Anno: 2010

Primaria: poche possibilità per le 30 ore?

Con il prossimo anno scolastico sia le prime sia le seconde classi di scuola primaria funzioneranno con l’organico calcolato sulle 27 ore, e i margini di utilizzazione delle ore liberate dalla soppressione delle compresenze per assicurare l’orario di 30 ore sarebbero praticamente annullati. “Con la diminuzione degli spazi di flessibilità nell’impiego degli insegnanti la scelta delle 30 ore contenuta nel modello allegato alle domande di iscrizione sarà teorica”, sostengono le deputate del Pd Rosa De Pasquale e Manuela Ghizzoni in una interrogazione al ministro dell’Istruzione. Le parlamentari chiedono al ministro “se davvero il Miur si stia apprestando ad effettuare nella scuola primaria tagli agli organici ancora più consistenti di quelli previsti, talmente consistenti da ridurre la scelta da parte dei genitori degli alunni che si iscrivono in prima a due sole scelte: tra il tempo pieno di 40 ore e quello di 27, visto che gli organici saranno assegnati in base a questo orario, e che quasi nessuna classe funzionerebbe a 24 ore”. Dopo il maestro unico, chiedono polemicamente le due deputate, ci sarà anche …

"Questionario Gelmini per dare la «caccia» agli immigrati", di Maristella Iervasi

E’ una valutazione ambigua ma, il questionario distribuito dal ministero alle scuole e finito nel diario dei bambini per essere compilato dai genitori, nasconde una convinzione: gli insegnanti sono una truppa. Parola antica, che serve ad indicare quei militari che devono solo obbedire agli ordini. Scuola e prova Invalsi, rilevazione degli apprendimenti per l’anno scolastico in corso. L’Istituto è sotto stretto controllo dall’Istruzione della Gelmini e serve ad accertare le conoscenze degli studenti italiani. Due prove scritte obbligatorie da svolgersi nel mese di maggio di Italiano e matematica per gli studenti della seconda e quinta elementare e anche per i più grandicelli della prima media, tutti seduti rigorosamente uno per banco per evitare suggerimenti. I bambini frequentanti la seconda elementare verranno anche sottoposti ad una prova di lettura, non davanti alle proprie maestre ma ad osservatori esterni, esponendoli così ad un possibile insuccesso. Ma non è tutto. Proprio in questi giorni e con largo anticipo rispetto alle prove Invalsi, le scuole su “ordine” del ministero stanno consegnando un questionario da compilare a cura dei genitori …

Alla Camera degna fine del decreto-pasticcio

“E’ una maggioranza che in assenza di voti di fiducia non riesce a sostenere i suoi provvedimenti. Il decreto salvaliste è stato affossato. Un pasticcio nel pasticcio. Degna conclusione di questa vicenda”. Lo ha detto il capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini, dopo la bocciatura alla Camera del noto Dl salvaliste. ”L’importanza del voto che ha fatto decadere quel decreto – ha poi spiegato il capogruppo del Pd in commissione Affari costituzionali, Gianclaudio Bressa, firmatario dell’emendamento soppressivo – sta nel fatto che si è evitato uno scasso senza precedenti delle regole costituzionali. Con decreto legge non si possono cambiare le regole elettorali a competizione già aperta. Abbiamo sventato un vero e proprio attentato alle regole fondamentali di ogni democrazia. Ma, poichè riteniamo che la volontà popolare che si è espressa il 28 e il 29 marzo debba essere garantita, siamo disponibili da subito a votare un disegno di legge che salvi gli effetti del decreto. Questo a dimostrazione – ha concluso Bressa – della nostra responsabilità istituzionale e politica e a dimostrazione del fatto …

Bersani: "E' in gioco l'Italia, ripartiamo dai problemi della gente. Serve una reazione forte"

Il leader PD incontra i segretari regionali e i senatori che avevano chiesto in una lettera di cambaire passo. E rilancia: “Più spazio ai circoli e un’agenda alternativa alla destra. Mettiamo al centro la riforma del fisco, il lavoro, i giovani”. “Noi dobbiamo parlare dell’Italia, dei problemi della gente. E valorizzare il territorio”. E’ la prima indicazione che Pier luigi Bersani ha dato alla riunione della Segreteria del Pd con i segretari regionali, primo passo di una road map, una vera “agenda alternativa da proporre al Paese” ribadita anche nel pomeriggio durante l’incontro con i 49 senatori che dopo il voto delle regionali avevano scritto al leader per denunciare l’imborghesimento loro e del PD e per chiedere un cambio di passo. Ecco che Bersani delinea un’agenda alternativa a quella della destra incentrata su riforma fiscale, lavoro e giovani generazioni. “Dobbiamo organizzare una reazione forte perché e’ in gioco l’Italia” spiega al termine della riunione con i senatori democratici alla biblioteca del Senato: “Queste elezioni hanno segnalato un distacco molto forte fra i cittadini e la …

