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Carpi, il Pd: “Adesso il biglietto sul treno”

Interrogazione dell’on. Ghizzoni del Pd sulla chiusura domenicale della biglietteria della stazione: “Purtroppo avevamo visto giusto”. L’on. Manuela Ghizzoni ha presentato questa mattina un’interrogazione urgente al ministro dei Trasporti sulla chiusura domenicale della biglietteria nella stazione ferroviaria di Carpi. Ecco una sua dichiarazione in merito.
“Purtroppo avevamo visto giusto: le Ferrovie dello Stato hanno deciso di chiudere di domenica la biglietteria della stazione di Carpi. E meno male che si tratta di una stazione di prima categoria perché se fosse stata di seconda cosa avrebbero fatto? Avrebbero tolto orologi, pensiline e toilettes? E’ sconfortante assistere allo smantellamento, pezzo per pezzo, di questo Stato. Lo stesso accade, secondo una volontà precisa del governo di centrodestra, nella scuola, nella sanità, nella protezione civile, nell’assistenza, nei corpi di polizia. Adesso è arrivato il turno delle biglietterie nelle stazioni ferroviarie.

Questa mattina ho presentato un’interrogazione urgente al ministro dei Trasporti per sapere quale razionalizzazione o riduzione di costi ci sia dietro una decisione che aggrava ulteriormente i disagi dei viaggiatori costretti a utilizzare un servizio che definire scadente è poco. E’ la tipica scelta di chi, a differenza dei pendolari (faccio parte anch’io, da almeno vent’anni, dell’eletta schiera), non usa questi mezzi di trasporto popolari e quindi non si rende conto della loro esasperazione. Di fronte a questo disastro chiedo che ai viaggiatori in partenza dalla stazione di Carpi sia concesso, nei giorni di chiusura della biglietteria, di poter fare il biglietto sul treno senza aggravio di costi o sanzioni. Almeno questo per chi deve sopportare fatiche, ritardi, sporcizia e sovraffollamento”.

3 Commenti

  1. Manuela Ghizzoni dice

    Claudia ha assolutamente ragione: l’orario on line è impostato per fornire il servizio più costoso. Gli utenti esperti degli strumenti informatici o degli orari dei treni (vedi i pendolari) riescono ad aggirare il sistema, ma immagino che non siano pochi quelli che vanno in stazione ad acquistare un biglietto IC al posto del regionale perchè “così sta scritto in rete”. Se non truffa, che cosa è?

  2. La Redazione dice

    REAZIONI Interrogazione dell’on. Ghizzoni «Una decisione sconfortante»

    «Purtroppo avevamo visto giusto: le Ferrovie dello Stato hanno deciso di chiudere di domenica la biglietteria della stazione di Carpi. E meno male che si tratta di una stazione di prima categoria perché se fosse stata di seconda cosa avrebbero fatto? Avrebbero tolto orologi, pensiline e toilettes? ». E’ questo il commento dell’onorevole Manuela Ghizzoni sulla decisione di Trenitalia di chiudere a biglietteria, a partire da domenica 14 marzo, presso la stazione. La deputata del Pd ha anche presentato una interrogazione in Parlamento. «E’ sconfortante assistere allo smantellamento, pezzo per pezzo, di questo Stato – ha detto la Ghizzoni – Ho presentato un’interrogazione urgente al ministro dei Trasporti per sapere quale razionalizzazione o riduzione di costi ci sia dietro una decisione che aggrava ulteriormente i disagi dei viaggiatori costretti
    a utilizzare un servizio che definire scadente è poco. E’ la tipica scelta di chi, a differenza dei pendolari (faccio parte anch ’io, da almeno vent’anni, dell’eletta schiera), non usa questi mezzi di trasporto popolari e quindi non si rende conto della loro esasperazione. Di fronte a questo disastro chiedo che ai viaggiatori in partenza dalla stazione di Carpi sia concesso, nei giorni di chiusura della biglietteria, di poter fare il biglietto sul treno senza aggravio di costi o sanzioni. Almeno questo per chi deve sopportare fatiche, ritardi, sporcizia e sovraffollamento».
    L’informazione 05.03.10

  3. Claudia dice

    ci sarebbero anche un altro paio di cosette che fanno girare le scatole: 1) se io cerco un treno regionale da Modena a Torino (per fare un esempio a caso) nel pomeriggio e lo cerco su Trenitalia, scopro di dover fare un giro assurdo passando da milano e spendendo 60 euro. E questo è quello che farebbe qualunque principiante 🙂 Ma io che sono una … Mostra tuttopendolare, allora, digito Modena-Piacenza e poi Piacenza-Torino. Scopro che potrei avere un treno alle 15 52 e che questo treno mi permetterebbe di prendere la coincidenza per Torino, perchè ho un buon quarto d’ora di scarto tra i due treni. Fantastico! Costo totale=17 euro circa. Ma non è tutto, e qui c’è il colpo di scena. Se io, seguendo la stessa logica, a Modena salgo sul regionale successivo, quello delle 17 52, scopro di non dover nemmeno scendere dal treno, perchè l’apparente viaggio spezzato in due tratte è su tratta unica. Il treno cambia il nome a Piacenza ma è sempre lo stesso. Questo lo so perchè percorro la tratta ogni settimana, non perchè le FFSS mi abbiano informata, ovviamente. Per me c’è un solo modo di chiamare questa omissione: TRUFFA. 2) La tratta di cui parlo, peraltro molto trafficata, ha perennemente treni con carrozze non in servizio. quelle in servizio hanno almeno una porta che non funziona. viaggiamo stipati. E’ così difficile per due regioni come l’ER e il P (così legate fin dai tempi delle mondine…non vi dico quanto vecchiette, piemontesi di adozione, incontro in treno che si recano a Modena, Reggio, Parma e dintorni per i funerali di famigliari e amici:)) organizzarsi per fornire un servizio che migliori la comunicazione e semplifichi la vita dei tanti pendolari (studenti e lavoratori)? Comunque, brava Manu!

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