Anno: 2010

"Lontano dalla realtà", di Luigi La Spina

Il maggior rammarico, in queste tristi ore, dell’ex ministro Claudio Scajola dovrebbe essere quello di aver affidato la sua difesa all’avvocato Claudio Scajola. Il legale, forse per inesperienza professionale, forse per arroganza provinciale, ha scavato con pertinacia, in dieci giorni di dichiarazioni inverosimili, un tale fossato di credibilità intorno al suo assistito da costringerlo all’inevitabile sprofondamento politico delle dimissioni. L’allontanamento progressivo dell’ex ministro dalla realtà è documentato dal linguaggio, rivelatore infallibile ma anche inesorabile di una sindrome masochistica. Scajola, oltre alle rituali accuse contro il «complotto mediatico», parte già dall’ammissione di conoscere l’architetto Anemone per ragioni d’ufficio. Poi, non riesce a spiegare come mai non sia sorpreso dallo straordinario affare costituito dall’acquisto di una casa a meno della metà del valore di mercato. Infine, arriva al culmine del tentativo di convincere l’opinione pubblica dell’impossibile: se sapessi – dice – che qualcuno, a mia insaputa, ha pagato una parte della mia abitazione, rescinderei il contratto. Una vera e propria scalata nell’assurdo, dove un acquirente di tale lignaggio non conosce i prezzi delle residenze romane e, in …

"Scuola, spicchi d'aglio sulla Gelmini. Riforma delle Superiori", di Franco Labella

Perchè l’aglio? Insaporisce i cibi, ha anche proprietà curative ma può risultare leggermente indigesto: proprio come la controriforma del duo-Tremonti-Gelmini. Il professor Franco Labella è un insegnante di Diritto ed Economia in un liceo linguistico di Napoli. Contro riordino gelminiano e l’eliminazione del Diritto dalle scuole superiori italiane, il prof un anno fa, un appello in rete a cui hanno aderito oltre 2.000 persone e che è stato firmato, tra gli altri, da docenti universitari come i professori Stefano Ceccanti, Alessandro Pace e Stefano Rodotà, artisti dal forte impegno civile come Moni Ovadia ed esponenti della società civile impegnati nella difesa della legalità e nella lotta alla criminalità organizzata come Rita Borsellino, Don Tonino Palmese e Giovanni Impastato. Inoltre, nel marzo del 2009 Labella ha fondato il Coordinamento nazionale dei docenti di Diritto e Economia, che raccoglie oltre 150 docenti di 17 regioni e di cui è attualmente è il Coordinatore nazionale. Gli Spicchi, però, sono opera del solo prof. Labella e non coinvolgono il Coordinamento nazionale. SPICCHI FRESCHI Maestra di vita (ma non per …

"Anno accademico corsi a rischio", di Andrea Rossi

Caro ministro, in queste condizioni esiste il concreto rischio che il prossimo anno accademico non possa cominciare». Forse toni e sfumature non saranno questi. Forse il concetto sarà più articolato, denso di riferimenti. Ma il senso è chiaro, netto: se le premesse sono queste l’Università di Torino l’anno prossimo potrebbe non essere in condizione di far partire i corsi. È la prima volta che succede. Ed è la prima volta che il Senato accademico dà mandato al rettore di minacciare l’interruzione di corsi, esami e lezioni. Nessun ateneo italiano – nonostante le difficoltà siano uguali per tutti – aveva finora compiuto questo passo. Ieri l’ha fatto Torino, mossa che è l’immagine plastica di un’università che vive in apnea, decisa ieri sera dal Senato al termine di una seduta tesa, con circa 200 tra ricercatori e studenti in presidio, una breve irruzione, e qualche parola al vetriolo tra il rettore Ezio Pelizzetti e alcuni studenti. Il rettore lo va dicendo da almeno un paio d’anni, quando la scure dei tagli ha cominciato a farsi pesante: «Siamo …

Inchiesta G8, Scajola si dimette

Il ministro dello Sviluppo Economico, travolto dalla vicenda dell’appartamento al Colosseo, abbandona l’esecutivo: “Non posso continuare, dimostrerò la mia estraneità ai fatti” Claudio Scajola si dimette. Travolto dalla vicenda della compravendita, con presunti fondi neri, di una casa al Colosseo 1 il ministro dello Sviluppo economico ha annunciato la rinuncia all’incarico di governo. “Per difendermi”, ha detto in conferenza stampa, “non posso continuare a fare il ministro come ho fatto in questi due anni”. In pole position per la successione, l’attuale viceministro con delega alle Comunicazioni Paolo Romani. Scajola aveva resistito fino all’ultimo, ma alla fine la sua posizione è diventata insostenibile, costringendolo ad anticipare il rientro dalla Tunisia e a convocare i giornalisti per annunciare il passo indietro. “Da dieci giorni sono vittima di una campagna mediatica senza precedenti”, ha detto ancora. “Vivo una grande sofferenza”. L’ex ministro ha ribadito la sua estraneità ai fatti che gli vengono contestati, in particolare l’aver ricevuto denaro da imprenditori coinvolti nell’inchiesta sugli appalti del G8 per l’acquisto di un appartamento con vista sul Colosseo: “Non potrei mai …

