Anno: 2011

Libia, “Sì al ruolo attivo dell’Italia sotto l’egida dell’ONU”

“La Libia è una cosa seria, non facciamo gli strateghi”, questo il monito del Segretario del Pd Pier Luigi Bersani lanciato al governo, dichiarando l’appoggio del Pd alle scelte dell’ONU sulla “No fly zone”, per il coinvolgimento del nostro Paese nelle iniziative destinate ad evitare che il colonnello Gheddafi possa continuare a bombardare i civili. Le commissione Esteri e Difesa della Camera hanno votato a favore della partecipazione dell’Italia alle operazioni militari per l’applicazione della Risoluzione Onu sulla crisi libica. Il documento, approvato anche con i voti di Udc e Pd non è stato votato né dagli esponenti della Lega Nord, né da Iniziativa responsabile che pure avevano sottoscritto la mozione. Sia la Lega Nord che i rappresentanti di Ir non erano presenti alla votazione. “L’assenza della Lega e dei sedicenti responsabili dimostra che il governo non ha la maggioranza in politica estera. E che senza la responsabilità dell’opposizione il paese sarebbe rimasto isolato proprio nella fase più acuta della crisi mediterranea” dichiara il capogruppo democratico nella commissione Esteri della Camera, Francesco Tempestini, dopo l’approvazione …

"Stop di Tremonti allo shopping francese ma è troppo tardi per la linea del Piave", di Massimo Giannini

Sospeso tra colbertismo e mercatismo, Giulio Tremonti minaccia di chiudere le frontiere ai conquistatori francesi, che si stanno comprando l´Italia a pezzi. Giù le mani da Parmalat, Edison, Autostrade, tuona il superministro. Ha mille ragioni. Ma la sua battaglia a difesa della famosa «italianità» rischia purtroppo di essere velleitaria, inutile, tardiva. Tremonti fa bene a invocare l´«interesse nazionale», di fronte all´invasione delle multinazionali che, come nel crepuscolo del nostro Rinascimento, stanno trasformando il Belpaese in una terra di conquista. Fa bene a declinare la tutela dei pochi «campioni nazionali» rimasti secondo la triade inscindibile «Europa-mercato-strategicità». Fa bene a scattare, quando in ballo non c´è più solo una «commodity» del lusso (come in fondo è Bulgari, appena rilevata dal colosso Lvmh) ma un «gioiellino» dell´alimentare (come è a tutti gli effetti Parmalat, nel mirino del gigante Lactalis) o a maggior ragione un «marchio» dell´energia (come invece è Edison, preda del titano Edf). Ma purtroppo la «moral suasion» di Tremonti con l´ambasciatore francese La Sabliere non può funzionare. È velleitaria. Perché se è vero che la Francia …

Il PD a fianco dei militari nelle caserme e in Parlamento. Il governo taglia 1,8 miliardi d'Italia. Addio sicurezza

“Abbiamo deciso oggi – nella settimana dedicata alle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia e nel giorno in cui il Senato da l’ok per la messa al bando delle bombe a grappolo, che ogni anno colpiscono 11 mila persone di cui un quarto sono bambini – di testimoniare la nostra stima, il nostro rispetto e la nostra vicinanza alle forze armate, i militari vicini ai cittadini”. Così Emanuele Fiano, Presidente del Forum Sicurezza e Difesa del Partito Democratico, ha introdotto la conferenza stampa in cui alla Camera sono stati presentati “Al fianco dei militari – viaggio per le caserme d’Italia” e una parte dei risultati dell’attività svolta dalle commissioni difesa dei due rami del Parlamento. “Il nostro viaggio nasce dall’esigenza di conoscere e far conoscere a fondo il mondo della Difesa, un mondo con peculiarità non facilmente riscontrabili in altri settori della vita del Paese. Crediamo che sia necessario da parte della politica un doveroso riconoscimento da rivolgere agli operatori con le stellette che in silenzio e con professionalità, e purtroppo a volte a costo …

Il giallo delle prove Invalsi scricchiola il "sistema Gelmini", di Salvo Intravaia

