Anno: 2011

"Una TAC desolante sulla scuola italiana", di Mario Pirani

I colpi maggiori al nostro ordinamento vengono dai tagli massicci del bilancio, imposti da Tremonti per fronteggiare deficit e debito pubblici, un obbligo cui non si poteva deflettere, ma che si sarebbe dovuto suddividere su altre voci (di spesa e di entrata) così da salvaguardare l´istruzione e l´avvenire delle nuove generazioni, come è avvenuto negli altri Paesi europei. Ogniqualvolta m´imbatto in qualche analisi seria sullo stato della nostra scuola, un senso di desolazione mi pervade e non mi consola unirmi al coro anti-Gelmini, non perché anche quest´ultima non abbia commesso i suoi errori, ma in quanto i colpi maggiori al nostro ordinamento vengono dai tagli massicci del bilancio, imposti da Tremonti per fronteggiare deficit e debito pubblici, un obbligo cui non si poteva deflettere, ma che si sarebbe dovuto suddividere su altre voci (di spesa e di entrata) così da salvaguardare l´istruzione e l´avvenire delle nuove generazioni, come è avvenuto negli altri Paesi europei che dimostrano ben altra sensibilità di fronte a questo snodo centrale del loro futuro. Del resto, i tagli sono cominciati nel …

"Donne e migranti, con la crisi più discriminazioni sul lavoro", di Giuseppe Vespo

Donne e migranti sono i più discriminati nel lavoro: in tutto ilmondo guadagnano meno e godono di minori tutele. Una situazione che rischia di peggiorare, secondo il terzo rapporto globale sulla discriminazione redatto dall’Ilo, l’International Labour Organization delle Nazioni Unite. In «Uguaglianza nel lavoro: una sfida continua», l’agenzia sostiene che la crisi economica e finanziaria mondiale,«come previsto, si è tradotta in una grave crisi dell’occupazione ». E insieme alla «crisi sociale globale », nonostante «i passi in avanti della legislazione» ha portato «ad un aumento dei rischi di discriminazione contro determinate categorie di persone» tra cui le donne e i lavoratori migranti. Quanto alle prime, si sottolinea come guadagnino dal dieci al trenta per cento in meno rispetto agli uomini. Le donne continuano a subire discriminazioni in termini di tipologia di impiego a cui possono accedere, condizioni di lavoro e opportunità di accesso a posizioni di responsabilità. In media, una lavoratrice guadagna tra il settanta e il novanta per cento di quanto guadagna un uomo, anche se impiegato nello stesso lavoro: «Nonostante i progressi raggiunti …

"Quanto conta il voto nell´Italia delle città", di Ilvo Diamanti

Queste elezioni amministrative non eleggeranno “solo” i sindaci di circa 1300 Comuni – tra cui 23 capoluoghi – e i presidenti di 11 Province. In Italia, ogni elezione, di qualsiasi tipo e livello, ha rilievo nazionale. Serve a regolare i conti fra coalizioni, partiti, fazioni, leader. Non farà eccezione neppure questa scadenza, a cui tutti i protagonisti – e per primo Berlusconi – hanno esplicitamente attribuito significato politico. D´altronde, la lista dei Comuni al voto presenta numerose città “esemplari” per la storia della Seconda Repubblica. 1. Di Milano abbiamo scritto la settimana scorsa. È la capitale del Nord e – secondo la Lega – della Padania. La città di Tangentopoli e di Mani pulite, di Berlusconi e del centrodestra. La metropoli dell´economia finanziaria, dei servizi e della comunicazione. Quel che avverrà a Milano avrà riflessi rilevanti in ambito nazionale. Soprattutto nel centrodestra. Lo confermano le polemiche e le tensioni degli ultimi giorni, violentissime. Tuttavia, si vota anche in altre città. Alcune di esse molto importanti, ai fini della valutazione di questa tornata elettorale. 2. Per …

Napolitano: «La democrazia non è acquisita una volta per tutte»

