Anno: 2010

"Povera mamma, in Italia più di un milione in miseria", di Rachele Gonnelli

«Si può sapere cosa succede in Italia? Dal baby boom siete alla crescita zero…», pare abbia chiesto la principessa Margaret, presidente onoraria di Save The Children. «Fortunatamente – racconta l’interpellato, presidente italiano dell’ong, Claudio Tesauro – nel rigido protocollo reale non c’è stato tempo per articolare una risposta». La risposta viene dal rapporto presentato ieri a Roma “Le condizioni di povertà tra le madri in Italia”. Succede che da noi fare figli vuol dire impoverirsi. Il rapporto, realizzato dalla Fondazione Cittalia e dell’Anci in collaborazione con Istat e Caritas, è la radiografia di una malattia sociale del Belpaese, in un anno calato dal 16° al 17° posto nel mondo quanto a condizioni di vita delle madri e dei bambini. Dalla culla al niente Un Paese davvero strano, il nostro, con un tasso tra i più bassi al mondo di mortalità infantile (4 su mille) e di complicazioni post partum (il rischio di morte delle partorienti è 1 su 26mila) e contemporaneamente all’ultimo posto in Europa quanto ad occupazione femminile. Siamo penultimi tra i 27 Paesi …

"Se la nuova legge fosse già in vigore, neanche una riga sulla casa di Scajola", di Luigi Ferrarella

Cosa c’entrano le intercettazioni con il caso Scajola? Niente: alla base della sua vicenda non ci sono microspie, ma solo assegni bancari e dichiarazioni di testimoni, atti peraltro tutti non più coperti da segreto perché depositati al Tribunale del Riesame. Eppure, se fosse già in vigore la legge proposta dal ministro Alfano sulle intercettazioni, gli italiani nulla saprebbero ancora della casa di Scajola. E nulla gli italiani ancora saprebbero pe[/IP0]rché nulla i giornali avrebbero potuto scriverne in questi 12 giorni, e ancora fino a chissà quanti altri mesi. Al contrario di quello che i promotori della legge raccontano, e cioè che con essa intendono impedire la pubblicazione selvaggia di intercettazioni segrete, l’attuale testo in discussione alla Commissione Giustizia del Senato vieta, con la scusa delle intercettazioni, la pubblicazione — non solo integrale ma neanche parziale, neanche soltanto nel contenuto, neanche soltanto per riassunto — degli atti d’indagine anche se non più coperti dal segreto, e questo fino a che non siano concluse le indagini preliminari ovvero fino al termine dell’udienza. In più, aggancia la violazione …

Secessione!

Roma fuori dal Lazio. Emilia senza Romagna. Follie o provocazioni nella maggioranza? Ma da chi siamo governati? Il generale Lee? Arriva il caldo. Quello che fa male perché rallenta i riflessi e a volte, senza l’aria condizionata, fa sparlare. “Se vince la Lega imitiamola” è stato il primo pensiero che i dissidenti nei consigli provinciali di Frosinone e Latina e qualche giorno prima i deputati Gianluca Pini (Lega) e Enzo Raisi (Pdl o finiano? Ma fanno parte dello stesso schieramento..?) hanno portato avanti. La secessione! Via da Roma e via da Bologna. Una regione laziale senza Roma e la nascita della Regione Romagna. Assolutamente fantastico! Il basso Lazio con l’aggiunta di appezzamenti di territorio reatino e viterbese costituiranno la “Ventunesima”; le province di Ravenna, Forlì-Cesena, Rimini saranno la spina dorsale della Romagna. In altre parole la fantasia al governo! Basta con Roma ladrona e Bologna la grassa, ora facciamo tutto da soli. Dal 17 maggio i consigli provinciali di Frosinone e Latina, in seduta comune, firmeranno un’intesa per far partire un referendum. A questo iter, …

"Svendita di Stato. Dalle spiagge ai fiumi e alle caserme", di Mario Sensini,

«Federalismo» e «demanio» son già, prese a sé stanti, due parole o, forse meglio, due concetti difficili da capire. Ma nel «federalismo demaniale» proposto dal governo come primo passo concreto di quella che un tempo si chiamava devolution, e che da qualche giorno riempie la cronaca politica italiana, si rischia davvero di perdere la strada. Che significa veramente? Cosa cambia per noi cittadini? Quanto ci costa? E, alla fine, chi ci guadagna? Entro poche settimane il Parlamento, che sta esaminando il decreto legislativo che lo attua, e il governo, che dovrà poi recepirne le indicazioni prima di trasformarlo definitivamente in legge, dovranno dare risposte concrete. Il testo è vago, e i quesiti in ballo sono tanti. Almeno quanto è alta la posta in gioco, perché dietro quelle due parole così misteriose si nasconde una partita che vale miliardi di euro. Che può significare la fortuna di una città, ma anche la rovina di un’amministrazione incapace. Proviamo a capire. La posta in gioco Il Codice civile del 1942 stabilisce che lidi, spiagge, porti, fiumi, laghi, acque …

