Anno: 2011

"Ognuno faccia la sua parte", di Roberto Napoletano

Se negli ultimi dieci anni l’Italia è cresciuta molto meno di Europa e Stati Uniti, una ragione sistemica di qualche serietà sulla quale interrogarsi ci deve pure essere. Perché l’Italia non cresce? Perché quando le cose vanno male, da noi vanno peggio e quando vanno bene, da noi vanno meno bene? Per spiegare in profondità il significato di due interrogativi così impietosi, Fabrizio Galimberti, dalle colonne di questo giornale, si è affidato a Voltaire: «Giudica un uomo dalle sue domande piuttosto che dalle sue risposte». Parafrasando Voltaire, potremmo dire: giudica un Paese dalle sue domande piuttosto che dalle sue risposte. Tutti, ma proprio tutti, hanno un pezzo di responsabilità se siamo costretti a ripeterci ossessivamente queste due domande. E sarebbe bene che ognuno cominciasse a chiedere prima a se stesso, piuttosto che agli altri, in che cosa ha sbagliato e che cosa può (e deve) ancora fare. Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha le sue ragioni per chiedere agli imprenditori italiani di cominciare a fare qualcosa loro per il Governo e non di continuare …

"Berlusconi: L'antidoto ai prof comunisti sono scuola privata e nuovi testi", di A.G. da La Tecnica della Scuola

Stavolta il Premier ha ribadito il concetto salendo sul palco del Palasharp di Milano: è l’unico modo per salvare gli alunni che incontrano libri di sinistra e insegnanti che vogliono inculcare valori diversi da quelli delle loro famiglie. L’obiettivo sono comunque i buoni scuola su scala nazionale. Quella di sostenere maggiormente la scuola privata e di denunciare gli autori di libri di testo ispirati dall’ideologia comunista, sembra essere diventato un tema fisso del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Da qualche settimana a questa parte, ad ogni occasione, soprattutto quando la platea a cui si rivolge è particolarmente sensibile a questo genere di argomenti, il Premier sente la necessità di “infiammare” i presenti sostenendo la necessità di equilibrare la spesa per l’istruzione prevedendo una parte molto più cospicua dell’attuale a favore degli istituti non statali. Oltre che di rinnovare i testi su cui studiano i nostri giovani. Stavolta Berlusconi ha ribadito il concetto, sabato 7 maggio, salendo sul palco del Palasharp di Milano: toccando il tema della scuola e dell’educazione, ha detto senza mezzi termini che …

"Com'è lontana l'Europa", di Tito Boeri

Si intensificano gli sbarchi a Lampedusa: 842 persone in una notte. Sarebbero state di più se un barcone non fosse affondato vicino alle coste della Libia.A bordo aveva 600 persone. E si è allungato così il tragico elenco di chi, soprattutto donne e bambini, ha perso la vita in un tratto di mare di appena 70 miglia. Non sappiamo quanto abbia contato sull´intensificazione dei flussi verso Lampedusa la scelta di concedere permessi di soggiorno temporanei ai nuovi arrivati. Sappiamo però che la richiesta suicida di Berlusconi (sotto dettatura di Sarkozy) di “ristabilire temporaneamente controlli alle frontiere interne in caso di difficoltà eccezionali” non è caduta nel vuoto. Sono passati pochi giorni dal vertice italo-francese e la Commissione Europea ha presentato la sua “riforma” di Schengen. Se dovesse essere approvata permetterà a Francia, Svizzera e Austria e agli altri paesi di Schengen di ripristinare i controlli alle nostre frontiere in presenza di forti flussi di immigrati. Vorrà dire essere un po´ fuori dall´Europa. Proprio quando ne avremmo maggiore bisogno. La chiusura delle nostre frontiere ci condanna …

"Sull'unità sindacale ascoltiamo Napolitano", di Valeria Fedeli*

Il monito e il richiamo alla responsabilità di ricostruire un clima di coesione e di unità del sindacato, che il Presidente della Repubblica ha pronunciato in occasione del 1 maggio, è stato differente da altre volte. Per questo, mi ha colpito e fatto riflettere. C’erano nelle sue parole, l’urgenza dei tempi di superamento dello stato di animosità e delle diffidenze esistenti, per non permettere che il crescente e lungo periodo di contrasti e divisioni sindacali diventi irriducibile ostilità e raggiunga un punto di non ritorno. Le sue parole sono state forti, esplicite, nette. Costringono tutti, secondo me, a superare la condivisione “ipocrita” e solo formale, come il Presidente stesso la definisce e porsi ciascuna organizzazione, la responsabilità di riflettere e rispondere. «La divisione sindacale è il punto di partenza per l’indebolimento generale dei lavoratori. Bisogna capire che la divisione è debolezza, che così avremo torto anche se abbiamo ragione…» diceva Giuseppe Di Vittorio al giovane LucianoLamaall’indomani della scissione sindacale. Questa frase antica ritorna alla mente non solo come monito, ma per la sua straordinaria attualità: …

