Anno: 2010

Bonaccini e Casadei incontrano le associazioni dei pendolari

Il segretario regionale del PD e il neo eletto consigliere regionale impegnati in una serie di incontri per confrontarsi con i pendolari emiliano-romagnoli sulla mobilità sostenibile. La “politica in movimento” non è solo uno slogan elettorale, la politica in movimento è anche la capacità di innovarsi e saper recepire i nuovi bisogni. Tra questi, un posto di primaria importanza lo occupa la mobilità, ed in particolare quella sostenibile. Ecco perché migliorare il trasporto su ferro, creare un sistema integrato per i pendolari emiliano-romagnoli, ottimizzare costi e qualità del servizio, recepire le istanze dei pendolari e trasformarle in politiche partecipate, è un dovere della prossima amministrazione regionale. Se l’Emilia-Romagna è e dovrà sempre più diventare “cuore dell’Italia che vogliamo”, diventa impossibile eludere un importante e strategico settore come quello del trasporto ferroviario pendolare. Per questo motivo, il segretario regionale del Partito Democratico, Stefano Bonaccini, assieme a Thomas Casadei, membro della segreteria regionale del PD, entrambi recentemente eletti nell’Assemblea Regionale dell’Emilia-Romagna, incontreranno nelle prossime settimane tutte le associazioni dei pendolari sorte nel corso di questi anni sull’intero …

"Riforma Gelmini la scuola boccia la bioetica", di Giuseppe Dejana

L’aver posto rimedio alla “dimenticanza” della Resistenza nelle bozze dei “nuovi” programmi scolastici di Storia non impedisce di segnalare altre anomalie nelle «Indicazioni nazionali dei piani di studio per gli studenti delle superiori». Una di queste è l’assenza di un pur minimo riferimento alla bioetica nel «profilo generale e competenze» e negli «obiettivi specifici di apprendimento» di almeno una delle tre principali discipline maggiormente coinvolte: Filosofia, Scienze naturali e Diritto, con particolare riferimento alla prima. È evidente l’arretramento anche rispetto alle Indicazioni della riforma Moratti, che prevedevano la presenza delle “questioni di bioetica”, pur se solo nell’ultimo anno dell’insegnamento di Filosofia e limitatamente agli indirizzi economico e tecnologico. La riforma Gelmini non è stata capace neppure di riproporre questa pur debole soluzione: ciò è una concreta e significativa prova dell’arretratezza che caratterizza l’impianto di un modello formativo ripiegato sul passato e sulla tradizione e, perciò, incapace di prefigurare una scuola a misura di futuro, cioè dei bisogni culturali delle nuove generazioni. È auspicabile che gli insegnanti più sensibili alle questioni dell’inserimento delle tematiche bioetiche nei …

"Il partito del lavoro ha un compito: difendere il sapere", di Luigi Berlinguer

Due argomenti ci possono aiutare nella lettura del voto regionale di cui si discute anche nel dibattito aperto da l’Unità : non è chiara ai cittadini l’identità profonda del Partito Democratico; manca un adeguato radicamento sociale dell’organizzazione-partito. Le identità del passato hanno ancora un peso eccessivo (e taluni si ostinano a difenderle caparbiamente). Così si indeboliscoe la costruzione dell’identità nuova del Pd, unitaria anche se plurima, espressione di una visione unificante della società. I cittadini percepiscono tutto ciò, e per questo motivo stentano a riconoscere chi siamo. In effetti, il Pd rischia di apparire (o essere?) poco moderno, antiglobale, tecnofobo, gergale, troppo rituale, troppo politicista. Siamo abituati a spiegare e a giudicare quel che accade rivolgendoci solo alla società politica che è sempre più lontana dai cittadini e dalle loro vite. Due esempi, macroscopici, riferiti a temi centrali per il Pd (non certo gli unici, ma per me fondamentali). Primo esempio: qualche giorno fa, durata lo spazio di un mattino, è apparsa e scomparsa sui media una notizia orribile: si è negato il pasto nella …

"Riforma dell’università, no all’iper-centralismo. La proposta del PD", di Marco Meloni*

