Anno: 2010

"Giorno della Memoria " dedicato alle Vittime del Terrorismo: l'intervento del Presidente della Repubblica

“No alla violenza e alla rottura della legalità in qualsiasi forma” “E’ necessario tenere sempre alta la guardia contro il riattizzarsi di nuove possibili tentazioni di ricorso alla protesta violenta, e di focolai, non spenti una volta per tutte, di fanatismo politico e ideologico. No alla violenza e alla rottura della legalità in qualsiasi forma: è un imperativo da non trascurare in questo momento, in funzione della lotta che si combatte, anche con importanti successi, contro la criminalità organizzata, ma più in generale in funzione di uno sviluppo economico, politico e civile degno delle tradizioni democratiche e del ruolo dell’Italia”. Così il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel discorso commemorativo del “Giorno della Memoria” dedicato alle vittime del terrorismo e delle stragi. “Sono convinto – ha aggiunto il Presidente Napolitano – che anche questa sia la lezione che viene, che anche questo sia il contributo che può venire, da una sempre più ricca pratica della memoria della devastante esperienza del terrorismo italiano”. Il Capo dello Stato ha ricordato i “tanti colpi mortali che furono sferrati, …

"Università senza guida, il ministro cosa dice?", di Maria Chiara Carrozza*

L’Università sta vivendo un momento di particolare confusione e disorientamento. Da una parte intense campagne mediatiche hanno enfatizzato difetti e disfunzioni che certamente devono essere sanati attraverso un vero processo di riforma; dall’altra la mancanza di chiarezza su scelte strategiche, nuove regole e reali disponibilità rende difficile la programmazione delle stesse attività ordinarie di didattica e di ricerca. Il maggior prezzo di questa situazione, come sempre, è pagato dai più giovani, studenti e nuovi ricercatori, e dalle fasce economicamente più deboli. Né la legge di riforma attualmente in discussione sembra dare risposte concrete: al di là delle sue formulazioni tecniche su questioni pur importanti come le forme di governo dell’Università o lo stato giuridico dei docenti, mancano infatti o sono incerti gli elementi strutturali senza i quali l’Università resta senza fondamenta. Proverò ad elencare schematicamente tali elementi attraverso cinque precise domande al Ministro, dalle quali emerge fra l’altro come il problema dell’Università non riguardi solo gli addetti ai lavori ma la società nel suo complesso, famiglie e mondo produttivo. Prima domanda. Quali sono le risorse …

"E i Nuovi Uffizi furono affidati a un manager di parrucchieri”, di Carlo Bonini

Con il placet del ministro della Cultura Sandro Bondi. Anche De Santis si sfogò: è troppo Con buona pace di Guido Bertolaso e del set allestito venerdì a Palazzo Chigi per restituire onore e lustro alla Protezione civile, c’è una storia (documentata negli atti depositati dalla Procura di Firenze per il giudizio immediato di Angelo Balducci, Fabio De Santis, Francesco De Vito Piscicelli e l’avvocato Guido Cerreti) che torna a raccontare le mosse storte della Cricca. E uno dei suoi miracoli negli appalti per le Grandi opere. Parliamo della decisione che, nel dicembre del 2009, con il placet del ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, promuove a direttore dei lavori di restauro dei Nuovi Uffizi un tale Riccardo Micciché, ingegnere agrigentino non solo in odore di mafia, ma soprattutto ricco di una competenza maturata nel ramo del management di aziende specializzate nella “preparazione dei terreni per erbe e piante officinali”, e nella “attività di parrucchiere per donna, uomo, bambino, di manicure e pedicure”. Epperò, già collega di cantiere, alla Maddalena, di Francesco Piermarini, il cognato …

"La rivoluzione incompiuta della pillola", di Maria Giulia Minetti

Come ha cambiato la sessualità Dicono che l’invenzione della pillola anticoncezionale abbia messo in moto la più grande rivoluzione mai avvenuta nella storia dell’umanità. Apparsa sul mercato Usa 50 anni fa, ha cambiato per sempre i rapporti di genere (al tempo dell’invenzione della pillola si sarebbe detto i rapporti di sesso), ha liberato la sessualità femminile, ha definitivamente scisso l’amore fisico dalla riproduzione. Poi vai a vedere i dati nostrani e resti stupefatto: oggi in Italia solo il 20 per cento delle donne usa la pillola e non si può dire che nel passato la percentuale fosse più elevata. E allora? Come si conciliano la grande rivoluzione e la scarsa diffusione? «Da noi la pillola ci mise un po’ ad affermarsi – ricorda la sociologa Franca Pizzini, professore all’Università Statale di Milano, che si è sempre occupata di problemi femminili e ha partecipato all’attività dei primi consultori -. La diffusione andò di pari passo con l’affermarsi del femminismo… Ricordo l’entusiasmo di noi ragazze quando Pincus venne all’università per tenere una conferenza, era il 1966 se …

