Anno: 2011

"La menzogna come bandiera", di Barbara Spinelli

Due mesi prima della marcia su Roma, l´8 agosto 1922, Luigi Einaudi prese la penna e disse quel che andava detto nelle ultime ore della democrazia. Disse alcune cose semplici, profetiche: che «è più facile sperare di risolvere con mezzi rapidi ed energici un problema complesso, che risolverlo in effetto». Che l´idea di sostituire il politico con uomini provenienti dalle industrie, dalla «vita vissuta», è favola perniciosa. Nella favola i non-politici «trasporteranno al governo i metodi di azione che sono loro familiari; faranno marciare le ferrovie; licenzieranno gli inetti; incuteranno un sano terrore agli altri». Ma è una chimera, e la macchina s´incepperà: «Il problema da risolvere non è già di trovare dei grandi industriali disposti a governare la cosa pubblica con la mentalità industriale. Essi non potranno fare che del male. Saranno degli straordinari improvvisatori». Saranno audaci, ma il primo impulso di simili audaci è di semplificare quel che è complesso: «di tagliare i nodi gordiani, di mandare a spasso il giudice che non decide un processo in ventiquattro ore, di ordinare ai direttori …

"La contropartita", di Franco Buccino

Il dibattito sui precari della scuola, avvicinandosi la pubblicazione dell’ordinanza sulle graduatorie, si fa incandescente. Entrano in gioco tutti, dai comitati di precari che presentano proposte in apparenza generali ma in realtà di parte, ai 60 parlamentari che, scrivendo alla Gelmini a tempo scaduto, fanno pensare a una invasione di campo e a una soluzione pasticciata della questione. Coda, pettine, con o senza i punti della SSIS, graduatorie provinciali, regionali, nazionali: a seconda della soluzione proposta cambiano le posizioni dei precari in graduatoria. Luciano Chiappetta, il direttore generale del personale, sornione ascolta tutti con apparente interesse, nel frattempo pensa a come neutralizzare le sentenze favorevoli ai precari. In questa grande confusione si distinguono due proposte: quella del prof. Ichino, e l’altra della Flc Cgil. Ichino propone di stabilizzare i docenti precari della scuola con un contratto a tempo indeterminato, ma con meno diritti rispetto ai colleghi già di ruolo. Non ci sta a “abbassare la quota dei diritti per poter lavorare”, la Flc che, dal canto suo, fa una proposta articolata su organici, immissione in …

Scuola, flash mob degli studenti in 50 città: "Diritti in pericolo"

Gli studenti si mobilitano a ridosso delle vacanze di Pasqua. Iniziative in 50 città a difesa dell’istruzione pubblica. Flash mob promossi dall’Unione degli studenti. «Non dimentichiamo i 9 miliardi di tagli». Gli studenti tornano a far sentire la loro voce. Oggi in oltre 50 città daranno vita allo «Student action day», flash mob, iniziative, presidi e mobilitazioni diffuse per difendere la scuola e l’università pubblica dalle politiche di tagli del Governo Berlusconi. «In un Paese in cui ogni diritto, viene considerato un privilegio da tagliare o privatizzare, noi – spiega la Rete della Conoscenza, il network promosso da Unione degli Studenti e Link-Coordinamento universitario – abbiamo deciso di opporci. Nelle maggiori città reclameremo un sistema nuovo di welfare e diritto allo studio capace di garantire una vera libertà di scelta dei propri percorsi di studio e di vita, senza essere legati dal reddito delle proprie famiglie e dalla precarietà dilagante. Ci opponiamo – dichiara la Rete – a chi vuole ridurre la scuola e l’università a un’azienda dove docenti precari devono avere lo stesso colore …

"Mille economisti chiedono una tassa sulla speculazione", di Enrico Franceschini

Togliere ai ricchi per dare ai poveri. Sembra il motto di Robin Hood e infatti è stata subito soprannominata proprio così, “Robin Hood Tax”, la proposta lanciata da mille economisti appartenenti a cinquanta diversi paesi del mondo. In una lettera aperta inviata ai leader del G20, pubblicata dal quotidiano Guardian di Londra e altri giornali, i firmatari esortano i capi di governo delle maggiori potenze mondiali ad approvare una tassa sulle speculazioni nella City e nelle altre più importanti capitali finanziarie del globo. Tra gli ideatori dell´iniziativa figurano Jeffrey Sachs, direttore dell´Earth Institute alla Columbia University di New York e consigliere del segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon; i premi Nobel per l´economia Joseph Stiglitz e Paul Krugman; docenti autorevoli come Dani Rodrik dell´università di Harvard e Ha-Joon Chang della Cambridge University. Tutti insieme affermano che, se venisse introdotta una tassa anche solo dello 0,05 per cento sulle transazioni valutarie, si potrebbero raccogliere centinaia di miliardi di dollari da incanalare nello sviluppo e in progetti di energia sostenibile. Alcuni dei proventi potrebbero anche essere …