"Con la Cassa integrazione la disoccupazione è al 12%. In due anni un milione di posti di lavoro in meno", di Antonio Misiani

A marzo 2010 il tasso di disoccupazione è stato pari in Italia al 9% delle forze di lavoro, un livello inferiore al 10% registrato da Eurostat nei 27 Paesi della UE (dati non destagionalizzati). Rispetto a due anni prima la disoccupazione italiana è cresciuta (+2,4%) ma meno che nella UE27(+3,1%). Se il confronto viene fatto sui dati di marzo 2009, l’incremento del tasso di disoccupazione in Italia (+0,9%) è di poco inferiore rispetto all’andamento europeo (+1,1%). Nel complesso, la Grande Recessione 2008-2009 sembrerebbe dunque aver avuto nel nostro Paese un impatto occupazionale meno accentuato rispetto al resto d’Europa. In realtà, come ha sottolineato la Banca d’Italia nel Bollettino Economico di gennaio 2010, a partire dall’ultimo trimestre 2008 il fortissimo aumento del ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni-CIG (un istituto tipicamente italiano, generalmente non presente nel resto d’Europa) ha molto contenuto la crescita della disoccupazione. Includendo nel tasso di disoccupazione anche i lavoratori in CIG (che ISTAT, seguendo i criteri ILO, classifica come occupati), il quadro cambia sostanzialmente sia sotto il profilo della dinamica temporale che in …

"Tecnici, si studieranno i dialetti e le regole per i colloqui di lavoro", di Anna Maria Sersale

Negli istituti tecnici accanto all’italiano scritto e parlato ci sarà il dialetto. Anzi, i dialetti, dalla Lombardia alla Sicilia con tutte le possibili varianti. Nasce la scuola di campanile? Forse. Tra i banchi non ci sarà soltanto la lingua unitaria, l’italiano, ma anche le lingue locali. Per ora siamo al livello di proposta. Il ministro Gelmini non si è ancora espresso ma il gruppo di lavoro incaricato di definire le linee guida dei nuovi programmi per geometri, tecnici informatici, periti industriali, esperti di turismo e quant’altro ha aperto un varco. «Gli studenti non potranno prescindere – è scritto in una scheda redatta dal gruppo – dalla conoscenza dell’italiano contemporaneo, della diversità tra scritto e parlato, e non potranno prescindere anche dalla conoscenza del rapporto con i dialetti». Però sulla proposta piovono critiche. «Se il federalismo scolastico è questo non ci siamo proprio – osserva Gigliola Corduas, presidente della Federazione nazionale degli insegnanti – Gli studenti hanno già tanti problemi con la conoscenza dell’italiano che non c’è davvero bisogno di inseguire i dialetti e i particolarismi …

Scajola pensa alle dimissioni

«Portai gli assegni circolari direttamente al ministero, dove si doveva stipulare l’atto». Non ha vuoti di memoria l’architetto Angelo Zampolini su quel giorno di luglio 2004, quando la proprietà dell’appartamento romano di via del Fagutale n°2 passava dalle mani delle sorelle Papa a quelle del ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola. E, com’è noto, per il rogito non possono mancare i soggetti coinvolti. «Ricordo – dice l’architetto – che erano presenti il ministro, le due venditrici e il notaio. Consegnai i titoli direttamente al ministro». Si trattava di assegni per un valore di 900 mila euro. La testimonianza di Zampolini aderisce al racconto delle due sorelle Papa, Beatrice e Barbara. Le proprietarie dell’appartamento, infatti, hanno detto per tre volte agli inquirenti che «quegli assegni sono stati consegnati dal ministro Scajola». Titoli che le due sorelle si sono divise equamente, 40 a testa, e che, una volta depositati in banca, hanno attirato l’attenzione, sembrando i figli di operazioni sospette. All’incontro, le due proprietarie sono lusingate dall’acquirente e non si mettono a discutere di modi o …