"Servono azioni forti in difesa della scuola pubblica", di Gianni Gandola

Le scuole pubbliche sono in una condizione di grave sofferenza finanziaria. Vantano crediti nei confronti del ministero che ammontano ormai a centinaia di migliaia di euro (per istituto). Risorse “dovute” che il ministero non si decide ad accreditare mettendo in crisi i già esigui bilanci delle scuole. Se a questo dato aggiungiamo i pesanti tagli agli organici (che riguardano il personale docente ma anche amministrativo ed ausiliario), l’attacco al tempo pieno, ecc. abbiamo un quadro della situazione in cui versano gli istituti scolastici complessivamente drammatico. Drammatico prima ancora che da un punto di vista sindacale (la contrazione dei posti di lavoro) dal punto di vista, più generale, del funzionamento stesso della scuola pubblica e della qualità del servizio, che vengono seriamente compromessi. Per questo stentiamo a capire l’atteggiamento di eccessiva cautela, quasi di rassegnazione o di impotenza assunto da alcune associazioni delle scuole o dei dirigenti scolastici (più realisti del re?). Pensiamo all’ASAM in primo luogo, che dovrebbe essere la rappresentanza istituzionale delle scuole autonome milanesi. Certo, la presidenza dell’ASAM ha inviato recentemente lettere di …

"Atene e Roma società del ricatto", di Barbara Spinelli

Ci vorranno non mesi ma anni, perché la Grecia trovi la forza, in se stessa, di assumere il fardello molto pesante di sacrifici che il primo ministro George Papandreou ha presentato giovedì alle camere. Molti demoni dovrà combattere, molte tribolazioni le si accamperanno davanti man mano che si snoderà la via stretta del risanamento, e in cuor loro i greci l’hanno appreso, in queste settimane di prova: non sono tutti esterni, i demoni; non vengono tutti dal mercato o dalle agenzie di rating le minacce, i sospetti, gli assalti. I mali della Grecia sono in massima parte interni: sono parte della sua storia, dell’uso che è stato fatto di essa, delle memorie paralizzanti che l’impacchettano. Se la resistenza ad accettare la nuova austerità è così vasta, se il coraggio di Papandreou fatica a imporsi, è perché dietro di lui c’è un paese smagato, disunito, radicalmente sfiduciato. È una sfiducia che ha radici antiche e che risale all’impero ottomano, ma che non ha vissuto una catarsi nel dopoguerra. Lo Stato non ha tratto vigore dalla resistenza …

"La cena dei Paperoni", di Franco Cardini

Diciamo due cose chiare e semplici, modeste, da gente che lavora, a proposito dell’affare Scajola e delle sue ripercussioni. La faccenda, certo, è ancora agli inizi: potrebbe fermarsi nel solito vicolo cieco o potrebbe andar lontano, magari innescandosi con altre questioni, altri fenomeni. Certo, dopo parecchio tempo di palude punteggiata dalle trovate del presidente del consiglio, qualcosa sembra misteriosamente ripartito, qualcos’altro rimesso in gioco. Così, di punto in bianco. Non sono cose tutte né del tutto chiare; né tantomeno allegre. Ma ci sono. Ricordiamole in ordine sparso. Il disagio di Fini e dei “finiani”; il malessere in Grecia, scoppiato tragicamente senza dubbio perché ci sono i provocatori e i teppisti, ma anche perché la gente comune non ci sta a pagar tutta e soltanto lei il prezzo d’una crisi sulla quale altri hanno guadagnato. L’ambigua vittoria dei conservatori in Inghilterra, che se vorranno governare avranno bisogno dell’appoggio di una specie di new link. E magari lo strano caso della conferenza di New York sul nucleare, dove Ahmedinejad è stato circondato dall’ostracismo internazionale e il papa …