atene sono passate quasi in secondo piano rispetto alla destabilizzazione che dai mercati è salita fino alle cancellerie che, solo dopo l’intervento preoccupato del presidente Obama su Angela Merkel, hanno deciso di ritrovarsi per il week end a Bruxelles per decidere un piano straordinario di interventi. Non sappiamo se le misure decise stroncheranno l’attacco della speculazione dei mercati ai governi, all’Unione e all’Euro. È certo, tuttavia, che anche questo maxi piano dell’Europa non risolverà i problemi di fondo, non …

"Il Colosseo cade a pezzi, archeologi in allarme", di Carlo Alberto Bucci

Il silenzio che all´alba circonda il Colosseo è stato rotto ieri alle sei dal tonfo di un pezzo di intonaco caduto dalla volta di un corridoio al pian terreno e franato sulla rete di protezione, così violentemente da romperla prima di polverizzarsi a terra. Nessun pericolo per i turisti visto che il monumento – 3 milioni e 200mila ingressi l´anno – in quell´ora era chiuso (ha aperto regolarmente alle 8.30 dopo che l´area critica è stata transennata). E nessun confronto con il boato che, proprio lì di fronte, sul Colle Oppio, il 30 marzo ha accompagnato il collasso devastante di un´intera volta delle gallerie traianee annesse alla Domus Aurea. Infatti, la porzione di malta risalente ai tempi dei Flavi, staccatasi ieri dal Colosseo, misura solo mezzo metro quadrato. «Eppure si è sfiorata la tragedia – denuncia la Confederazione italiana archeologi, attraverso la presidente Giorgia Leoni – perché se il crollo fosse avvenuto a monumento aperto, avrebbe potuto colpire i visitatori». L´intonaco sbriciolato è un campanello di allarme per la tenuta del monumento simbolo di Roma, …

"Precari nascosti nei centri commerciali", di Bruno Ugolini

Basta parlare con quei ragazzi che corrono magari con i pattini a rotelle lungo infiniti corridoi, per toccare con mano la precarietà. Siamo nella pancia dei centri commerciali. L’ottanta per cento sono donne. Fanno quattro mestieri: mamma, moglie, figlia e lavoratrice. Spesso devono lavorare anche la domenica. Senza però adeguati servizi sociali. C’è l’area di parcheggio per i figli dei clienti ma non l’asilo nido per i figli di chi lavora. La loro testimonianza l’ha portata al congresso della Cgil appena concluso Franco Martini, un tunisino di famiglia livornese, segretario della Filcams (il sindacato che si occupa di coloro che operano nel commercio e nel turismo). È il «terziario» (per differenziarlo da industria e agricoltura), il settore che doveva, secondo alcuni, compensare il calo occupazionale dell’industria manifatturiera e agricola. È uno dei principali luoghi, spiega Martini, «dell’incertezza esistenziale, dell’assenza di futuro ». Spesso con lavoratori di serie B, figli di nessuno. Capita poi che si chiudano importanti catene distributive e si aprano enormi cattedrali a poche centinaia di metri da quelli appena chiusi. E nei …

"Italiani a metà un popolo diviso", di Ilvo Diamanti

Fieri di appartenere alla comunità nazionale anche se spesso pronti a considerare il Sud un peso. L’Italia si presenta ai 150 anni dell’Unità con molte contraddizioni ma con un’identità. Costruita soprattutto intorno all’attaccamento ai familiari e all’arte di arrangiarsi. Ecco perché, nonostante le tensioni, continuiamo a sentirci cittadini dellostesso Paese. E perché rischiamo di scoppiare. Ci si avvia al 150esimo anniversario dell’unità nazionale fra molte divisioni. Tanto che alcuni fra i più autorevoli componenti del Comitato dei Garanti per le celebrazioni si sono dimessi. Per primo: Carlo Azeglio Ciampi, il Presidente della Repubblica che, nel corso del suo mandato, ha investito sulla riaffermazione delle feste e dei simboli nazionali. Un atteggiamento che non pare condiviso dalla maggioranza di governo. Nella Lega, soprattutto. I cui leader, a partire da Bossi, fanno a gara nel sottolineare che c’è poco da celebrare. Che, per i padani veri, l’unità d’Italia anzi: l’Italia stessa non merita di essere celebrata. Così, ci si avvia a questo 150enario in modo dimesso e reticente. Un po’ come l’atteggiamento degli italiani verso l’Italia, descritto …

"Scuola, famiglie contro il caro-libri «Gli stessi testi, ma costano di più»", di Anna Maria Sersale

ROMA – «Le adozioni dei libri scolastici sono bloccate per cinque o sei anni, ma i prezzi continuano a salire anche se il testo non ha subìto modifiche», è la protesta di molti genitori convinti che «gli effetti del blocco non basteranno a combattere il caro-libri perché le norme sono facilmente aggirabili». Tema caldo, questo delle scelte, dal momento che il rito si dovrà compiere entro la seconda decade di maggio. Con una novità. Tranne rarissime eccezioni i testi che sono stati adottati lo scorso anno andranno necessariamente mantenuti. Per la prima volta, infatti, gli insegnanti sono legati alla legge 167 del 2009, legge di conversione del decreto 134. «Salvo specifiche e motivate esigenze» i docenti dovranno limitarsi a confermare i testi in vigore, così recita la norma. Però le famiglie sono deluse. Speravano che la novità portasse un consistente risparmio e la possibilità di evitare la solita “stangata”. Le prospettive, invece, non sono rosee. «Il blocco delle adozioni – lamentano le associazioni dei consumatori – non comprende il congelamento dei prezzi». «Ma è impossibile …

"I giorni terribili dell'attacco all'euro", di Eugenio Scalfari

Due giorni terribili e una terribile nottata tra i capi dei governi europei, mentre crollavano le Borse di tutto il continente e Wall Street addirittura precipitava di mille punti in pochi minuti. Un errore umano? Molto peggio: l’errore umano aveva messo in moto le tecnologie computerizzate che avevano trasmesso l’ordine di vendere a tutti gli operatori collegati in rete. Così la tecnologia amplifica e soverchia le manchevolezze degli umani, dei quali sempre più spesso diventa padrona. Quei minuti di panico si sono tuttavia protratti per tutta la giornata sulle due sponde dell’Atlantico; la riunione dei leader europei è durata otto ore, con lo spettro di che cosa potrà accadere lunedì alla riapertura dei mercati. Lo spettro dell’affondamento dell’euro ha dato loro il coraggio che fin qui gli era mancato. Soprattutto era mancato ad Angela Merkel, cioè alla Germania e alla Bundesbank che ne rappresenta il cuore monetario, ancora nostalgico del marco, abbandonato in favore della concezione europeistica di Kohl. C’è voluto un intervento diretto di Barack Obama sulla cancelliera della Germania federale per farle comprendere …