Le prove per testare il livello di preparazione degli alunni italiani in programma a maggio, ma restano i dubbi sulla loro obbligatorietà e i cobas hanno lanciato una campagna che le contesta. I dubbi dell’avvocato dello Stato. Giallo sulle prove Invalsi, in calendario dal 10 al 13 maggio prossimi, le prove che testano il livello di preparazione degli alunni italiani. Sono obbligatorie o le scuole possono decidere di non farle? Egli insegnanti sono obbligati a somministrare i test? Dopo la lettera dell’avvocato dello Stato, Laura Paolucci, e la presa di posizione dei Cobas, la questione è tutt’altro che chiara. E le prove Invalsi, che per la prima volta diventano obbligatorie anche al superiore, rischiano di naufragare. I presidi delle scuole superiori si riuniscono, si chiamano e si interrogano sul da farsi. Alcuni chiedono al collegio di esprimersi in merito, altri inviano circolari perentorie: sono obbligatorie e occorre svolgerle. Ma come stanno in effetti le cose? Le scuole hanno l’obbligo fare svolgere agli alunni delle scuole elementari (seconda e quinta), medie (prime) e superiori (seconda) le …

Tribunale di Modena, ecco le cifre dell’emergenza

Interrogazione dei deputati modenesi del Pd: chiedono ad Alfano di trasferire al Palazzo di Giustizia parte delle risorse introitate (oltre un milione nel 2006). “Con il trasferimento tra marzo e giugno dello scorso anno di tre giudici del Tribunale di Modena addetti al dibattimento penale si sono ulteriormente aggravati i carichi di lavoro dei sei giudici rimasti in servizio, con il conseguente allungamento dei tempi di smaltimento delle cause e il rischio di prescrizione per numerosi processi”. A lanciare l’allarme sono i quattro deputati modenesi del Pd – Manuela Ghizzoni, Ricardo Franco Levi, Ivano Miglioli e Giulio Santagata – che nella loro interrogazione al ministro della Giustizia Alfano delineano un quadro preoccupante del Palazzo di Giustizia modenese. Le carenze più gravi riguardano il personale amministrativo: rispetto al previsto organico di 119 unità nel 2005, si è passati a 112 nel 2007, con un’ulteriore riduzione fino a 105 unità nel 2010. Attualmente sono presenti solo 81 unità, con una riduzione, rispetto all’organico, del 23 per cento. Tuttavia – sottolineano i parlamentari del Pd – alla progressiva …

"Fischiato ovunque. Non gli resta che la porta di servizio", di Ninni Andriolo

Ieri il presidente del Consiglio ha fatto il pieno di fischi. Durante la manifestazioni per l’Unità d’Italia Berlusconi è stato ampiamente contestato. Dalla Basilica di Santa Maria degli Angeli è scappato dalla porta secondaria Altro che festa! Un calvario di fischi, insulti, sarcasmi, allusioni al bunga bunga, inviti alle dimissioni, contestazioni e cori sferzanti da stadio il tour risorgimentale di Silvio, costretto a partecipare da attore non protagonista al centocinquantesimo per l’Italia unita, e ad assistere quasi imbronciato ai ripetuti bagni di folla del Presidente della Repubblica. «Oggi niente dichiarazioni, le lasciamo fare al Capo dello Stato», spiegava il Cavaliere ai giornalisti all’inizio della giornata. A Santa Maria degli Angeli, poco dopo, Silvio veniva sonoramente fischiato. E lo stesso accadeva durante la messa celebrata dal cardinal Bagnasco. Alla fine della funzione, così, il Cavaliere decideva di lasciare la Basilica dal varco della Sacrestia, mentre Napolitano, Fini, Schifani, ecc. guadagnavano l’uscita dalla porta principale. Per la successiva visita al museo della Repubblica romana, ad accogliere il premier al grido di «dimissioni, dimissioni» erano stati pochi. Alla …

"La paura del referendum", di Francesco Merlo

E’ scilipotismo termonucleare, trasformismo atomico. Questo non è un governo che ha cambiato idea e sta responsabilmente e dolorosamente rinunziando al nucleare, ma è un governo che non ha idee e si accoda alle paure e alle emozioni espresse dai sondaggi del momento. I ministri Romani e Prestigiacomo e, spiace dirlo, con loro anche Umberto Veronesi, non stanno alla testa ma alla coda del Paese. E difatti proprio loro, che non si erano fatti spaventare dall´apocalisse mondiale, si sono terrorizzati davanti ai sondaggi di cortile. Loro che si erano mostrati duri, tecnologi e «proiettati nel futuro», loro che avevano accusato di sciacallaggio gli antinuclearisti («non si specula sulla paura!») loro adesso ci ripensano, ragionano, rinviano. Come mai? «è finita. Non possiamo perdere le elezioni per il nucleare» è sbottata la ministra Stefania Prestigiacomo davanti a Tremonti e a Bonaiuti, senza sapere che i giornalisti dell´agenzia Dire la stavano registrando. Ancora una volta, dunque, dobbiamo dire grazie a delle frasi intercettate. Questo portentoso sfogo della Prestigiacomo ci svela infatti il vero significato delle nuove posizioni di …