Investire in università e ricerca è una questione decisiva per il destino dell’Italia. Come dimostrano le statistiche, scontiamo un grande ritardo rispetto ai Paesi più sviluppati: siamo indietro, rispetto alla media Ue/Ocse, per numero dei laureati e dei ricercatori, investimenti per studente, rapporto docenti/studenti, internazionalizzazione. E fare dell’università il motore della mobilità sociale è un obiettivo centrale in un Paese bloccato, nel quale sempre più i giovani percepiscono che il loro futuro è collegato a valori ben diversi dalla qualificazione acquisita con lo studio. Per questo è urgente far uscire la riforma dell’università, che entra nel vivo dell’esame parlamentare, dal ristretto circuito degli addetti ai lavori, ed entrare nel merito di una proposta che finora è stata valutata più in base agli slogan propagandistici del Governo che al suo reale contenuto. Alla riflessione sul sistema di governo degli atenei e sul reclutamento dei docenti, su cui si sono soffermati negli ultimi tempi numerosi commenti, deve accompagnarsi quella sugli obiettivi della riforma e sui nodi strutturali del sistema. Noi chiediamo di partire dagli studenti: orientamento, diritto …

"Tecnici e professionali light: meno ore e materie, spesso decisive", di Salvo Intravaia

In arrivo istituti tecnici e professionali light. A settembre, come del resto avverrà per i licei, sarà la volta dei nuovi istituti tecnici e istituti professionali. Ad attendere coloro che opteranno per un titolo di studio professionalizzante già dal diploma meno materie e meno ore in classe di chi li ha preceduti. Anche i ragazzi delle seconde, terze e quarte classi avranno lo sconto delle ore di lezione a curricula invariati: un artificio, più volte criticato dagli addetti ai lavori, che servirà esclusivamente a fare cassa. E dire che l’Italia deve il boom economico degli anni sessanta anche alle migliaia di periti diplomati negli istituti tecnici ante Gelmini. Per comprendere cosa e, soprattutto, quanto studieranno i ragazzi che dal prossimo anno frequenteranno i tecnici e i professionali basta fare un giretto, anche virtuale, tra i siti di alcuni istituti e confrontare i vecchi quadri orario con i nuovi. Gli istituti tecnici commerciali, dai quali sono usciti migliaia di ragionieri, oggi funzionano soprattutto con il corso sperimentale Igea (Indirizzo Giuridico Economico Aziendale). Le 36 ore di …

Ddl lavoro, la spaccatura non rientra

Ripartito l’iter del ddl che introduce l’arbitrato nel processo del lavoro. Cgil: “Modiche vere o mobilitazione”. Cisl, Uil e Confindustria difendono l’avviso comune, ma gli industriali ammettono: c’è qualcosa da rivedere. Stop all’allungamento della cig . È ripartito in commissione Lavoro alla Camera l’iter del disegno di legge sul lavoro, rinviato alle Camere dal capo dello Stato Giorgio Napolitano per i rischi di aggiramento dell’articolo 18. Il ciclo delle audizioni è iniziato oggi (13 aprile) con le parti sociali e proseguirà per tutta la settimana, ma si scopre subito che sindacati e imprese non cambiano le proprie posizioni: da una parte c’è la Cgil, che insiste sulla necessità di rivedere completamente il testo negli articoli segnalati dal Colle e annuncia una forte mobilitazione; dall’altra ci sono Cisl e Uil che, insieme alla Confindustria, difendono l’avviso comune siglato lo scorso 11 marzo, anche se gli stessi industriali ammettono che c’è qualcosa da rivedere nel testo. In attesa di capire cosa farà il governo, l’ennesimo ritorno in aula a Montecitorio è in calendario per il prossimo 26 …

"Intercettazioni, il governo pronto a cambiare", di Liana Milella

Obtorto collo i berluscones obbediscono a Napolitano e studiano le modifiche alle intercettazioni. Il diktat del Colle è deciso: o il testo cambia o viene rispedito indietro. La “riduzione del danno” sta per maturare, tra oggi e domani, in una riunione della Consulta per la giustizia del Pdl (con a capo Niccolò Ghedini) e un incontro tra i tecnici di via Arenula e il relatore al Senato Roberto Centaro. Non si tratterà di semplici ritocchi, ma di un intervento pesante, che eliminerà le più macroscopiche anomalie costituzionali del ddl. Al Guardasigilli Angelino Alfano, convocato al Quirinale, le aveva indicate, ormai nel lontano luglio 2009, lo stesso Napolitano. Ecco gli «evidenti indizi di colpevolezza» che sfumano nella formula «gravi indizi di reato», la stessa che figura oggi nell´articolo 266 del codice di procedura penale. Ecco la marcia indietro sulle microspie che potranno essere messe anche nei luoghi dove non c´è «la certezza» che si sta commettendo un reato. Ecco ancora la possibilità di acquisire i tabulati senza restrizioni. Ecco la norma transitoria sull´entrata in vigore che …