Anno: 2011

"Le bugie sui conti dell'Italia", di Bill Emmott

E’ normale aspettarsi dai politici mezze verità quando non addirittura bugie: in questo l’Italia non è unica, anche se resta un’eccezione la capacità del suoi leader di dire qualcosa un giorno per negarlo il giorno dopo, nella peraltro giustificata convinzione che le loro parole verranno comunque rapidamente dimenticate. Ma non mi aspettavo che questo fenomeno riguardasse anche l’economia, campo dove è facile verificare come stanno davvero le cose. Eppure, andando in giro per l’Italia, mi sono accorto che dichiarazioni false sull’economia nazionale vengono prodotte ogni giorno non solo dai politici, ma anche da banchieri, imprenditori e perfino esponenti del governo. E’ vero che alcune di queste dichiarazioni potrebbero venire catalogate più come opinioni che come constatazioni dei fatti, in quanto l’economia possiede aspetti soggettivi e spesso il dibattito riguarda un futuro imprevedibile sul quale non si dispone di certezze. Eppure mi sembra che ci sia qualcosa di più, visto che il ricorso a dichiarazioni false, anche sul presente e sul passato, resta così diffuso. Così ho prodotto una teoria: si tratta di una forma di …

"Gay nella pubblicità? Per il governo è scandalo", di Francesco Merlo

L´Italia sta diventando il paese degli energumeni. Giovanardi si è scagliato contro l´Ikea bollando come anticostituzionale la pubblicità che “apre” alla famiglia gay. Il ministro è l´energumeno che nelle sedi istituzionali “affida alla parola” la propria ferocia. Quello che per strada aggredisce e spranga gli omosessuali è l´energumeno che “dà luogo” alla propria ferocia. La violenza è la stessa, solo espressa in maniera diversa. Nei palazzi illuminati c´è l´energumeno che vomita pregiudizi, e nei vicoli bui c´è l´energumeno che aggredisce Paola Concia e la sua compagna Ricarda, insulta le lesbiche… L´immagine di Ikea è lieve e gentile: due ragazzi di spalle, leggeri anche negli abiti, si tengono per mano. C´è qualcosa che in nessuna famiglia è garantita: l´amorevolezza, la dolcezza, i sentimenti forti e fragili della reciprocità e della solidarietà. Chi prova e mostra simili sensibilità di cuore sta dentro la Costituzione. E non solo dentro quella italiana, ma dentro quella sovranazionale e sovrareligiosa, che all´articolo uno dice: «Sta fuori dalla Costituzione chiunque si esprima e agisca contro la tenerezza e contro l´affetto». Solo ai …

"Il ministro senza vergogna e senza portafoglio", di Marco Cattaneo*

Martedì, a Ballarò, il ministro Mariastella Gelmini ha vantato – di passaggio – l’approvazione del Piano Nazionale della Ricerca “che prevede un miliardo e quattrocento milioni di euro da spendere nei prossimi tre anni”. Il PNR 2011-2013, in effetti, era stato presentato il giorno prima, con due tavole rotonde dalla composizione almeno in parte imbarazzante. Al di là della presenza dei presidenti dei maggiori enti pubblici di ricerca (che dovrebbe essere un’ovvietà, ma non c’è da scommetterci), brillano per competenza l’introduzione di Maurizio Gasparri e la moderazione delle tavole rotonde, affidata a Bruno Vespa, capace di passare con la consueta eleganza dall’epigenomica alla comunicazione con l’Aldilà (per chi si fosse perso il tema della puntata di Porta a Porta di ieri). So che era presente qualche collega della stampa, ma noi non siamo stati invitati. E, data la parata di premi Nobel, c’è quasi da vantarsene. Allora, per curiosità, siamo andati a vedercelo il Programma Nazionale della Ricerca sbandierato dal Ministro come un’azione che avrebbe “l’obiettivo di allineare la spesa italiana per la Ricerca alla …