"Lo scudo sbrecciato", di Ezio Mauro

C’è del metodo nella follia che si abbatte sul governo con lo scandalo Scajola, costringe il ministro alle dimissioni, e colpisce con uno sfregio il tabernacolo del potere berlusconiano, di cui l’ex titolare delle Attività Produttive fa parte fin dall’inizio, sedici anni fa. Dopo che Repubblica aveva dato la notizia dell’inchiesta sulla casa del ministro pagata da un costruttore, il mondo berlusconiano ha tentato di far valere per alcuni giorni anche per Scajola lo specialissimo scudo di dissimulazione, banalizzazione, vittimizzazione che il Premier impiega abitualmente per difendere se stesso, quando spunta un’ipotesi di reato. Ma questa volta si è capito che lo scudo del potere è sbrecciato: di fronte all’evidenza dei fatti, alle testimonianze convergenti, all’incapacità di mettere in campo obiezioni concrete e fondate, la strategia del vittimismo, della “campagna mediatica”, del “fango” non ha retto. Il ministro ha dovuto dimettersi davanti alla pubblica opinione prima ancora che davanti ai rilievi dei magistrati e alle domande del Parlamento, dimostrando che Berlusconi alla fine sa proteggere soltanto se stesso, e che i cittadini attraverso i giornali …

"Caos scuola: 800 iscritti in più, cento docenti in meno", di Valerio Baroncini

Mostrano le tabelle: «Dati allarmanti». Poi l’esempio: «Nella scuola primaria, dal 2008 a oggi, si sono persi 27 docenti (1.063 contro 1.036). Mentre i bambini sono aumentati in maniera notevole: gli iscritti nel 2008 erano 11.974 mentre oggi siamo a quota 12.503». Il ritrattino lo schizzano i sindacati, impauriti e arrabbiati sul delicatissimo fronte della scuola. E in breve, complice una vagonata di numeri tanto cupi da portare chiunque a un trattamento sanitario obbligatorio, stilano il riassuntino: «Complessivamente, in tutte le scuole di ogni ordine e grado di Ferrara e provincia abbiamo avuto per le iscrizioni 2010-2011 ottocento alunni in più, dunque circa 29 classi aggiuntive rispetto allo scorso anno. I docenti, invece, caleranno di circa cento unità: questa è scuola? Questa è qualità?». LA RIFORMA del ministro Gelmini non piace a Fausto Chiarioni (Flc-Cgil), Maria Cristina Vendra (Cisl scuola), Filippo Burgio (Uil scuola) e Maria Gaiani (Snals-Confasl). Tanto che l’aggettivo più gentile che viene sfoderato è «mannaia» dai sindacalisti imbizzarriti. «Qui non si discute solo di numeri, qui si discute di qualità della scuola», …

Intercettazioni, nuovo scontro il governo vieta i "fuori onda", di Liana Milella

L´opposizione: col ddl rischiano Le Iene e Striscia la notizia. Idv e Pd fanno slittare i tempi Carofiglio: danno alle indagini, la polizia non potrà registrare i confidenti. I berluscones s´incattiviscono sempre di più con la stampa. Sfruttano la riforma delle intercettazioni per bloccare non solo i magistrati ma anche i “fuori onda” in tv. Pd e Idv si ribellano e tentano, con l´ostruzionismo in commissione Giustizia al Senato, di far saltare i tempi. Un anno dopo si ripresenta lo stesso scenario della Camera dove finì, il 19 giugno 2009, col voto di fiducia. Un´ipotesi che si riaffaccia anche stavolta, soprattutto dopo l´ultimo scontro. Tre ore di discussione, e solo 31 emendamenti respinti su oltre 400, sette pagine su un fascicolo di ben 116. Salta ancora una volta la previsione-annuncio del presidente Berselli («Lo approveremo giovedì, per andare in aula la settimana prossima»). Ma la capogruppo dei senatori Pd Finocchiaro annuncia che seguirà i lavori di persona e ribatte che di queste previsioni «non se ne parla proprio». Si litiga sempre sull´emendamento D´Addario, quello che …