La democrazia non può «considerarsi compiuta e vitale una volta per tutte» neppure in Italia e «richiede attente cure, verifiche critiche, riforme se necessario e comunque nuovi sviluppi». Lo ha detto da Israele Giorgio Napolitano, sottolineando la propria responsabilità da Presidente della Repubblica di operare per il «consolidamento» della democrazia italiana. Napolitano ha ritirato a Tel Aviv il premio Dan David, un riconoscimento nato diversi anni fa per iniziativa dell’uomo d’affari e filantropo Dan David, ed è destinato a uomini politici, di scienza e di cultura. Si divide in tre categorie – Passato, Presente e Futuro – per ciascuna delle quali è annualmente conferito un milione di dollari. Nel 2010 Napolitano è stato scelto nella categoria «Passato» per «la sua dedizione alla causa della democrazia parlamentare e il suo contributo al ravvicinamento tra la sinistra italiana e il socialismo europeo». Nella motivazione del premio che il Capo dello Stato ha ritirato si legge, a conclusione, che «nell’attuale clima politico italiano a tratti caotico, egli si erge a faro di ragionevolezza, moderazione, valori democratici e tolleranza, …

"Un voto per mandare a casa il re dell'illegalità e della volgarità", di Vittorio Emiliani

Ha ragione Romano Prodi: la volgarità è il tratto dominante della politica sotto Berlusconi. Volgarità nel linguaggio da barzellettiere. Volgarità nelle battute su uomini di Stato che, come Obama, lo sovrastano. Volgarità nell’approccio con ogni tipo di donna: dal premier scandinavo che, dice lui, fu “costretto”a corteggiare, all’ultima escort reclutata per i suoi festini da gente volgare come lui. Volgarità nelle definizioni riservate alle opposizioni e alle “toghe rosse”. Volgarità nelle conferenze stampa, non importa se internazionali. Volgarità nelle vanterie “machiste”come se fosse bello, giovane, alto, biondo e con gli occhi azzurri. Una volgarità che deborda, dilaga, contagia il Paese. La musa ispiratrice della linea “dura” è quella Daniela Santanchè la quale, allorché militava nella Destra, disse con inusitata finezza: «Silvio è pazzo di me perché non gliel’ho data, lui le donne le concepisce soltanto in posizione orizzontale». Mussolini era consigliato dalla Sarfatti.n Lui dalla Santanchè. È la stessa che, tornata alla sua corte, ha perorato un condono ad hoc per quella Campania che, con Calabria e Sicilia, è la regione più devastata dagli abusi. …

"Il valore della laicità", di Michela Marzano

In vigore da poco più di un mese, la legge francese sul divieto del velo integrale negli spazi pubblici rilancia il tema della laicità. Voluta dal segretario dell´Ump Jean-François Coppé, questa legge è sintomatica del “ripiego identitario” che caratterizza oggi una buona parte dell´Europa e mostra bene come strumentalizzare la laicità serva spesso solo ad alimentare gli integralismi. Come a Tolosa, nel sud-ovest della Francia, quando un´insegnante di una scuola privata musulmana è stata interpellata da una pattuglia della polizia che passava per strada. Un testimone che voleva filmare la scena è stato arrestato. E qualche ora più tardi, davanti al commissariato centrale, si è assistito all´organizzazione di una preghiera collettiva… La laicità resta un valore cardine della République. Dal 1905, anno di adozione della famosa legge difesa da Aristide Briand, lo Stato non riconosce e non sovvenziona nessun culto: ognuno è libero di credere o meno e, in materia religiosa, il solo scopo della Repubblica è di far convivere atei e credenti senza privilegi o discriminazioni. Almeno in principio, ognuno dovrebbe essere libero di …

«Una scelta per difendere la dignità dell’Italia» intervista a Romano Prodi di Claudio Visani

Voleva esserci Romano Prodi venerdì sera su quel palco in PiazzaMaggiore a Bologna. La piazza delle vittorie del centrosinistra. Lì festeggiò il 23 aprile 1996, arrivando in pullman da Roma tra l’entusiasmo dell’allora popolo dell’Ulivo. E lì tornò l’11 aprile 2006, la sera dopo la seconda vittoria su Berlusconi: vittoria “triste” quella volta alla guida dell’Unione, per appena 20mila voti e solo alla Camera. Voleva esserci per mandare un segnale all’Italia «offesa dalla volgarità di Berlusconi»; per la sua città che «pur avendo perso colpi, nel confronto con le altre se la cava ancora piuttosto bene»; per spazzare via i dubbi che qualcuno «interessato a dividere» aveva sparso sul suo presunto sostegno tiepido al candidato del centrosinistra, Virginio Merola. Così appena conclusa la “lectio magistralis” tenuta a La Spezia, nel tardo pomeriggio, ha salutato tutti e si è precipitato a Bologna. Quando è salito sul palco con Bersani, Errani e Merola, a metà comizio, la sorpresa è stata salutata da un’ovazione dai 15-20mila della piazza. Professore, cosa risponde a chi ha parlato di un Prodi …