Anno: 2011

«Sulla pelle di Lampedusa», di Federico Geremicca

Fotogrammi che fanno il giro del mondo. Immortalano centinaia di uomini accampati con tende e fuochi su una collina come fossero apaches; fermano l’immagine di decine e decine di ragazzini tunisini che dormono per terra avvolti in giacche a vento e teli. Fotografano l’isola di Lampedusa ridotta a pattumiera, migliaia di buste di plastica portate via dal vento, puzza ed escrementi ovunque, l’odore acre della creolina nei luoghi pubblici trasformati in dormitori. Tv francesi, tedesche, americane, canadesi… I cameramen si fregano le mani: come per Napoli e la monnezza. Non è una gran figura, a volerla dire con qualche ottimismo. E nei tinelli e nei salotti di Lione o di Los Angeles qualcuno, certo, si starà chiedendo com’è possibile che un civilissimo Paese occidentale, la settima od ottava potenza del mondo, una comunità di sessanta milioni di persone, insomma, non riesca ad accogliere (in maniera cristiana, verrebbe da dire…) poche migliaia di migranti. Se lo chiedono in mezza Europa. E forse sarebbe ora di cominciare a chiederselo anche da noi. Dopo settimane e settimane di …

Carpi (mo) – Presidio contro la violenza alle donne e contro il "femminicidio"

Le Associazioni femminili di Carpi UDI, CIF, Commissione Pari Opportunità dell’Unione Terre D’Argine, VivereDonna Onlus, dopo l’ultimo esecrabile atto di “femminicidio” accaduto tra le mura domestiche partecipano con grande tristezza al dolore della famiglia di Pina Esprimono solidarietà e preoccupazione per il futuro di tante giovani donne che frequentemente vengono offese e violate nel loro diritto a vivere come persone. Le Associazioni organizzano un presidio sabato 26 marzo 2010 e domenica 27 marzo davanti al Municipio di Carpi dalle 16 e 30 alle 18 e 30 contro il “femminicidio”. Chiedono a Enti, organizzazioni e alle cittadine e ai cittadini di aderire all’appello contro la violenza alle donne e di partecipare ai presidi. Il Pd di Carpi ha aderito alla iniziativa.

«Romano? Toccato il punto più basso della Repubblica», di Simone Collini

«La nomina di Saverio Romano è uno dei punti più bassi della storia della Repubblica, fino al punto da dover indurre il Quirinale a obiettare». Pier Luigi Bersani si guarda bene dal preannunciare quella che lui stesso definisce «l’ora X», cioè il momento della caduta di Berlusconi. Ma il leader del Pd è convinto che rispetto alla vigilia del 14 dicembre, quando il governo si salvò dal voto di fiducia grazie ai cosiddetti Responsabili, e poi rispetto alla vigilia di un controverso rimpasto, il governo sia solo apparentemente più forte. «La verità è che la credibilità dell’esecutivo è diminuita in queste settimane, la percezione del fatto che il Paese non ha un governo è via via aumentata. Berlusconi, piuttosto che impegnarsi sui grandi temiinternazionali e sociali fa un rimpasto faticoso, difficile e che non porterà niente in quanto a stabilità di un governo è evidentemente impotente di fronte ai problemi». Bersani parla a Cortona, dove Area democratica ha organizzato un convegno diverso rispetto a quelli tenuti sempre qui negli scorsi anni. La prima novità è …

"Missione fallita, Masi lascia la Rai per lui pronto il vertice Snam", di Francesco Bei

Svolta ai vertici di viale Mazzini. Il dg Mauro Masi lascia la Rai e si avvicina alla Snam. Alla base del cambio, l’incapacità di gestire Floris, Santoro, Fazio e Gabanelli. Per il suo posto in lizza Lorenza Lei e Verro. L’era Masi è al tramonto. Martedì prossimo, con un anno di anticipo sulla scadenza, il direttore generale della Rai lascerà l’ufficio al settimo piano di viale Mazzini e spegnerà la luce dietro di sé. Missione fallita, il premier è scontento, i “nemici” di Berlusconi sono ancora tutti al loro posto: da Santoro alla Gabanelli, da Fazio a Floris, fino alla Dandini. Nonostante gli innumerevoli tentativi di imbrigliarli e censurarli in pubblico, nonostante Masi ce l’abbia messa tutta, quei cinque sono ancora in video. E il direttore generale, quello che criticò le pressioni del premier sulla Rai in una memorabile intercettazione – «manco nello Zimbabwe» – ora se ne deve andare. Certo, non andrà in esilio a Ventotene. È pur sempre un ex segretario generale di Palazzo Chigi e Gianni Letta lo tiene in gran conto. …