Assessore Peri su stazione di Carpi

Disservizi sulla Modena-Carpi: parla l’assessore regionale Peri: «Incalzeremo Trenitalia». «Motrici vecchie, biglietteria chiusa, coincidenze perse». «I consiglieri provinciali di centrodestra dovrebbero sapere – sbotta Alfredo Peri, assessore regionale ai trasporti – che i treni non sono gestiti dalla Regione, ma da Trenitalia, la cui proprietà è al 90% del ministero dell’Economia, in base a uno specifico contratto di servizio che deve essere rispettato ». Peri interviene nella polemica, aperta dal consigliere provinciale del Pdl Matteo Malaguti, sui disservizi della linea Modena-Carpi. E annuncia che la Regione «utilizzerà gli strumenti che ha a disposizione per rivendicare la rispondenza dell ’offerta con gli impegni presi da Trenitalia». «Sulla linea – prosegue l’assessore – circolano elettromotrici di vecchia costruzione che, oltre ad avere prestazioni limitate, risentono di un livello di efficienza legato al prolungato utilizzo nel corso degli anni. Noi abbiamo già investito e speso risorse per rinnovare e potenziare il materiale rotabile: aspettiamo ancora segnali da parte del gestore nazionale». Oltre alla carenza di treni, sulla Modena-Carpi «sono venute meno diverse coincidenze a causa di un ulteriore …

"Emergency e l'Italia dei clan", di Massimo Gramellini

Leggendo l’intervista rilasciata ieri a La Stampa dall’onorevole La Russa verrebbe da chiedersi con il poeta: che anno è, che giorno è? Il ministro della Difesa rispolvera gli interminabili Anni Settanta per informarci che anche Gino Strada potrebbe aver allevato nel suo seno degli infiltrati «come accadde al Pci con le Br e al Msi coi Nar», trattando Emergency alla stregua di un partito, diviso in frange più o meno estremiste. Non vi è dubbio che le responsabilità dei tre italiani fermati in Afghanistan andranno accertate e nel caso punite, ma è inaccettabile la tentazione di trattare questa vicenda come se fosse una questione di politica interna. Nel compilare il proprio autoelogio, il ministro ricorda i tanti «esponenti di sinistra che abbiamo salvato negli scenari di guerra». E non allude a un parlamentare del Pd strappato ai talebani o a un banchiere delle cooperative rosse preso in ostaggio dai pashtun. Intende riferirsi a giornalisti, medici, pacifisti: tutta gente che nelle zone di guerra ci va per vocazione o per mestiere, certo non per conto di …

"Tra la guerra e gli anni Sessanta. Ragazze, la vostra libertà nacque in quell’età di cui non c’è memoria", conversazione con Marisa Rodano di M. Serena Palieri

Perché le ragazze italiane di oggi rifiutano l’eredità del femminismo? La domanda ce la facciamo in molte da un bel pezzo. Ma è la prima volta che ascoltiamo una risposta esauriente come questa che ci dà Marisa Rodano. Primo, osserva, perché si sentono libere, da un lato, e, dall’altro, non sanno che la parità acquisita non è «naturale» ma ha richiesto battaglie durate decenni; secondo, perché condividono «paritariamente» coi coetanei maschi il grande dramma di questi anni, la precarietà; terzo, perché vivono, come tutti noi, in un’epoca segnata da un feroce individualismo. Marisa Rodano, 89 anni da poco compiuti, può dirlo perché prima «c’era». Memorie di una che c’eras’intitola il saggio in cui ricostruisce la storia dell’associazione di cui è stata nel ‘44-45 tra le fondatrici, l’Udi, e che ha presieduto dal ‘56 al ’60. Sono, i secondi Quaranta e soprattutto i Cinquanta e i primi Sessanta, gli anni, sotto questo aspetto, cruciali, ma anche più opachi e di cui si ha meno memoria. E sono quelli appunto che metteremo a fuoco in questo colloquio. …