"I diritti dei nati qui", di Khalid Chaouki

Basta parole. Vogliamo vedere i fatti. Le seconde generazioni figli di immigrati scendono in piazza insieme al Forum Immigrazione del Partito Democratico il prossimo mercoledì 27 aprile alle ore 11 davanti a Montecitorio per protestare contro la sparizione della proposta di riforma della legge sulla cittadinanza dal dibattito parlamentare. Circa un milione di ragazzi e ragazze, figli di immigrati nati o cresciuti in Italia, non possono più sopportare una grave ingiustizia che fa di loro dei perenni stranieri in attesa di cittadinanza nell’unico paese che effettivamente essi riconoscono ormai come la loro prima patria. Per lunghi diciotto anni una ragazza nata a Roma e colpevole di essere figlia di genitori filippini deve fare la fila in Questura e chiedere il rinnovo del permesso di soggiorno nel Paese in cui è nata. Questa è la condizione di umiliazione a cui sono sottoposti i figli della cosiddetta seconda generazione, esclusi dal diritto di essere cittadini italiani a causa di un arcaico concetto di cittadinanza basato sul legame di sangue. L’Italia non può più permettersi una legge così …

"Contratti, un altro round alla Fiom", di Enrico Marro

Per i metalmeccanici esistono due contratti nazionali di lavoro pienamente validi: quello del 2008 firmato da Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil e quello del 2009, sottoscritto da Fim e Uilm, ma non dalla Fiom. Lo ha già affermato la scorsa settimana il giudice del lavoro di Torino nella sentenza sul ricorso promosso dalla Fiom contro la Bulloneria Barge. Ma ieri lo ha ribadito una sentenza del tribunale di Modena, sempre su ricorso della Fiom, che questa volta tocca 7 note aziende: Emmegi, Maserati, Rossi, Glem Gas, Ferrari, Case New Holland e Titan. Tre di queste, Maserati, Ferrari e Case New Holland, fanno parte del gruppo Fiat. Gruppo al quale si è rivolta ieri la leader della Cgil, Susanna Camusso, chiedendo all’amministratore delegato, Sergio Marchionne, di «riaprire il confronto» . Nella sentenza di Modena, il giudice Carla Ponterio, accogliendo le richieste della Fiom, ha condannato le 7 imprese per «condotta antisindacale» per due motivi: 1) Hanno sostituito illegittimamente il contratto “separato”del 2009 a quello del 2008 che era ancora vigente (scade il 31 dicembre 2011). Ci sono …

Precaria, incinta, licenziata. "Non chiedevo la luna", di Emanuele Di Nicola

Katia ha 36 anni. Dottorato e master. Dopo 5 anni di contratto a progetto con mansioni da dipendente, Italia Lavoro la manda a casa al sesto mese di gravidanza. “Mi chiedo cosa potrò offrire a mia figlia”. E’ una società del ministero del Lavoro gestita con soldi pubblici. Ma non esita a licenziare una donna incinta al sesto mese di gravidanza, insieme a molti altri lavoratori. Una situazione davvero paradossale quella dell’agenzia Italia Lavoro, che adesso rischia di perdere i ricorsi e pagare i risarcimenti con i soldi dei cittadini italiani. All’interno di questo caso, poi, c’è la vicenda personale di Katia Scannavini: 36 anni, laureata con master, mandata a casa dall’agenzia dopo cinque anni di contratto a progetto, in piena gravidanza. A lei abbiamo chiesto di raccontarci come sono andate le cose. Com’è iniziata la tua vicenda? Sono arrivata nel 2006 in Italia Lavoro, agenzia totalmente partecipata dal ministero dell’Economia, che prende commesse dal ministero del Lavoro. Sono laureata in Sociologia, con un master in immigrazione e dottorato di ricerca. Cinque anni fa sono …

«Il premier ha paura di tutto, sa di avere perso i consensi», di Claudia Fusani

Il vicepresidente dei senatori pd: così trasforma la democrazia parlamentare in un regime camuffato. Senatore Zanda, l’ultima è che il governo presenta un decreto per sminare anche il referendum sull’acqua. Il premier teme anche questo? «Berlusconi è in una fase in cui ha paura di tutto: del referendum perchè può diventare un sondaggio a favore o contro la sua persona; del voto a Milano; di Tremonti e di Galan; di Scilipoti tanto che scrive le prefazioni al suo libro; dei giudici di Milano, di Ruby e delle ragazze che la sera andavano a Arcore». Paura di cosa? «Di non trovare più il consenso che racconta ancora di avere». Come definire i tentativi di levare di mezzo i quesiti referendari, strumento di controllo fondamentale del cittadino elettore? «Sono pezzi di una tecnica collaudata per trasformare una democrazia parlamentare in un regime camuffato». E gli altri pezzi della strategia? «La fine del Parlamento che come ha giustamente osservato il presidente uscente della Corte Costituzionale Ugo De Siervo non fa più le leggi ma converte e vota solo …