"Parigi e Roma mai così lontane", di Cesare Martinetti
Due leader in crisi di consensi e di identità si incontrano oggi a Roma per fingere di trovare un accordo che non ci può essere e battezzare insieme il capro espiatorio su cui dirottare il malessere di un’opinione pubblica percorsa da uguale disagio. Quest’ultimo si chiama Europa e riceverà domani una lettera firmata da Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy. I due sorrideranno per le telecamere, fingeranno di aver ritrovato un’amicizia che si dirà «antica», si daranno – forse – appuntamento a Tunisi per un vertice trilaterale con gli eredi di Ben Ali. Poi si lasceranno, tornando ognuno al suo rompicapo politico. Il vertice Berlusconi-Sarkozy che si svolge stamane a Roma è forse il più difficile degli ultimi anni, Le Monde lo definisce un «summit sotto tensione». Le ragioni sono molteplici, la più evidente e mediatica l’immigrazione o meglio quei venticinquemila tunisini sbarcati a Lampedusa che vogliono raggiungere la Francia e che la Francia respinge. Parigi ha di fatto già sospeso Schengen ripristinando i controlli alla frontiera di Ventimiglia. L’Italia si appella proprio a quel trattato …
