"Tasse: Il doppio errore delle due aliquote", di Laura Pennacchi
Stigmatizzare come ammissione di maldestro spot elettorale la clamorosa retromarcia di Berlusconi sulla faccenda delle “due aliquote”non deve lasciare in ombra un fatto inquietante. A corto di idee, infatti, il premier ha rilanciato una proposta di matrice reaganiana e bushana, vecchia di oltre quindici anni, che tuttavia la dice lunga sul perdurante nucleo culturalmente neoliberista che anima il suo pensiero e la sua politica come un riflesso condizionato e a dispetto di tutto il recente ciarlare del ministro Tremonti circa una“economia sociale di mercato”. Nucleo neoliberista tanto più paradossale oggi che la crisi economico- finanziaria globale induce dubbi e ripensamenti persino nei più coriacei seguaci della scuola anti-Stato e pro-mercato di Chicago. Il sistema fiscale italiano va certamente riformato nella direzione di abbassare la pressione sui redditi medi e bassi, su lavoratori dipendenti e pensionati. Come del resto aveva iniziato a fare il governo Prodi della precedente legislatura, per esempio istituendo una “dote fiscale” per i figli (attraverso la somma di incremento delle detrazioni e trasferimenti monetari diretti per gli incapienti) e dando vita a …