"L'ora della verità per l'Europa", di Enzo Bettiza

L’ultimo colpo alla botte sempre più vuota dell’Unione europea lo ha sferrato la Finlandia, con un risultato elettorale non solo esiziale in sé, ma anche spia paradigmatica della brutta aria che tira su quasi tutti i Paesi comunitari. I «Veri Finlandesi» dell’euroscettico e nazionalpopulista Timo Soini sono stati i veri trionfatori di una gara che, in convenzionali e vaghi termini statistici, li mette al «terzo posto». Ma se analizziamo più da vicino il risultato, vediamo che la sostanza politica della classifica è quanto mai opinabile. L’impressionante marea di voti ha posto in realtà il partito dell’antieuropeista Soini quasi al secondo posto e non lontano dal primo, con un 19,6 per cento contro il 19,8 dei socialdemocratici e forse il 20 dei conservatori: ai quali, dopo il tracollo del partito centrista della premier uscente Kiviniemi, spetterà l’onere spinoso di formare la nuova coalizione di governo. Ma non basta. I dati del recente passato ci dicono che il trionfo di Soini è stato altrettanto schiacciante quanto imprevedibile. Il suo partito xenofobo ha spiccato infatti un balzo gigantesco …

"Generazione 40 anni, si scrive flessibile ma si legge precario", di Tonia Mastrobuoni

C’ è chi li chiama bamboccioni, chi, citando una commedia francese di qualche anno fa su una famiglia che non riesce a cacciare il figlio trentenne inchiodato a casa, Tanguy. La verità è che se in Italia milioni di giovani hanno un problema a costruirsi un’esistenza fuori dalla famiglia, i motivi sono solo in parte antropologici. E più che a indolenti ragazzoni che preferiscono farsi lavare i calzoni dalle madri a quarant’anni, in mancanza di politiche pubbliche che li tutelino, i giovani somigliano sempre di più a funamboli senza rete. E la recessione ha avuto solamente l’effetto di rendere evidenti i difetti del sistema che stanno condannando ormai quasi due generazioni a stare peggio delle precedenti. Cresciuta nella consapevolezza di dover dimenticare il mito del posto fisso che aveva segnato la vita dei propri genitori, dagli anni 90 la generazione dei flessibili ha imparato invece che il destino più comune è invece quello di precario. Non è una distinzione politica: lo affermano apertamente economisti e giuslavoristi autorevoli come Boeri, Trivellato o Ichino. La differenza? Chi …

"Berlusconi, c'è un crollo di fiducia. Intenzioni di voto: centrosinistra avanti", di Massimo Razzi

Opinioni in movimento nella rilevazione di aprile eseguita da Ipr Marketing. Pesanti minimi storici per il Cavaliere (dimezza il consenso rispetto al 2008) e per il governo. E un’eventuale coalizione Pd-Sel-Idv-Verdi-radicali supererebbe di mezzo punto l’attuale maggioranza. Fiducia in Berlusconi e nel governo in calo verticale e ai minimi storici, centrosinistra in lievissimo vantaggio (0,5%) sul centrodestra nelle intenzioni di voto. Il sondaggio Ipr di aprile rivela uno scenario in forte movimento in cui l’esecutivo e i partiti che lo sostengono (anche la Lega) appaiono decisamente sotto pressione soprattutto a causa delle vicende (Libia, gestione dei rifugiati tunisini, giustizia) al centro della battaglia politica nelle ultime settimane. TABELLA SULLA FIDUCIA 1TABELLA SULLE INTENZIONI DI VOTO 2 Berlusconi. Il premier riscuote appena il 31% di fiducia: su 100 intervistati, dunque, meno di un terzo sono “molto o abbastanza” fiduciosi nell’operato del presidente del Consiglio, mentre il 58% esprime “poca o nessuna” fiducia nei suoi confronti e l’11% del campione risulta non avere un’opinione. Il calo, per Berlusconi, è di due punti rispetto al mese scorso, mentre …