"La guerra del cavaliere contro il presidente", di Eugenio Scalfari

Appena 48 ore fa i giornali berlusconiani erano moderatamente favorevoli ad alcune frasi del Presidente Napolitano pronunciate nel corso d´un convegno dedicato ad Antonio Giolitti nella ricorrenza della sua scomparsa. Quelle frasi erano rivolte alla sinistra italiana e contenevano un incitamento critico a far meglio il suo mestiere di opposizione che si propone di prendere il posto dell´attuale maggioranza di destra. Ma ieri il tono di quei giornali era completamente cambiato, suonando all´unisono con gli umori del Presidente del Consiglio. È bastato che Napolitano segnalasse la necessità costituzionale di un dibattito parlamentare che prenda atto della nomina di nove sottosegretari provenienti da gruppi parlamentari diversi da quelli che vinsero le elezioni del 2008, per scatenarli in un rabbioso attacco alla più alta istituzione repubblicana, accusata di porsi come la sola vera opposizione al “buongoverno” del Cavaliere di Arcore. Questi continui capovolgimenti della destra berlusconiana e la sua costante aggressione contro i “magistrati eversivi” che pretendono di giudicare l´uomo votato dal popolo sono la prova provata che i tanti problemi che interessano la vita dei lavoratori, …

"Lo scempio del demanio per decreto", di Vittorio Emiliani

È da estremisti affermare che questo decreto per ridare vita all’economia, sancisce la morte di quanto resta dell’antica, ammirata (e già redditizia, o cretini) bellezza del nostro Paese? Oche esso concentra tutte le nefandezze e gli scardinamenti di regole? Macché estremisti. Siamo alla soluzione finale per il demanio costiero, per i beni culturali e paesaggistici. Il meccanismo è arcinoto: consumare altri beni pubblici strategici per consentire a certi privati ogni possibile profitto. Profitto che verrà ancor meno tassato perché il decreto Tremonti raccomanda energicamente al fisco di essere meno persecutorio. Con chi? Il decreto privatizza, in pratica, gli arenili col diritto di superficie per 90 anni, rendendo trasferibili gli immobili costruiti su beni demaniali. Misure siffatte sono così necessarie e urgenti da giustificare un decreto? Penso proprio di no. Modificano in peggio, in molti punti, le norme urbanistiche ed edilizie. Vengono devitalizzate le sovrintendenze, ridotti i tempi istruttori e le responsabilità per false dichiarazioni, gonfiate le cubature (salvando, bontà loro, i centri storici), e via devastando. Alle immediate critiche della Ue – in nome di …

"Scuola, l'Inganno delle assunzioni. Bastava il piano del 2007", di Francesca Puglisi e Giovanni Bachelet

Gli annunci del Governo sulle migliaia di assunzioni nella scuola sono solo propaganda elettorale: nel decreto sviluppo non è indicata alcuna cifra, e comunque i 30mila docenti in tre anni annunciati a voce dal ministro coprirebbero a malapena i 29mila pensionamenti del primo anno! L’unica certezza per il prossimo anno scolastico è la terza tranche di taglidell’impietosa mannaia della legge 133/08 (19.700 insegnanti e 14.500 Ata in meno) e il calo di investimenti nell’istruzione fino al magrissimo 3,2% del Pil stabilito dal Def di Tremonti che ci metterà fuori dall’Europa. Assorbire i precari e non crearne mai più era il programma del governo di centrosinistra: un piano di emergenza per sistemare l’eredità della Moratti (ultimo concorso: Berlinguer 1999) in vista diun nuovo e più razionale reclutamento futuro. Quando nel 2008 il centrosinistra è caduto, solo metà dei 150mila docenti e 30mila Ata previsti erano stati assunti; poi il duo Tremonti-Gelmini ha bloccato il piano. Lega e PdL hannocancellato più di 80mila insegnanti dall’organico senza bandire concorsi né varare nuove modalità di reclutamento. Tre anni di …