"Lontano dalla realtà", di Luigi La Spina
Il maggior rammarico, in queste tristi ore, dell’ex ministro Claudio Scajola dovrebbe essere quello di aver affidato la sua difesa all’avvocato Claudio Scajola. Il legale, forse per inesperienza professionale, forse per arroganza provinciale, ha scavato con pertinacia, in dieci giorni di dichiarazioni inverosimili, un tale fossato di credibilità intorno al suo assistito da costringerlo all’inevitabile sprofondamento politico delle dimissioni. L’allontanamento progressivo dell’ex ministro dalla realtà è documentato dal linguaggio, rivelatore infallibile ma anche inesorabile di una sindrome masochistica. Scajola, oltre alle rituali accuse contro il «complotto mediatico», parte già dall’ammissione di conoscere l’architetto Anemone per ragioni d’ufficio. Poi, non riesce a spiegare come mai non sia sorpreso dallo straordinario affare costituito dall’acquisto di una casa a meno della metà del valore di mercato. Infine, arriva al culmine del tentativo di convincere l’opinione pubblica dell’impossibile: se sapessi – dice – che qualcuno, a mia insaputa, ha pagato una parte della mia abitazione, rescinderei il contratto. Una vera e propria scalata nell’assurdo, dove un acquirente di tale lignaggio non conosce i prezzi delle residenze romane e, in …