"Il lungo addio della Fiat", di Gianni Del Vecchio

Il piano dell’ad del Lingotto per comprarsi Chrysler e trasferire la sede in Usa. Nel mezzo del nuovo ciclone mediatico sul futuro americano della Fiat, la cosa più ovvia l’ha detta Giovanni Centrella, ora segretario generale dell’Ugl ma prima leader dei metalmeccanici del sindacato di destra: «È scontato che, dopo la fusione con Chrysler, Fiat possa decidere di aprire una sede negli Usa». Scontato è la parola giusta, visto che si sa fin dallo scorso 15 febbraio, data dell’audizione parlamentare dell’amministratore delegato Sergio Marchionne, che la casa automobilistica torinese presto sposterà la sua testa a Detroit. In quell’occasione il manager-dominus del Lingotto fu abbastanza chiaro, fissando dei criteri di scelta fra Italia e Stati Uniti che non lasciavano dubbi. Il primo è la capacità di accedere a grandi capitali. Va da sé che non c’è storia fra Wall Street e piazza Affari, fosse solo per la possibilità di attirare i grandi fondi d’investimento americani, partner ideali per condividere un investimento a medio termine come quello nel settore auto. Il secondo criterio è l’attrattività del sistema …

"Invoca la Grande Riforma ma a Berlusconi fa comodo una giustizia allo sbando", di Liana Millella

Giulia Bongiorno: la maggioranza punta solo a salvare il premier e punire i magistrati. Con la responsabilità dilatata si introduce una spada di Damocle sui magistrati, chi potrà giudicare serenamente? Era silente da tempo la Bongiorno. Dopo due anni di trincea come contraltare di Berlusconi sulla giustizia. Complici, nel silenzio, l´impegno della sua gravidanza e la nascita di Ian. Ai suoi amici, la presidente della commissione Giustizia aveva anche detto: “Che spettacolo e che stanchezza. Sempre lo stesso gioco, nessuna riforma vera per la giustizia, ma solo leggine per sistemare gli affari giudiziari di Berlusconi”. Poi, ecco il rush impensato del Pdl, la raffica con la riforma costituzionale, il processo breve, la prescrizione breve, pure la responsabilità civile dei giudici. Così la responsabile Giustizia di Fli ha ricominciato a parlare. A Repubblica dice: «L´emendamento Pini è la prova che questa maggioranza non vuole riformare la giustizia, ma creare norme salva-premier e norme che puniscano i magistrati». Andiamo per flash, la materia è tanta. Partendo dall´ultima creatura, la responsabilità civile. Il Pdl dice che chi critica …

"Napoli ancora prigioniera dei rifiuti nuovi cumuli senza la maxidiscarica", di Marco Imarisio

Fermo l’impianto di Chiaiano. Presto stop definitivo, mancano le alternative. L’odore malato della discarica arriva fino a piazza Rosa dei Venti. Una decina di anziani chiacchierano sotto alla tenda del presidio. Alcuni indicano lo striscione appeso sulla cancellata delle case popolari. «Avevamo ragione noi» c’ è scritto. Non si muove nulla. Non passano camion carichi di monnezza. Tutto fermo. Anche il grande buco da settecentomila tonnellate, che dovrebbe prendersi il grosso della spazzatura di Napoli. Lavori in corso, c’è da collaudare gli argini, a rischio smottamento. Per dieci giorni, rivolgersi altrove. Già, ma dove? Sembra di essere tornati al maggio 2008. Il rondò tra Chiaiano e Marano, dominato da una struttura in metallo che rappresenta una nave affondata, era diventato famoso in tutta Italia come piazza Titanic. La soluzione al dramma dei rifiuti napoletani passava per quest’incrocio che conduceva alla futura discarica. Scontri, cariche, barricate, politica in ebollizione. La fecero. Adesso siamo ai resti, come dicono da queste parti. È arrivata al limite massimo, colma di monnezza dopo due anni di vita accidentata, tra frane, …